LO SBAVAGLIO

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Lo Stato sono gli altri

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"Lo Stato sono io", è la frase che avrebbe pronunciato il Re Sole, Luigi XIV, all’apice del suo potere assolutistico. Per cambiare le cose sono state necessarie rivoluzioni, modifiche epocali, guerre e milioni di morti che hanno consentito, infine, il raggiungimento dell’attuale concezione dello Stato, quanto meno nelle nazioni in cui esiste la cosiddetta “democrazia”. Possiamo finalmente dire: “Lo Stato siamo noi!”. Ma non tutti la pensano così, anzi … Negli ultimi anni è decisamente cresciuto il numero di coloro che, nel corso di discussioni più o meno accanite, pubbliche e private, tirano fuori dal cilindro l’ormai consunta espressione “la colpa è dello Stato”. Personalmente la trovo inaccettabile e profondamente sbagliata perché l’unica conclusione logica che ne deriva è che LO STATO SONO GLI ALTRI e noi, purtroppo, non possiamo che subire questo potere che non ci appartiene e che ci opprime ogni giorno.

 

 

Mi chiedo e vorrei chiedere ai lettori quale sia la differenza semantica de “la colpa è dello Stato” rispetto all’altrettanto insulsa dichiarazione “Roma ladrona”, così cara alla Lega, partito di cui qualcuno mi ritiene un fervido attivista, sia pure  a mia insaputa. Entrambe le espressioni indicano un’assoluta mancanza di responsabilità propria e demandano ad entità generiche tutte le colpe e tutti i misfatti del Paese.

Sotto il profilo istituzionale, lo Stato in cui oggi viviamo  ha le sue fondamenta nella Costituzione della Repubblica che molti di noi considerano l’ultimo baluardo rimasto a difesa della legalità e della giustizia. Se davvero “la colpa fosse dello Stato”, dovremmo adoperarci per cambiarla, profondamente e in fretta. In tal senso, la Lega ha operato una scelta logica e del tutto coerente: federalismo, secessione e indipendenza della cosiddetta Padania. Ci interessa una soluzione analoga anche per il Sud, come qualcuno paventa?

Altra cosa, invece, sarebbe indicare in modo preciso le responsabilità delle persone che, all’interno delle Istituzioni previste dallo Stato (politici, burocrati, magistrati, responsabili ed appartenenti ad aziende pubbliche e quant’altro) hanno condotto l’Italia al disastro in cui, oggi, si trova. Non si tratta di una mera differenza formale ma tocca la vera sostanza del problema perché ci riporta a noi stessi - a tutti noi – che, se pure non partecipiamo direttamente allo sfacelo, ne sopportiamo le conseguenze in un modo ormai rassegnato, quasi che fosse un male ricorrente ed inevitabile. Io, nonostante tutto, mi sento ancora di far parte di questo Stato negletto e provo in tutti i modi a tenere comportamenti individuali coerenti con le sue leggi e con le sue regole. Sarò esagerato ma, a mio parere, anche buttare per strada un pezzo di carta  o abbandonare su una spiaggia un mozzicone di sigaretta mi renderebbe complice dell’Italia peggiore. Alla mia richiesta di un portacenere, qualche giorno fa, seduto ad un tavolino di un bar di Palmi, mi è stato semplicemente risposto di "buttare per terra" ed ho dovuto insistere per far esaudire la mia richiesta, mentre il cameriere mi guardava come fossi un alieno. Probabilmente appartengo all’insieme dei fanatici sostenitori del “sogno americano”, per cui sono ancora affascinato dalla retorica di un certo John Fitzgerald Kennedy, riassunta nella frase "Non chiederti cosa può fare il tuo Paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese".

La corruzione diffusa a tutti i livelli, ad esempio, esiste non solo perché ci sono i corruttori ma soprattutto a causa di masse sempre più grandi di italiani pronti ad essere corrotti. È come per la prostituzione: la responsabilità maggiore di quest’antichissimo fenomeno è delle donne disposte o costrette a vendere il proprio corpo, oppure dei milioni di uomini – i clienti – che gradiscono, sempre di più, acquistare tale “servizio”?

Consideriamo  il Mezzogiorno e le sue attuali disastrose condizioni, nell’elencazione che ne ha fatto Gustavo in “Lo stato e il Sud”. Per non ripetermi, invito lui ed  altri che fossero interessati, alla lettura o rilettura dell’articolo “Lega Sud”, e relativi commenti, presente nella sezione “Politica - Partiti e sindacati” del nostro blog.

Aggiungo soltanto che se i meridionali si considerano ancora sudditi piuttosto che cittadini, sarà davvero e soltanto “colpa dello Stato”? Oggi, in un mondo in cui i VERI sudditi del Nord Africa e del Medio Oriente si ribellano e provano a liberarsi dal giogo di concreti e sanguinari dittatori, cosa fanno, per esempio, i calabresi? Vanno a votare e scelgono un governo della Regione chiaramente infiltrato dai soliti noti, passati tranquillamente da uno schieramento all’altro, “scilipotiani” a denominazione d’origine controllata. Pensiamo davvero che questa sia una responsabilità di Bossi, Calderoli, Maroni, Borghezio, Gentilini, Gangemi o altri loschi figuri del genere?

Chi ha goduto ed accettato “… l’assistenzialismo diffuso, le varie integrazioni date in agricoltura, le molto facili pensioni di invalidità, i contributi agricoli, soprattutto alle donne che oltre alla pensione fruttavano i premi di maternità e  di disoccupazione, dei prestiti d’onore …”? Forse i contadini veneti che, fino agli anni ’50 erano, mediamente, più poveri dei meridionali? Dove sono nati o di dove sono originari la gran parte degli appartenenti alle tante associazioni criminali? Arrivano dalla Valle d’Aosta? Dalla Toscana? Dal Lazio? Dalla Patagonia?

E mentre tutto questo succedeva, i meridionali come si comportavano? Rifiutavano il voto di scambio? Esigevano, con le buone o con le cattive, che l’industria si sviluppasse anche nel mezzogiorno, invece di emigrare prima all’estero e poi nel Nord d’Italia?  No, si abituavano, lentamente, ad accettare con rassegnazione i soprusi e le ingiustizie sabaude, dei fascisti e dei nuovi Partiti “democratici”. L’unica rivolta che io ricordi, in Calabria, nel 1970-71, aveva il nobile scopo di mantenere a Reggio il capoluogo di regione, poi regolarmente spostato a Catanzaro. E sappiamo tutti chi organizzò e gestì quella “rivolta”.

