L'uomo è imperfetto. Per questa ragione nessuno è esente da soprusi e sopraffazione nei confronti di altri. Si tratta di misura. Questa sopraffazione può essere involontaria o poco recepita da chi la genera. Può anche essere poco percepita da chi la subisce. La perdita dei valori morali che possiamo riscontrare generazione dopo generazione porta a un incremento di sopraffazioni e violazioni della dignità umana. Ma oltre a questo aspetto deprecabile porta a una società più ingiusta, dove la sopraffazione prende a mano a mano sempre più piede. Faccio un esempio per spiegare praticamente questo perverso meccanismo che non é un ragionamento ma una constatazione.
Prendiamo l'impresa: mondo che conosco avendo esercitato in passato l'arte dell'impresa da dirigente e da amministratore delegato.
Se un imprenditore si comporta lealmente con i suoi collaboratori, pagando loro quanto è dovuto, pagando regolarmente i contributi, pagando i fornitori nei tempi stabiliti, informando i Clienti dell'esatto contenuto della sua offerta senza barare e senza trappole nascoste, preoccupandosi della sicurezza dei propri collaboratori con tutte le azioni necessarie per ridurre al minimo il pericolo di incidenti sul lavoro, di essere trasparente verso l'interno e verso l'esterno, di pagare regolarmente le tasse denunciando correttamente il fatturato, di non ingannare i soci con false dichiarazioni sociali, di non corrompere gli uffici acquisti dei fornitori, di non farsi amici politici con mazzette, donne, regalie di varia natura che gli facilitano l'accesso al mercato, ebbene questo imprenditore sarà sempre svantaggiato nella competizione di chi non osserva una o più di queste semplici regole di buona gestione d'impresa. Succederà che un fornitore disonesto gli prenderà gli appalti , le forniture, ad una ad una, con sotterfugi che poi cercherà di coprire, insomma a poco a poco, in una società malata come la nostra, succederà che l'imprenditore onesto sarà spinto ai bordi del mercato fino a scomparire. Chi più avrà violato queste regole sarà quello che emergerà maggiormente e dopo un certo tempo di questa selezione naturale, aggiungerei, darwiniana in senso malefico, avremo una società con imprese di soli imprenditori che si possono definire, usando un eufemismo, con molto pelo sullo stomaco. Se questa visione pessimistica della società attuale è vera, possiamo immaginare chi sia la classe dirigente di questo paese. Tutto nero? No per fortuna. Nella mia vita ho conosciuto per lavoro moltissime persone soprattutto giovani, ho assunto molti laureati, e posso assicurare che la generalità degli uomini è buona, che tutti hanno idee che possono migliorare di una particella piccola ma sempre significativa il modus operandi della società, possono migliorare il vivere comune, e che l'entusiasmo dei giovani è eccezionale. Per queste ragioni ritengo che possiamo avere speranza in un mondo migliore, e non parlo in termini escatologici, ma in termini qui e ora su questo mondo. Rimbocchiamoci le maniche uomini giusti e smascheriamo i corrotti, coloro che pensano solo all'arricchimento personale e impoveriscono la nazione e il mondo.






Commenti
Il paradosso è apparente perchè la sola legge "morale" del mercato è il profitto. Seguendo questa legge, o se preferite sovraordinandol a rispetto a qualunque altra, l'esito è quello che tutti conosciamo. Ecco perchè si pone il problema, a mio avviso, di valutare quanta e quale parte dell'attività economica debba essere lasciata all'impresa privata e a quali condizioni, cogenti e verificabili, debba essere assoggettata.
Un esempio lo potete vedere osservando come sono trattati gli immigrati (specchio del nostro futuro) dalla classe dominante. Sono tollerati, solo se sono utili, altrimenti è meglio farli tornare da dove sono venuti, anche se questo significa disperazione e in molti casi morte.
Per certuni il problema è non avere la propria vista offuscata da persone con i vestiti sporchi che possono turbare i nostri figli, mentre la loro sofferenza non è sicuramente un problema. Se non li vediamo, noi non possiamo avere barlumi di umanità che ci rattristerebber o in realtà, come dice Basaglia, ricordano la nostra povertà e allontanandoli riteniamo di allontanare questo lato nostro che non ci piace.
Ritornando all'impresa, bisognerebbe se non altro ristabilire leggi che la responsabilizzi , che tengano conto della sua natura sociale e non solo privata, mentre ora la tendenza è come dici tu Pino, il business prima di tutto e a tutti i costi, e se strada facendo faccio morti, sono stato particolarmente bravo e mi merito un premio.
L'impresa come l'uomo, non vedo molta differenza.
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