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Tra integrazione e colonialismo

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“…il capitale produttivo d’interesse genera le concezioni più insensate, al punto che per esempio i banchieri giungono a concepire i debiti come delle merci…”

K. Marx ( Il capitale, Libro III, cap. 29)

 

A leggere attentamente le cronache drammatiche della Grecia di queste ultime ore, c’è da rimanere dubbiosi sul tipo di svolta cui potrebbe ancora imbattersi questo Paese.

Il parlamento greco sta per varare nuove pesantissime manovre, al fine di potere ottenere la fiducia delle banche creditrici per il rinnovo di 20 miliardi di euro in scadenza che, in caso contrario, andrebbero incassati con esiti alquanto incerti.

Vittima di una commistione di fattori economici, la Grecia, - come l’Islanda fino a ora primi di altri in Europa - paga a caro prezzo sia la cattiva gestione economica del suo governo precedente (con relativi sospetti sulle istituzioni internazionali di controllo), che gli effetti tipici della globalizzazione: consumi, indebitamenti, ecc.

Pur se l’obiettivo della manovra in corso è quello del reinserimento della Grecia nella zona euro, non poche ombre si addensano sulle modalità di “assistenza” offerte dal governo e dalle banche tedesche, direttamente interessate alle sorti del debito greco.

Da una nota del 23 giugno scorso apparsa sul “Corriere della Sera”, si apprende che le banche tedesche, su sollecitazione del governo di quel paese, sono disposte a rinnovare i crediti alla Grecia, anziché – come si diceva – incassare i capitali alla scadenza, a patto che esistano garanzie.

Quali? Che la Grecia metta in vendita i suoi attivi di valore (porti, aeroporti, ferrovie ecc., ma si era già detto anche delle sue isole), vincolandoli fuori bilancio. In caso contrario, le banche tedesche, perdurando l’insolvenza sui loro nuovi prestiti, ne diverrebbero proprietarie.

Non c’è che dire: ma solo da chiedersi cosa differenzia il tentativo delle banche tedesche dalla politica di colonizzazione che la Banca Mondiale pone in essere da decenni in ogni angolo del mondo.

Neppure le “ricette” sembrano differenziarsi, uno standard imposto in tutte le occasioni: drastica diminuzione dello stato sociale, abbattimento delle garanzie e dei diritti collettivi, intervento massiccio del capitale privato internazionale, flessibilità nel lavoro, privatizzazioni, liberalizzazioni dei commerci.

Con la gestione del suo debito la Grecia rischia di seguire l’esempio di altri Paesi, una volta detti “in via di sviluppo”, quali il Mozambico, lo Zimbabwe, l’India, il Perù, la Bolivia e via dicendo, soggiogati tramite il sistema usurario legalizzato internazionale dell’assunzione dei debiti e della loro rinegoziazione, con perdita dell’autonomia politica interna: altro che integrazione!

 