Concordo completamente con quanto scritto da Carmen “… per la gente del Sud sono diventate cose normali, sono queste le regole e non il contrario. C’è stata una distorsione del concetto di Stato e del rapporto cittadino – stato, con l’affermazione di un diritto del singolo, a zero titoli, prevaricante concetti come comunità sociale e bene collettivo …”.

Concludo con un paragone di Crosstalk che, all’epoca, ho trovato estremamente efficace: esistono differenze “razziali” tra Nord e Sud? “… Non si tratta di minorità di razza ma di culture prodotto di condizioni storiche e logistiche locali. Come del resto evidente se uno paragona un italiano a, che so, un norvegese .... Paradossalmente, i norvegesi sudditi lo sono davvero, poiché hanno mantenuto la monarchia come forma di Stato!

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Agosto 2011 17:29  

Commenti  

 
0 # Crosstalk 2011-08-16 13:00
A me sembra che, in relazione alle attuali difficoltà, colui_che-preferiamo_non_ nominare e soci vadano dicendo, invece del reale "Lo stato sono io", qualcosa come "Non sono stato io". Il che implica, a fronte di una modestissima modifica di forma, una sostanziale differenza di sostanza...
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0 # PG 2011-08-16 18:30
Leggo con piacere, caro Crosstalk, che ti sei finalmente convertito dall’anarchia al rispetto delle regole grammaticali, sintattiche e semantiche della lingua italiana. I risultati sono eloquenti: una modestissima modifica di forma, una sostanziale differenza di sostanza...
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0 # Carmelo Garipoli 2011-08-16 15:20
Bisogna veramente concentrarsi e, non poco, quando si pensa di inviare dei commenti ad articoli scritti da P. Gangemi.
Complimenti Pino, come al solito, apprezzo la tua bravura. La tua cultura, emerge, ovunque e sempre… bravissimo!!
E’ vero che noi “ terroni “ dovremmo sempre chiederci cosa possiamo fare per il nostro paese e, giammai, pensare cosa il nostro paese debba fare per noi. E’ una giusta e saggia teoria.
Dovremmo, sicuramente, evitare, anche, di sporcare le strade; non dovremmo gettare le carte e le cicche per terra; perché è un segnale di inciviltà inaudita. Terroni, fate attenzione!!
Nel TMNEWS di oggi 16 agosto, il ministro Bossi nell’insultare energicamente, forse giustamente, il ministro Brunetta, invia a noi terroni questo messaggio : “ c’è gente anche nostra che ragiona come i terroni che pensano che lo Stato ti deve dare. Lo Stato non deve dare niente è sufficiente che ti dia la libertà “.
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0 # Carmelo Garipoli 2011-08-16 15:22
Ma in Calabria chi non ha un reddito stabile può considerarsi un uomo libero?Può considerarsi un “cittadino” ? o deve, invece, considerarsi un “ suddito “???
Anche noi, caro Pino, come i norvegesi abbiamo mantenuto una Monarchia ( quella che tu immagini ) che ci riconduce, tutto sommato, a quella sudditanza di cui parlava l’amico compagno Gustavo.
Vero è, però, che dopo la rivolta per Reggio capoluogo niente più s’è mosso in Calabria, in provincia di Reggio, soprattutto. Su questo tema ci sarebbe da fare un lungo discorso che, ovviamente, è impossibile trattare in questa sede. In futuro, sicuramente, avremo modo di discutere.
I piemontesi si pagarono la guerra per conquistarci con le tasse del Sud. I terroni furono costretti ad abbandonare casa e patria poiché i barbari piemontesi li avevano spogliato di tutti.
Questa è un’antica storia che ancora si ripete purtroppo.
Per capire bene come funziona il fenomeno “ corruzione “ non è necessario venire giù in “ TERRONIA “ perché, è risaputo, la “ PADANIA “ docet ; la Ndrangheta oggi, ha pezzi da novanta che sono anche padani. Informati bene Pino.
Il nostro monarca ha deciso di non darci il lavoro; ci vuole sempre sudditi senza diritti, è questo il punto caro Pino.
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0 # PG 2011-08-16 18:38
Sai meglio di me, Carmelo, CHE NESSUN PADANO DIVENTERÀ MAI UN PEZZO DA NOVANTA DELLA ‘NDRANGHETA. Leggiti, in proposito, se non l’hai ancora fatto, “Fratelli di sangue”, di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso
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0 # pinoipp 2011-08-16 15:59
Beddha matri ... Quante imprecisioni sospette e quanti luoghi comuni, amico mio!
Se e' vero (ed e' inoppugnabilmen te vero) che il divario nord-sud e' cresciuto e continua a crescere dall'unita' d'Italia la responsabilità e' dei cialtroni meridionali?
Era di popolo o di Stato il trasformismo con il quale la classe politica meridionale svendette al Regno e al nord, nei primi anni dell'unità, autonomia e ricchezza?
La criminalità meridionale esportata al nord ... e' più grave il commercio di droga o quello di organi? L'estorsione o la bancarotta fraudolenta? Anche in Norvegia, stanne certo, praticano le specialità criminali più 'adatte' a quel contesto.

Calabria inetta e complice ... Ti dice nulla Melissa? E la Repubblica di Caulonia?

Mi spiace Pino ma su quello che oggi scrivi aleggia lo spirito di quel miserabile leghista di Ricolfi (degno erede del Miglio) per il quale il Sud altro non sarebbe che la palla al piede del ricco ed europeo Nord.
Le cose non stanno affatto così.

La sola cosa che salvo del tuo ragionare e' l'invito.a non aspettare ancora e a darsi da fare, ciascuno per quello che può e sente, a partire dai piccoli quotidiani gesti.
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0 # morfeo 2011-08-16 18:00
come vedi carissimo amico su certe analisi difficilmente mi sbaglio, ogni tanto bisognerebbe contollare da quale fonte si beve , l'acqua della della cultura che dovrebbe sedare la nostra sete di conoscenza ... non c'è che dire a volte siamo agli antipodi anche se non lo vorremmo
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0 # PG 2011-08-16 18:13
Qual è il luogo comune peggiore di tutti se non proprio il tuo approccio IDEOLOGICO che vede TUTTO bianco o TUTTO nero? Vorrei comunque che mi riportassi in dettaglio le “imprecisioni sospette” ed i MIEI luoghi comuni (quelli presenti nell’articolo, almeno), dimostrando che non sono FATTI ma PRESUNZIONE DI FATTI.

A mia volta ti domando: se il divario nord-sud è cresciuto e continua a crescere dall'unità d'Italia, la responsabilità è tutta di qualcun altro e NOI MERIDIONALI non ne abbiamo neanche un pezzettino? Ho mai usato, direttamente o indirettamente, l’espressione “Calabria inetta e complice”? Chi rappresentava “… la classe politica meridionale che svendette autonomia e ricchezza …”? Gli abitanti di Marte, per caso?

La criminalità meridionale è stata esportata al nord dai tedeschi? È pratica comune mia e dei leghisti il commercio di organi (*)? Anche in Norvegia esiste la situazione allucinante tipica di TUTTA l’italica penisola?

Rispondi nel merito, cosa che troppo spesso sfuggi, invece di citare improbabili, ma di certo miserabili, attivisti della Lega come Pino Gangemi o Luca Ricolfi!

Ti accorgerai da solo, fra non molto, come la presunzione di qualcuno che sostiene che il Sud può farcela da solo si trasformerà in un definitivo disastro, soprattutto nella situazione attuale per cui siamo ad un passo dal grido: “Abbandonare la nave, si salvi chi può!”.

(*) Fai molta attenzione, prima di rispondere a questa domanda citando la clinica “Santa Rita” di Milano. Rileggiti con attenzione l’articolo “Lega Sud”, quanto meno.
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0 # Carmelo Garipoli 2011-08-16 17:35
Non è da escludere che presto possa venir fuori un altro “ PASQUALE CAVALLARO “ o tanti cavallaro
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0 # Carmelo Garipoli 2011-08-16 21:17
Pino, in verità, non ho ancora letto il libro “ Fratelli di Sangue “ scritto dal giudice Gratteri , ho letto invece, da circa un anno, “ FAQ MAFIA “ di Attilio Bolzoni, “ METASTASI “ di Gianluigi Nuzzi, “ LA CALABRIA SOTTO SOPRA “ di Nino Amadore; essendo stato, per quasi 37 anni, un dipendente giudiziario, ho letto molti degli scritti di Gratteri, di Macrì e di altri magistrati antimafia, tra l’altro, molti di questi magistrati li conosco personalmente, essendo stato per oltre un trentennio responsabile circondariale della UIL Giustizia presso il Tribunale di Palmi.
Non è questo il punto, però, non lo è sicuramente per me.
Mi scopro meridionalista è sono fiero di esserlo.
Ti invito a leggere “ S” numero 41 – Agosto –Settembre 2011 – Edizione Calabria “ Come le ndrine hanno messo le mani su Piemonte, Liguria ed Emilia “. Certo, nessun padano, come tu dici giustamente diventerà un pezzo da novanta, un capo, ma non certo per onestà. Ma sarà comunque un vice. Pecunia non olet.
Scusa gestisco una ditta che, in questo periodo, non può fare sconti. Rischierebbe, altrimenti, di essere sottoposta prima a procedura di amministrazione controllata e poi a quella di fallimento.
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0 # Gustavo 2011-08-17 08:36
"Magari proverò a risponderti con un articolo: un adeguato commento risulterebbe eccessivamente lungo."
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0 # eugenio 2011-08-17 09:58
L'intreccio analitico democrazia/questione meridionale mi sembra riduttivo ed elusivo del fondamento genetico.Ne risulta una rappresentazion e dei fatti che per quanto veritiera è priva di concretezza storica:il sud non è solo un problema italiano(ci sarà un motivo).Infine è più facile sconfiggere un regime che le meschine abitudini egoistiche secolari maturate all'ombra di uno specifico contesto sociale.
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0 # FB 2011-08-17 11:25
Tra i diversi argomenti trattati ne scelgo due. Il primo riguarda il problema dell'industrializzaz ione e del progresso economico. In qualche angolo del giornale avevo riportato una lucidissima analisi di Ingrao scritta negli anni settanta, nella quale emergeva con chiarezza (e con qualche impegnata motivazione di fondo), la portata epocale del fenomeno della massiccia emigrazione sud-nord, rispondente a una scelta strategica filo-industriale, e quindi filo-nord. In questa strategia politica, che fu di spopolamento della società meridionale, si inserì quel famoso invito di De Gasperi a farsi le valigie e trasferirsi al Nord. In estrema sintesi, - al di là dei discorsi sulla natura umana, che indubbiamente hanno il loro peso - mi sembra di poter sostenere che lo Stato abbia segnato percorsi molto precisi nelle due direzioni nord-sud.
Aggiungo inoltre che le forti concentrazioni operaie al nord hanno rappresentato per questa parte d'Italia, progresso civile oltre che economico. Il secondo argomento è relativo alla criminalità. Mi appare oziosa e fuorviante, sul punto, la disputa su chi è capace di rivestire la qualifica di 'ndranghetista, se il padano "diventerà un pezzo da novanta". Purtroppo, è da un tempo superato il paradigma che vuole il sud interessato alla grande criminalità e il nord "incompatibile" con il fenomeno e i suoi risvolti (omertà, collusioni, ecc.). Ritenuta la presenza massiccia e invasiva della 'ndrangheta al nord, secondo fonti ufficiali e diffuse, viene da porsi la stessa domanda che PG si è posto per i mali del sud: come hanno reagito o reagiscono i meridionali? Finora pare che al nord, di fronte ai dati di fatto sulle organizzazioni mafiose, si reagisca solo con grande imbarazzo, magari negando la realtà. Non mi sembra un segno di grande distinzione.
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0 # CARMEN 2011-08-17 14:48
Il titolo e l’approccio accorato al problema non possono che richiamarmi “La Storia siamo noi”, la bellissima canzone di De Gregori, di cui invito Crosstalk a riprodurre, tra queste nostre pagine, un bellissimo video in bianco e nero presente su You tube, di baldodenaro.
Ma, meno veritiera e adeguata risulta essere, oggi, la stessa affermazione riferita allo Stato, come entità concreta e non, semplice ipotetica astrazione concettuale; mi riferisco,infat ti e forse anche PG, ad uno stato Repubblicano democratico di diritto, fondato sui principi di una Carta Costituzionale dove la democrazia dovrebbe essere reale, rappresentativa , partecipata, egalitaria e legalitaria.