Commenti  

 
0 # pinoipp 2011-07-01 14:41
Ho pensato a una rivincita di quei popoli barbari (nessun riferimento all'esimio autore di quest'articolo) sulla stirpe greca che per prima li aveva colonizzati ...
Ma è più oppportuno pensare a un capitalismo, più gentile (forse) nel volto ma assai più greve nei comportamenti, che si rinnova incessantemente negli strumenti ma non tradisce mai la sua unica vocazione nella ricerca del profitto, quello di pochi a danno dei tanti. E questo è oggi il solo collante europeo, il vero spazio comune.
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0 # morfeo 2011-07-01 15:59
Finalmente due gloriosi compagni che si battono contro il capitalismo e il potere borghese, speriamo che altri ne seguano l'esempio, questo è il capitalismo, questi sono i governi borghesi, il sistema capitlista cosi funziona, questa è anche una delle motivazioni che dimostrano quanto le banche contano nelle scelte politiche ed economiche degli stati, ecco perchè occorre battersi contro il sistema senza se e senza ma chissà che questo messaggio verrà recepito dalle opposizioni cosi dette democratiche che si fanno affascinare dai meccanismi perversi, facendosi coinvolgere anche in modo idiota.
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0 # Carmelo Garipoli 2011-07-01 16:44
Nel nostro sistema giuridico è un reato..” l’usura”.
L’usura assume, invece, connotazioni differenti (e forse non viene considerata.. un reato ) quando a commetterla sono gli Stati e/o alcune importanti Banche mondiali.
Il capitalismo usuraio è sempre esistito. Noi possiamo solo prenderne atto. Non vedo cosa possiamo altro fare. E’ messa male oggi la Grecia, speriamo che con la vendita di qualche isola possa risolvere i suoi problemi.
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0 # MORFEO 2011-07-01 19:12
E TU CHE TI VENDI LA SICILIA,LA SARDEGNA ? IO OPTERI DI VENDERE PANTELLERIA AL CONGO COSì GLI EXTRA COMUNITARI DIVENTANO UN PROBLEMA AFRICANO. SIAMO ALLE SOLITE .... OCCORRE TOGLIERE I SOLDI AI POTENTI E ALLE BANCHE NON DEVONO PIU' ESSERE TERRITORIO INTOCCABILE ... MA CHE RAZZA DI RAGIONAMENTI COSA SONO QUESTI I NUOVI ECONOMISTI? E LO DICO CON TUTTO IL RISPETTO
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0 # Carmelo Garipoli 2011-07-02 08:22
Disapprovo e detesto il “ capitalismo “ ed ancor di più il “ potere borghese “, detesto ancor di più, però, quei sedicenti “proletari”, i quali, pur senza accorgersene , si comportano da fascisti perché ritengono di essere i detentori della “verità assoluta”.
Ma, comunque, è già iniziata la vendita degli isolotti ellenici. Il governo greco punta a ricavare 43 miliardi di dollari utili a garantire un futuro all’intero paese. Potranno essere cedute le isole di Mykonos, Rodi e Cantorini.
E’ questa, purtroppo, oggi la realtà; il resto… solo chiacchiere.. ( e tabacchere i lignu ) come si dice al mio paese.
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0 # MORFEO 2011-07-02 10:33
E' MOLTO BELLO SENTIRSI DARE DEL FASCISTA SE QUESTA VERGOGNOSA ACCUSA E' DIRETTA A ME E SPERO DI NO, CREDO CHE TU SIA SULLA STRADA SBAGLIATA, DIMOSTRA CHE NON CI CONOSCIAMO, E TU NON ABBIA ALCUNA VOGLIA DI FARLO E CHE TALE AFFERMAZIONE DICIAMO CHE E' SEMPLICEMENTE UN ECCESSO DI ZELO. LE REALTA' NON VANNO SEMPLICEMENTE ANALIZZATE MA VANNO COMBATTUTE ANZZICHE' STARE AL BALCONE A GURDARE COME INVECE ACCADE ALLE NOSTRE OPPOSIZIONI SERVILI
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0 # morfeo 2011-07-02 12:09
Io continuo a pensare che la sinistra italiana perse la sua grande occasione di governare il Io paese nel momento il cui cadde il muro di Berlino, proprio in quel tempo fu una occasione mancata per il vecchio P.C.I. con le sue contraddizioni, ed errori , agli occhi della opinione pubblica restava ancora, nonostante il socialismo reale, l’unica forza politica italiana. In grado di prendere il paese per mano e condurla verso un progetto comune e unitario che realizzasse il cambiamento necessario,e a questo cambiamento avrebbero potuto e dovuto partecipare forze diverse all’interno del quadro costituzionale ed istituzionale, per avviarsi verso una società democratica senza influenze nefaste, di “ SOCIALISMO REALE” e o di svolte autoritarie e pericolose come invece è purtroppo accaduto. Si scelse la strada inversa cioè quella di diventare una opposizione di sistema, più tosto che avviarsi su una via diversa e cioè di opposizione contro il sistema. Si è preferito, puntellare un sistema capitalista in disfacimento, e in continua involuzione democratica, che già da allora mostrava in maniera eloquente le crepe che portarono il mondo intero alla disfatta economica globale, a causa delle banche in primo luogo, dei sistemi mafiosi nella gestione dell’economia, dei grandi trust