Non mi pare sia questo il nostro caso, noi oggi stiamo vivendo un Antistato, rappresentato da un regime di corruzione diffusa nato per perseguire non un interesse collettivo, ma di caste o cosche che dettano le loro leggi in ogni settore, che non conosce confini intra nazionali e geografici; un sistema di malaffare sostanziale travestito, solo, da qualche apparente parvenza di legalità, che ha infiltrato tutto il tessuto sociale da Nord a Sud; solo nel Risiko ha ormai senso porre bandierine e distinguo precisi tra regioni e regioni; cambia e si adatta per trasformismo storico, opportunismo territoriale e per ragioni etniche e di tradizioni, a seconda delle diverse radici storiche, economiche e socio-culturali, soltanto, la maniera di manifestarsi di questa forza che ci sovrasta e che chiamo ANTISTATO.
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0 # pinoipp 2011-08-17 14:53
Caro Pino, la banalità sta già nel titolo e nell’assunto di base. Ricorda il nostro vecchio testo di educazione civica ma per il quale quella stessa condizione di identità, tra stato e cittadini, doveva essere il frutto di un lungo processo di formazione e di maturazione. Lo riconosce anche la nostra Costituzione in uno dei suoi punti più alti, nel secondo comma dell’art.3, laddove si afferma che “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Non è necessario attingere al pensiero marxiano per riconoscere facilmente che lo Stato è l’espressione, in ogni tempo, del dominio di una classe sociale sulle altre. Questo dominio è stato in Italia, sin dall’unità nazionale, appannaggio della classe borghese e imprenditoriale del nord. Agli interessi di questo capitalismo è stato asservito, nel corso della storia nazionale, ogni altro interesse di classe o particolare.
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0 # CARMEN 2011-08-17 14:54
Scusami, Crosstalk, per l'impegno supplementare che ti richiedo, probabilmente non ci riuscirei neanche tra trenta anni a farlo io!
Grazie se lo farai, altrimenti grazie lo stesso!
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0 # Crosstalk 2011-08-17 18:00
A Carmen a cui nulla si può rifiutare...
losbavaglio.org/.../...
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0 # pinoipp 2011-08-17 14:54
Tornando al Mezzogiorno, e riconosciuta una sua “difformità” rispetto al resto del Paese, mi pare debbano essere due le questioni da affrontare: a) le cause che hanno prodotto questo divario, soprattutto sotto il profilo economico; b) le strategie con le quali è possibile, se desiderato e considerato opportuno, superarlo.
Rispetto al primo punto la tesi che sostengo (non solo io, naturalmente!) è che la divergenza economica tra nord e sud d’Italia ha origini storiche anche lontane nel tempo ma certo si è andata via via approfondendo dall’unità ad oggi, come risultato delle politiche adottate dallo Stato (leggi la classe dominante) nella realizzazione di infrastrutture e nell’articolazi one del mercato interno del lavoro.
Non dovrei neppure aggiungere, ma il contesto mi obbliga, che le condizioni economiche di arretratezza del Mezzogiorno sono alla base di molti dei suoi più gravi deficit, persino, perché negarlo?, anche in campo culturale.
Perché è importante riflettere sulle cause del mancato sviluppo meridionale? Anzitutto perché da lì è necessario partire per dare una risposta alla seconda questione che ho posto, ma anche perché può aiutare noi meridionali a vincere quel complesso d’inferiorità generato da maldestre letture storiche alle quali rimandano “studiosi” come il Ricolfi o come il Miglio, per i quali, in ultima analisi e non riconosciuta la causa storica, non rimane che la tara genetica a giustificare il nostro sottosviluppo.
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0 # PG545454 2011-08-17 23:29
Vorrei avvertire, fin da subito, il mio amico pinoipp che, continuando nella lettura di questo commento, rischia di incontrare molte altre ulteriori banalità, caratteristica con cui gratifica, fin dal titolo, il mio indubitabilment e poco originale articolo. La prossima volta, se succederà, gli chiederò di supportarmi come “editor”, se non per il contenuto almeno per cercare insieme un titolo che sia un po’ più intelligente. Poiché, però, ho trovato molto interessante la sua disamina che stabilisce, senza possibilità di equivoco, che “… lo Stato è l’espressione, in ogni tempo, del dominio di una classe sociale sulle altre …”, mi piacerebbe sapere con cosa minchia riterrebbe opportuno sostituire lo STATO. Aggiungo che, rischiando anch’egli la banalità, aspetto ancora di conoscere, in dettaglio, le “imprecisioni sospette” ed i MIEI luoghi comuni (quelli presenti nell’articolo, almeno), dimostrando che non sono FATTI ma PRESUNZIONE DI FATTI.

È scontato, anzi necessario, che esista il diritto di “interpretare”, nel senso di intendere e filtrare, in funzione della propria personalità e della propria cultura, qualunque forma d’arte, dalla poesia fino alla musica, dalla letteratura fino alla pittura. Lo stesso criterio DEVE essere accettato da chiunque scriva qualunque cosa, compreso un articolo su “Lo Sbavaglio”. Un lettore, dunque, è libero di recepire secondo i propri specifici criteri ciò che gli viene proposto. Esistono però limiti che non possono essere travalicati perché si rischia di FRAINTENDERE o, addirittura, di INVERTIRE il significato originale. Forse, allora, qualche BANALE precisazione è necessaria.

Nell’affermazio ne “la colpa è della Stato” da cui deriva, a mio parere, l’ovvia conclusione “lo Stato sono gli altri”, io rilevo una forma di rinuncia ad un’appartenenza , un modo con cui qualcuno si dissocia definitivamente da un’istituzione che non riconosce più come tale. Questo gli consente, in modo apparentemente legittimo, di rifiutare i doveri e di rinunciare ai diritti che solo da quella stessa appartenenza possono derivare. È quello che, semplificando, predicavano le Brigate Rosse.

Qualcuno - molti? – ha/hanno ridotto il mio articolo ad una mera contrapposizion e Nord – Sud, trascurando del tutto che tale dicotomia, se presente, è solo una conseguenza di un problema più generale. Insisto, allora: non soltanto VOGLIO ma DEVO continuare a sentirmi parte dello Stato, perché solo così mantengo la possibilità di ESIGERE il rispetto dei miei diritti dopo, naturalmente, aver ESPLETATO i miei doveri.

La Lega, fin dalla sua nascita, ha voluto fortemente essere “altro” rispetto all’Italia, ha scelto di “chiamarsi fuori dallo Stato”, nella sua attuale conformazione economica, politica e geografica, per far diventare Nazione un territorio che, in modo ridicolo e privo di qualunque connotazione storica, chiama con il nome altisonante di Padania.

Tanti, al Sud, stanno perseguendo un obiettivo analogo, seguendo una strada apparentemente diversa, e, magari, senza rendersene pienamente conto. Si “chiamano fuori”, delegano a non si sa bene chi la risoluzione di problemi enormi, fossilizzati da un secolo e mezzo di rimozione, rifiuto, negazione, semplificazione . Scrive Pino Aprile nel suo best seller “Terroni”: “… quando il Po uscì dagli argini … o quando l’ictus paralizzò Bossi, nessuno al Sud scrisse sui viadotti dell’autostrada «Forza Po» e «Forza ictus». La differenza fra le scritte leghiste - «Forza Etna», «Forza terremoto» - e l’assenza di risposta può ritrovarsi in qualche millennio di storia in più (magari!), o nell’accettazio ne del ruolo dei vinti (più probabile).

Proprio questa maledizione, “l’accettazione del ruolo dei vinti” è, a mio parere, il male peggiore che ormai caratterizza la gente del Meridione e che, per altri motivi, sembra ormai aver contagiato quasi TUTTI gli italiani.

Rassegnazione, ineluttabilità, senso di impotenza e accettazione indifferente di tutte le nefandezze che, ogni giorno, accadono in questo Paese significa aver perso non più solo una battaglia ma, definitivamente , la guerra.

Esiste un solo modo, secondo me, per uscire da questa situazione di stallo, sempre che non sia troppo tardi. Assumerci la responsabilità del “berlusconismo” – è stato il Paese, gli italiani che l’hanno votato, accettato e sopportato - e trovare il modo di batterlo. Assumerci la NOSTRA parte di responsabilità per il disastro del Sud e cercare di superarlo, senza aspettare che intervenga qualcun altro, lo Stato o chi per esso, a risolvere, come per magia, tutti i problemi. Ma, anche solo per provarci, dobbiamo riconoscere in primo luogo i NOSTRI errori, le peculiarità negative insite nella nostra cultura, nei nostri modi di essere, nei nostri comportamenti nella storia e nel quotidiano. Una sana, realistica, sincera autocritica che costituisca la base su cui costruire il cambiamento.

Prendersela con Cavour, con Garibaldi, con il Regno Sabaudo, con il fascismo, con i Partiti “democratici” del secondo dopoguerra e dimostrare quali e quante colpe hanno nei confronti del Mezzogiorno ci consente, certo, di capire, di chiarire, di evidenziare ma, amici miei, NON CAMBIERÀ, IN MEGLIO, NEPPURE UNA VIRGOLA DELL’ESISTENTE.

Per questo mi sembra inutile, oltre che sinceramente ottuso, tentare di contrapporre la ‘ndrangheta alla bancarotta fraudolenta o al commercio di organi umani, gli “ipotetici” cialtroni meridionali a quel miserabile leghista di Ricolfi, ecc. ecc.. Negando ostinatamente e contro ogni logica i MIEI, tanti difetti, facendo finta che non esistano, evitando anche solo di rifletterci sopra, non farò un passo avanti per migliorami. Anzi, non potrò che peggiorare.

A cosa ci porta tutto questo se non a “scannarci” ideologicamente , favorendo il gioco di ESSO da una parte e della Lega dall’altra?
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0 # pinoipp 2011-08-18 17:21
Del lungo testo di precisazioni:
- apprezzo, e molto, l'invito a darsi da fare senza aspettare manne che dal cielo (magari del nord), del resto, non sono mai venute. Conto perciò anche sul tuo diretto impegno;
- non condivido l'analisi e il significato che si dà o traspare di Stato ma non mi pare conveniente affrontare ancora qui la questione.

Insisto, mi perdonerai, sulla necessità di stabilire le ragioni dei nostri ritardi. Se infatti, ad esempio, fossero giustificate da eredità biologiche dei nostri antenati ... beh allora converrai che ogni fatica andrebbe sprecata (salvo forse una deportazione forzata di purisangue celtici e sassoni). Se dipendessero dal caldo clima che invita all'ozio e ai piaceri della carne anche in questo caso ci sarebbe ben poco da fare (salvo investire in condizionatori e raffreddatori d'aria). Se le cause affondassero, invece, le radici nella storia dovremmo allora studiarle assai bene perchè ne potremmo trarre qualche utile insegnamento, il coraggio e la forza per camabiare il corso delle cose, stabilito dagli uomini e non dagli dei.
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0 # PG545454 2011-08-18 22:35
Credo di aver fatto un grande passo avanti, almeno nel commento, poiché non giudichi esplicitamente BANALI le mie ragioni. Magari preferisci solo non infierire troppo; non preoccupartene, per favore: sento di avere spalle abbastanza larghe nel sostenere dibattiti di questo genere.

Non vorrei, d’altronde, che il rinviare ad altra occasione “… l'analisi e il significato che si dà o traspare di Stato …” si trasformasse in una mancata risposta alla mia, naturalmente BANALE, domanda: se credi davvero nella definizione “… lo Stato è l’espressione, in ogni tempo, del dominio di una classe sociale sulle altre …”, con cosa minchia vorresti sostituirlo?

Anch’io insisto, per la terza volta, nell’invitarti ad esplicitare, dettagliatament e, le “imprecisioni sospette” ed i MIEI luoghi comuni (quelli presenti nell’articolo, almeno), dimostrando che non sono FATTI ma PRESUNZIONE DI FATTI.

Le cause dei ritardi del Sud sono state esposte e contestate in uno sterminato insieme di pubblicazioni, facilmente consultabili da chiunque abbia a cuore l’argomento. Per il poco che ne so, escluderei, al momento, tare genetiche o nefaste influenze del clima. Ma, se ti sembra interessante, possiamo continuare a discutere di simili facezie.