internazionali che con le grandi crisi economiche dei paesi di tutto il mondo, hanno rimpinguato le loro casse che che ne dicano gli stupidi analisti internazionali ed impoverito ancora di più i poveri di tutto il mondo e aumentando i livelli di povertà negli stessi sviluppati. E non ultimo lo stesso sistema industriale nazionale ed internazionale sono andati in crisi non solo per la crisi economica e finanziaria, ma anche perché si è tardato come al solito nell’investire per la ricerca scientifica, nella tecnologia, e in un diverso progetto di accumulazione. D’altro canto si è demolita la capacita di accumulazione da parte degli stati intervenendo con privatizzazione nei settori dell’economia di stato che sino a quel momento era stato un ammortizzatore naturale contro la disoccupazione, la precarietà, alla grande povertà di massa le cui vittime in particolare sono gli anziani le donne i bambini, i diseredati, gli esclusi i giovani. In realtà sarebbe stato anche una difesa contro gli attacchi proditorii ai diritti civili , sociali, e si sarebbero limitati e non di poco le strategie xenofobe, razziste e anti democratiche.
Ma la storia la fanno i poveri e la raccontano i ricchi sino a che un ministro della repubblica arriva a sostenere che i precari, i disoccupati, sono la parte peggiore del paese ,ed un altro che sostiene la scissione del paese, in una Italia unica e indivisibile come recita la nostra costituzione. In un paese democratico civile vi sarebbero state rivolte di piazze sostenute da partiti di opposizione ed invece si protesta per procura aspettando che siano i cosi detti estremisti e cioè gli ultimi del mondo a dover vendere cara la pelle in un paese che ha perso il senso delle cose e in molti casi la propria dignità nazionale delegando questo compito a indegni, implicati in crimini che nei paesi normali sarebbero addirittura irriferibili.
Tutto ciò imponendo al paese una folle politica fiscale odiosa per le classi lavoratrici, la cultura del mene frego, dell’affarismo senza scrupoli, dell’individual ismo dello sfruttamento sessuale delle donne e dei lavoratori sui posti di lavoro, riducendo i contratti nazionali carta straccia ,politica questa feconda semplice, e ristoratrice per i gruppi , parassitari, per le grandi aziende , le banche e i gruppi privilegiati, favorendo le grandi evasioni e favoritismi fiscali per gli amici degli amici , facili appalti già assegnati d’ufficio alla ndrangheta e la mafia altro che giustizia sociale e tutto questo mentre il numero dei poveri aumenta diventando sempre più poveri e i ricchi triplicano le loro ricchezze a danno del paese e della sua economia, imponendo sui generi di prima necessità balzelli e aumenti contro cui nessuno dico nessuna abbozza un minimo di ribellione. Ditemi se non è un schifo!
Nei paesi a tecnologia avanzata, le sacche di povertà sono destinate ad aumentare nei prossimi anni senza che il sistema sia in grado di dare risposte soddisfacenti non tanto per incapacità ma per calcolo e volontà politica senza queste caratteristiche il sistema stesso non sopravvivrebbe, e le scelte economiche sono conseguenti e ben precise. Quindi al di la di tutte le analisi politiche economiche sociologiche, è semplicemente un problema di sistema, il sistema capitalista che occorre sconfiggere con ogni mezzo e il più velocemente possibile. Ma se un tempo c’era uno spettro che si aggirava per l’Europa ora c’è un virus che si aggira nella sinistra in Europa e in ITALIA. E chiarisco il concetto che i partiti tradizionali di sinistra hanno inserito nel loro D.N.A il virus di tutti i difetti della politica così come la intendono, i ricchi , gli industriali, i padroni, le banche, i grandi trust i grandi monopoli, l’economia globalizzata. E cioè tutti i difetti che distruggono le risorse, procurano, guerre, distruzioni e morte, arridono alla ignoranza, e alla miseria mali congeniti del capitalismo da sempre. Rimane quindi il grande dilemma del superamento del capitalismo, così come ci viene rappresentato.
E un progetto di società alternativo e non sostitutivo del del vecchio sistema. Senza la sua sconfitta e distruzione le prospettive per il genere umano sono catastrofiche. Un sistema come questo non può non deve essere puntellato e sostenuto, ne usciremmo sconfitti comunque. Occorre un progetto di superamento del capitalismo per salvare l’umanità. Ma da quello che il mercato della politica ci propone non possiamo aspettarci che lacrime e sangue .Questi buon temponi della politica attuale, i“Nostri partiti” non batteranno mai un colpo, sono troppo impegnati a parlare d’altro e a pensare ai loro affari, e non si occupano dei nostri problemi e speriamo che l’avvento di internet contribuisca a sconfigger e”la bestia”e a mandare a casa il vecchio e i farabutti. Perché