La Storia che, per quanto ti possa apparire BANALE, costituisce uno dei miei maggiori interessi, è sempre alla base di qualunque analisi politica, economica e sociologica. Ma, anche se stabilissimo in un modo storicamente ineccepibile, che il borbonico Regno delle Due Sicilie fosse un paradiso trasformato poi in un inferno dalla conquista sabauda, cosa dovremmo fare, oggi? Richiedere, come ha fatto Antonio Ciano, un risarcimento pari a 270 milioni di euro per i danni subiti a causa dell’assedio di Gaeta? O, forse, far nascere nuove formazioni politiche come il “Partito del Sud”, “Per il Sud”, “Lega Sud”, “Io Sud”, “MPA” e chi più ne ha più ne metta? Sarebbe questo il modo per cambiare il corso delle cose, senza ricorrere a interventi divini?
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0 # Crosstalk 2011-08-18 18:45
Come sempre mi dispiace ammettere quando sono d'accordo con PG, e tanto più adesso che tramite corrispondenza privata mi ha battuto in certi giochini logico matematici, ma, ahimè, non posso farne a meno. Bravo PG! Sono anche contento di aver portato la lunghezza massima dei commenti a, se non ricordo male, 3000 caratteri! Bisognerà prima o poi scrivere anche un articolo sui possibili effetti devastanti di tante piccolissime cause che si accumulano nei sistemi complessi. Se ne deriverebbe la necessità di un grande senso di responsabilità sociale nelle nostre piccole azioni, dal pretendere lo scontrino al non buttare il biglietto del tram per terra!
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0 # pinoipp 2011-08-19 16:16
E' una banalità l'affermazione "lo stato siamo noi", perché al più si tratta di un auspicio o di un progetto a lunga scadenza. E' una banalità riportare episodi di scarsa sensibilità ambientale come quello che riguarderebbe l'invito a servirsi del portacenere "a terra" (quest'ultimo episodio non aggiunge né toglie nulla a qualsivoglia teoria o ipotesi sul Sud).
E' un'imprecisione sospetta, e aggiungo ingenerosa, riferirsi ai fatti di Reggio come ai soli della storia nei quali i calabresi abbiano mostrato capacità di reagire. Perché ci si dimentica del brigantaggio (per andare un pò indietro nel tempo) come dei ragazzi di "ora ammazzateci tutti" (per citare un esempio molto più vicino a noi) o delle novità associative come quella che ci vede direttamente impegnati a Palmi :-)!

Ritorno alle questioni che più mi premono.
Io considero i malanni del Meridione conseguenza del suo sottosviluppo economico. La pensi anche tu così o come diversamente?

Considero, poi, il sottosviluppo del Sud una conseguenza di vicende storiche che hanno inizio, prevalentemente , con l'unità nazionale. Pensi anche tu che le cause del sottosviluppo siano di natura storica? E quali?
Mi piacerebbe molto che anche Xtalk, che si è dichiarato convinto del tuo ragionare, desse una risposta, la sua risposta, a queste mie domande.

Dal mio punto di vista, infatti, dare una risposta alle questioni che ho posto non ha una rilevanza meramente storica ma è il punto di partenza per il riscatto meridionale.
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0 # PG 2011-08-19 23:03
È evidente che assegniamo significati molto diversi alla parola “BANALITÀ”. Se non è ancora accaduto, nelle democrazie occidentali come io precisavo, che si possa affermare “lo Stato siamo noi”, vorrei proprio capire chi, quando e seguendo quale progetto a lunga scadenza ci potrà mai arrivare.

È certamente una BANALITÀ “… riportare episodi di scarsa sensibilità ambientale come quello che riguarderebbe l'invito a servirsi del portacenere "a terra" (quest'ultimo episodio non aggiunge né toglie nulla a qualsivoglia teoria o ipotesi sul Sud) …”. Intanto ti invito a non usare il condizionale, ma l’indicativo: in caso contrario, dovrò pensare che mi consideri UN BUGIARDO e questo proprio non lo consento né a te né a nessun altro. Aggiungo, come ulteriore BANALITÀ, che i portacenere proprio non li avevano per cui mi è stato portato un semplice piattino da caffè. Io considero l’episodio molto significativo per dimostrare, semplicemente, l’assoluta mancanza di responsabilità verso il “bene comune”. Potrei elencartene (e l’ho già fatto) molti altri che, nella loro quotidiana BANALITÀ, confermano quanto sia evidente il distacco tra il concetto di MIO e quello di NOSTRO, principio che dovrebbe stare alla base di qualunque progetto di SINISTRA, nel senso più alto del termine.

Sarà pure un’imprecisione “… sospetta e ingenerosa, riferirsi ai fatti di Reggio come ai soli della storia nei quali i calabresi abbiano mostrato capacità di reagire …”. Devi allora valutare allo stesso modo - sospetto ed ingeneroso - anche Pino Aprile e il suo “Terroni”; nel libro, infatti, si ritrova in CONTINUAZIONE, quasi come un mantra, la domanda “perché i meridionali si sono fatti trattare così?”. Una sua risposta è: PER ABITUDINE.

Per il resto, mi sembra veramente una gran perdita di tempo continuare a discutere sulle “questioni che più ti premono”. Non riesco, mio malgrado e per miei evidenti limiti di intelletto e conoscenza, a superare la congenita BANALITÀ che mi contraddistingu e. Lascio volentieri a Xtalk, se lo riterrà opportuno, l’onore e l’onere di proseguire.
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0 # Pinoipp 2011-08-20 00:09
Prendo con atto che non vuoi rispondere alle mie domande
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0 # PG 2011-08-20 18:09
Non ti servono le mie BANALI risposte per scalfire le tue granitiche convinzioni sull'argomento. Una discussione ha senso quando si è disponibili ad ascoltare l'interlocutore ed a mettersi in gioco. Non mi pare che sia questo il caso.
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0 # Crosstalk 2011-08-20 19:50
Oh, bimbi, o la finite di far a chi l'ha più lungo e provate ad entrar nel merito? Meno male che vi conoscete dai tempi dell'unità d'Italia, proprio vero che certe coppie invecchiano male... :-)
(un moderatore)
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0 # PG545454 2011-08-20 22:21
Più di quanto ho fatto non riesco proprio ad entrare nel merito.

Il mio omonimo, inoltre, NON ha ancora corretto il condizionale “riguarderebbe” con l’indicativo.
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0 # Crosstalk 2011-08-21 08:22
Allora non entrate nel merito, ma smettetela di fare le vecchie zie! You know what I mean... :roll:
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0 # PG 2011-08-21 17:34
A me non dispiace affatto di fare la vecchia zia.
You know what I mean ...
:-)
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0 # CARMEN 2011-08-21 23:12
Ti posso assicurare, PG, che in questi giorni trascorsi in Sicilia sei stato molto citato dal gruppo itinerante e vacanziero dello Sbavaglio, che, non ha perso neanche questa voluttuosa occasione per continuare a confrontarsi col tema e la conseguente disamina apertasi sull'argomento. Naturalmente, ogni citazione a tuo riguardo, non ha mai escluso una ben precisa connotazione affettiva e di stima. Sappi che anch'io, per le mie posizioni personali per alcuni versi comuni alle tue, sono stata spesso citata come tua più diretta seguace della presunta ideologia antimeridionali sta.
Naturalmente anche Crosstalk non ci si può tirare facilmente
fuori, a causa delle sue ben note dichiarazioni sugli scontrini fiscali e le cicche gettate a terra con incuria...
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0 # Crosstalk 2011-08-22 08:12
Per oggi mi limito a dichiarare che è giusto manifestare il proprio affetto alle vecchie zie... ;-)
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0 # pinoipp 2011-08-22 10:30
Cari miei PG e Xtalk, se pensate che questo mio silenzio che dura da qualche giorno sia dovuto ad arrendevolezza o, peggio, a malumore vi sbagliate di grosso! E' piuttosto che sono afflitto da personale digital divide che, a differenza di quanto capita per il geo-divide nord sud, e' certamente più dovuto a una mia individuale responsabilità (la pigrizia di affrontare la complessa procedura di log) che all'oggettiva fatica del collegamento.

Ho usato il condizionale nel riportare il 'triste' episodio occorso a PG non perché non presti fede al suo racconto (giuro di crederci!) ma perché volevo, anche per questa via grammaticale, sottolineare l'irrilevanza, a mio dire, rispetto al tema in discussione.

Mi spiace, invero, che entrambi non abbiate inteso proseguire la discussione lungo le questioni che avevo posto. Posso, tuttavia, assicurarvi che me ne faro' presto una ragione :-) !
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0 # Crosstalk 2011-08-22 10:56
Il mio ruolo istituzionale mi impone un atteggiamento super partes....
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0 # pinoipp 2011-08-22 11:19
Così per spiegare la mia 'insensibilità' agli episodi potrei raccontarne un gran numero che vengono dalla mia esperienza di vita in uffici di sana e robusta corporazione piemontese.
Di volta in volta ho criticato e condannato ma non ho mai pensato di ricavarne insegnamenti generali sulle virtù civiche della nobilissima gens celtica.
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0 # Crosstalk 2011-08-22 11:42
mbè? che ci inzicca? è il classico ragionamento alla Gasparri: noi rubiamo, ma anche altri lo fanno! io poi ultimamente piuttosto mi sento di razza ligure, belin!
Comunque ora, tirato per i capelli, mi metto ad esternare, ma solo per rispetto di Carmen, circa carta, biglietti e mozziconi.
Cara Carmen, ho detto delle banalità, cui non credo vale lo sforzo di rispondere ulteriormente. Non val poi la pena di scomodare esoteriche teorie sui sistemi complessi per acclarare che:
- se nessuno butta mozziconi e cartacce per la strada le strade rimangono pulite e si risparmiano anche i costi relativi
- se tutti separano i rifiuti la percentuale di riciclabile aumenta con ovvi benefici per tutti
- se tutti pagano le tasse l'attuale crisi non esiste o è molto minore, inoltre ci è una migliore distribuzione della ricchezza
- etc
- quindi PG ha ragione
Non ho usato apposta i condizionali perchè a taluno invisi. Per prudenza neppure i congiuntivi.
Qual'è il problema? Risparmino le loro meningi per più nobili scopi, i valorosi sofisti della magna grecia...
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0 # CARMEN 2011-08-22 19:41
Non sono assolutamente delle banalità, penso che tutti si possano riconoscere e condividere questo piccolo grande codice di etica civica che punta poi a quell'interesse "speciale" che tutti noi perseguiamo e identifichiamo come bene comune o collettivo; a voler semplificare al massimo le cose...ma non è solo questo, perchè, come tu affermi, si possono dare risposte diverse e più consapevoli alla crisi che ci sta interessando. Per quanto riguarda le vecchie zie e le coppie datate, anche se ...omo-
sessuali come in questo caso, penso si possa essere indulgenti ancora per poco...Stanno cadendo le "ragioni" della guerra in Libia...non sarà un innocente condizionale ad impedire una pacificazione tanto attesa!
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0 # pinoipp 2011-08-22 23:53
Ma non eri super partes? Ad ogni modo ci azzecca ... ci azzecca! Non per la craxiana teoria del tutti :eek: colpevoli e, dunque, tutti innocenti (che come te aborro) ma per la opportunità di non ricavare leggi generali da singoli episodi in un processo di semplificata induzione.

I comportamenti 'meridionali' sono frutto della sua storia e, in particolare, del sottosviluppo economico.
E' particolarmente istruttivo leggere il bel libro di Gianantonio Stella 'L'orda', anche se scritto per tutt'altre ragioni.
All'inizio del libro l'autore riporta alcuni articoli di giornali americani nei quali si lamenta l'inciviltà degli emigrati italiani che si manifesta nei modi più vari e più grevi.
Siamo nella prima meta' dell'Ottocento e quegli emigrati erano tutti del Nord Italia (e sprezzantemente definiti negroidi) in quanto all'epoca gli italiani del sud non erano ancora costretti all'emigrazione.
Quei censurati e deplorati comportamenti di inciviltà (lanciare la spazzatura dalle finestre sui cortili, sputare e sporcare in ogni dove, ...) erano il frutto della miseria e della ignoranza di poveri diavoli.
A nulla sarebbe servito il richiamo alla responsabilità individuale.
La liberazione dai bisogni elementari e' presupposto ineliminabile per l'effettiva, piena cittadinanza.
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0 # PG 2011-08-22 23:59
Vuoi farci credere che nel 2011 lanciare la spazzatura dalle finestre sui cortili, sputare e sporcare in ogni dove, non mostrare rispetto per il “bene comune” ecc. ecc. sono il frutto della miseria e dell’ignoranza di poveri diavoli? Ma per favore …
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0 # Pinoipp 2011-08-23 08:55
Naturalmente. Nel 2011 e sempre anche per il futuro saranno le condizioni economiche e sociali a determinare i comportamenti degli uomini (condizioni che nel loro fluire e nella loro mutevolezza fanno la storia).
Questa la mia tesi. La tua qual e'? Da cosa dipendono a tuo avviso?
E Xtalk che dice?
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0 # Crosstalk 2011-08-23 09:09
Xtalk, sempre tirato per i capelli, dice che quello che era comprensibile nella prima metà dell'800 quando la comunicazione era nulla, diventa imperdonabile oggi quando i mezzi di comunicazione consentiono a tutti di farsi quantomeno un idea su certe cose...stai paragonando mele con pere: se il problema è contestuale, è proprio il contesto la cosa che è cambiata di più dalla metà dell'800 ad oggi.
Ma torno super partes...
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0 # pinoipp 2011-08-23 10:30
Torna ancora per un momento giu' dall'Olimpo :-) e dicci allora quali sono percte le cause dell'incivilta' meridionale descritta da PG.