i veri estremisti stanno sempre al potere e chi si difende subisce. Si continua a curare il cancro con la pomatina mentre il paese va in cancrena, già ma noi siamo moderati ed ogni tanto per non essere eccessivamente “estremisti” appoggiamo i servi del capitalismo, o quanto meno gli strizziamo l’occhio … Ma il nostro Lui dice che non è vero mentre le banche condizionano economie , governi, e scelte sociali, compra e vende tutto quanto viene messo sul mercato debiti ed esseri umani attraverso la forza lavoro alimentando disoccupazione povertà e guerre e favorendo governi senza alcuna dignità democratica senza che la società civile abbia individuato nel panorama politico nazionale una sola forza che si ponga in modo serio in antitesi al cancro mortale del capitalismo e questa battaglia è necessaria condurla per liberare i popoli da questa catena infame. E qui fascisti a me che non sia informato non ve ne sono
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0 # Il Direttore Tecnico 2011-07-02 14:55
Minchia Morfeo, stavo per pubblicare il tuo articolo e tu me lo metti come commento! Un pò di pacience (Guns & Roses) che diamine! Esigo dal Direttore Editoriale una immediata svolta autoritaria che ponga fine a questi anarchismi! E ora cosa pubblico? Che già per aver un articolo da 'sti autori fagnani (da "fa gnente", dialettale torinese N.d.R.) bisogna tirarglielo fuori con le tenaglie....oh ragassi, siamo mica qui a prosciugare i font, noi..!!
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0 # Morfeo 2011-07-02 21:15
Ho parlato con il redattore ed ho spiegato che l'articolo rientrava nel dibattito sul capialismo e mi sono sentito in dovere di inserirlo nei commenti e se poi verrà comunque pubblicato diverrà un ulteriore elmento sul tema annoso del capitalismo non è stata impazienza ma un contributo per quanto minimo al dibattito che si è svliluppato, concordo però sulla tua fraterna e sacrosanta osservazione e che Morfeo sia con te. Credo che non succederà più
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0 # Crosstalk 2011-07-02 22:46
Morfeo scherzavo! Per fartelo capire ti passo "pacience" di Guns & Roses, uno dei miei pezzi rock preferiti!
www.youtube.com/.../
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0 # PG 2011-07-02 14:13
Se non ricordo male Tremonti - Guzzanti (Corrado) aveva già proposto in TV la vendita della Sardegna per sistemare i conti dello Stato. Da allora, però, il debito pubblico è aumentato, quindi sarebbe opportuno aggiungerci anche la Sicilia. Non mi sembra una cattiva idea: potrebbe comprarle ESSO, che in parte già le possiede entrambe, sia pure per motivi diversi!
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0 # morfeo 2011-07-02 14:33
Giusta osservazione, spingeremo affinchè ciò avvenga : - )
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0 # FB 2012-02-17 14:00
Vale la pena di annotare che la Grecia ha 7 miliardi di euro di spesa militare prevista per il 2012, il 18% in più del 2011.
A che, ma soprattutto a chi servono queste armi? Alla Merkel e a Sarkozy, i quali hanno ricattato la Grecia con l'acquisto di armi prodotte dalle industrie dei due paesi, in cambio degli aiuti e della sua permanenza nell'euro. Al fine di perfezionare tale operazione, si è reso "necessario" far cadere Papandreou, contrario a queste folli spese (per quale guerra?), per introdurre l'attuale premier Papademos,
amico della Merkel. Stessa sorte sta toccando al Portogallo: acquisto di armi in cambio di aiuti. Come si dice: business is business. Grande Europa!
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0 # eugenio 2012-02-17 15:29
Siamo al cospetto di scelte neocoloniali che ricalcano politiche di assoggettamento in auge nel 1800 dirette verso uno stato alleato ed amico in difficoltà e bisognoso di tutta la solidarieta'politica ed umana della comunita' europea e,viceversa, trasformato in capro espiatorio e monito per chi
non rispetta le regole dettate dal più forte.
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0 # pinoipp 2012-02-17 16:37
L'integrazione europea, modello Merkel, ricorda da vicino la storia di un'altra integrazione, quella italiana. Allora si impose con le armi e, successivamente , con il predominio economico di una parte a scapito dell'altra. Oggi le armi possono tacere, il mercato è in grado di farcela da solo.
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0 # Crosstalk 2012-02-17 22:19 Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Carmen 2012-02-18 00:16
Tanti Glezos, ovunque, e il mondo sarebbe salvo.

Non mi sembra neanche da poco il ricatto della Grecia col businnes delle armi prodotte da Merkel e Sarkozy; è un altro aspetto del volto umano del Capitalismo.
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