Ps le comunicazioni e le informazioni sono imperfette, incomplete, asimmetriche. Questa e' una delle ragioni del fallimento del mercato come strumento di perfetta ed efficiente allocazione delle risorse.
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0 # Crosstalk 2011-08-23 12:26
Logistiche, culturali e antropologiche: ma la comunicazione aiuta, e le motivazioni per certi comportamenti vanno forse ad affievolirsi...
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0 # Pinoipp 2011-08-23 15:02
Eccoci arrivati. Perché conoscere quelle cause ci aiuta, eventualmente, a rimuoverle. Anche PG la pensa così?
Logistiche (poco chiare) e culturali: sovrastrutture della dimensione socio-economica.

Antropologiche: stupefacente.
Ho fin qui pensato di avercela in comune con te e tanti altri l'antropologia.
Ma se non e' così e le differenze tra nord e sud affondano in radici così remote non capisco proprio perché appena duemila anni fa (un'inezia in termini antropologici) quaggiiu' si coltivavano le arti e le scienze e lassù non si disponeva neppure di un alfabeto.
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0 # Crosstalk 2011-08-23 18:28
Che palle! Cito da wikipedia:
L'antropologia (termine composto col prefisso antropo-, dal greco άνθρωπος ànthropos = "uomo" più il suffisso -logia, dal greco λόγος, lògos = "parola, discorso"), nata come disciplina interna alla biologia, studia l'uomo sotto diversi punti di vista; sociale, culturale, morfologico, psico-evolutivo, artistico-espressivo, filosofico-religioso ed in genere dei suoi comportamenti all'interno di una società.
Nella contemporaneità , dal punto di vista accademico, l'antropologia è suddivisa, nella tradizione di studi italiana, in due aree principali:
l'antropologia fisica (o "antropologia biologica"), che studia l'evoluzione e le caratteristiche fisiche degli esseri umani, la genetica delle popolazioni e le basi biologiche dei comportamenti della specie umana e dei suoi parenti più stretti, le grandi scimmie (primatologia);
le discipline demo-etnoantropologi che, che si occupano degli aspetti socio-culturali ecc. (ad esempio le reti di relazioni sociali, i comportamenti, usi e costumi, gli schemi di parentela, le leggi e istituzioni politiche, le ideologie, religioni e credenze, gli schemi di comportamento, i modi di produzione e consumo o scambio dei beni, i meccanismi percettivi, le relazioni di potere). Grande importanza ha per tale area di studi la ricerca etnografica, spesso considerata come base imprescindibile per riflessioni teoriche ed eventuali comparazioni.
Generalmente quando viene utilizzato il termine antropologia senza specificazioni ci si riferisce a questo secondo gruppo.
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0 # PG 2011-08-24 00:11
Nell'esprimere, dispiacendomene moltissimo, la mia completa solidarietà a Crosstalk, mi permetto di domandare a pinoipp dove e quando ho scritto o parlato di “inciviltà meridionale”? Grazie.
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0 # Pinoipp 2011-08-24 09:36
Voglio esprimere anche io la mia convinta solidarietà a Xtalk e a PG (del resto non e' mai venuta meno).

PG non ha mai parlato di inciviltà meridionale. Ha riportato, ritenendolo evidentemente utile al suo argomentare, un episodio avvenuto nella nostra Palmi che io (ripeto io) giudico di inciviltà.
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0 # Crosstalk 2011-08-23 07:36
Quando Carmen chiama divento in partem...
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0 # FB 2011-08-23 11:42
Con molto tatto e con deferenti ossequi, magari facendo cucù dietro una porta, riproporrei la domanda della presenza della 'ndrangheta al nord: come si sta reagendo al fenomeno ivi? A me sembra che uno dei pilastri distintivi della differenza tra nord e sud sull'argomento, che vedeva il primo libero e legalitario e il secondo assoggettato fatalmente al giogo, sia caduto. E' vero?
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0 # Crosstalk 2011-08-23 12:29
Questo articolo ha il record dei commenti. Ciò è dovuto, oltre che alla innata capacità provocatoria di PG e al clima effervescente da vecchie zie, anche all'indubbio interesse del tema. Perchè dunque non farne un altro articolo a partire dalle domande che FB ci (si) pone?
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0 # FB 2011-08-24 10:44
Mi duole esprimere la mia impressione che, oltre ad avere fatto il pieno di commenti, questo articolo ha anche il record della sterilità dialettica.
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0 # CARMEN 2011-08-24 13:45
Dai ragassi, lo dico alla Bersani, è più che implicito e scontato che nel termine "antropologico" non ci sia alcuna connotazio
ne e significazione discriminante o razzista! Mi sembra più che evidente la sua asetticità oggettiva.
Apprezzando l'intelligenza e la coerenza intellettuale di Cros-
stalk e di PG, mi viene oltremodo difficile ed inutile attribuire ad entrambi intenzionalità diverse dalla pura e semplice dialettica costruttiva. Accogliamo l'invito di Crosstalk a dire la nostra su eventuali futuri articoli, e, rispettiamo anche l'impegno profuso da altri autori, leggendo e commentando i loro articoli, successivi al presente.
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0 # Pinoipp 2011-08-24 16:03
Dibattito surreale ... A scanso di equivoci: rispetto ogni opinione, non accuso nessuno di alcunché, voglio bene a voi tutti.
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