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Colpe, diritti e doveri

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Chiamare tutti a correo, assolve tutti, e invece noi (leggi: popolo) abbiamo bisogno di capire il perché determinate cose sono successe, trovare i colpevoli e condannarli in modo esemplare (almeno sul piano storico, se impossibile nei tribunali ordinari) in modo che poi gli epigoni ci pensino bene a rifarlo. Ovviamente  abbiamo, anche, bisogno di nuove regole che  impediscano  che succeda di nuovo.

Anche non fare le giuste distinzioni tra reati assolve tutti. Paragonare degli atti di cattiva educazione  ai crimini peggiori fa sembrare i crimini peggiori, atti di cattiva educazione.

Per favore diamo il giusto peso alle cose … non  credo che i grandi speculatori che hanno affossato, e continuano a farlo, l‘Italia (e il mondo) buttassero, o  buttino, a terra le cicche o i biglietti del tram …

A parte il fatto che so per certo che la maggior parte dei meridionali sa cosa è un portacenere o un cestino per le carte, e lo usa pure, non credo che qualche cicca in meno risolverebbe i nostri problemi.

Che assurdità è dire: “sì va bene, la mafia, il malgoverno, gli speculatori … però è colpa loro (o almeno se lo meritano) perché sono dei maleducati che buttano a terra le cicche!”.

Da sempre i prestigiatori (e non solo loro) usano il banale trucco di “distrarti” con il battito d’ali di una farfalla mentre “nascondono“ l’elefante. Cambia qualcosa se lo stupratore prima di compiere l’atto (che lo definisce) ha gentilmente salutato? Se i nostri problemi fossero solo questi, vivremmo in  un “paradiso”, da condividere con qualche tamarro.

Asserire che il popolo è colpevole e /o correo degli atti di governo è, secondo me assolutamente ingiusto.

Il “Popolo Sovrano” è, di fatto, estremamente poco sovrano. La sua sovranità, sancita dalla Costituzione, si limita al voto con cui elegge coloro che dovranno esercitare il potere legislativo e il controllo del potere amministrativo (gestito dalla burocrazia), nulla sul potere giudiziario.

Certamente le intenzioni di partenza erano buone e d'altronde è molto difficile trovare alternative ad una democrazia rappresentativa; comunque penso che qualcosa di più verso una democrazia più partecipativa si possa fare.

Dicevo che il “potere” del popolo si esplica soprattutto nel voto in cui la maggioranza, dello stesso, elegge coloro che avranno il compito di “governarli” per un certo periodo.

Mi pare di potere dire che se la maggioranza del popolo indica delle persone che poi risulteranno incapaci, se non addirittura colpevoli di reati, a questa stessa maggioranza potrà essere ascritto solo  un “errore di valutazione”, mentre le colpe saranno solo ed esclusivamente degli eletti, che ne dovrebbero rispondere nei tribunali (se non altro, ripeto, a quelli della storia).

Alla parte di popolo (che con la legge attuale potrebbe essere anche la maggioranza) che ha votato per i non eletti, non può essere ascritto neanche l’errore di valutazione.

Dopo il voto di fatto diventiamo uno stato “totalitario” (ho vinto e comando io..), con il popolo che non ha più poteri (sino alla prossima votazione) ed una opposizione che non fa molto di più che “guadagnarsi “lo stipendio dicendo solo “è tutto sbagliato”. Quanto è durata l’esperienza dei “governi ombra” in cui si davano alternative alle azioni di governo?

Un  caso, secondo me, evidente di  “correità”  è quello degli elettori della lega. La lega ha come “fine”  la rottura del “patto costituzionale” e quindi sono certamente, con i loro eletti, correi del “reato di rivolta” (aggravato da meri fini di lucro e razzismo).

Vorrei fare due distinguo.

Il voto dovrebbe essere assolutamente libero, consapevole e onesto. Tutti sappiamo che, per una lunga serie di motivi, in molti casi non lo è, e questo complica molto le aggiudicazioni di colpe e assoluzioni.

Anche se oggi avremmo i mezzi (culturali e tecnologici) per essere finalmente uomini liberi (che convivono con altri uomini liberi), questo, di fatto, non succede.

Vecchie e nuove forme di schiavitù ci impediscono di fatto il raggiungimento di questo primario obbiettivo.

Ne elenco alcune: il ricatto del bisogno, le mafie, il malgoverno,  i pregiudizi e i preconcetti, la non cultura e la non conoscenza derivante da situazioni ambientali e/o  dal continuo bombardamento mediatico di idiozie e menzogne che privano delle necessarie facoltà di discernimento, l’imposizione di falsi sogni e miti (notorietà, ricchezza,bellezza, sesso …) realizzabili con un “gratta e vinci” da pochi euro, o con una apparizione televisiva in programmi per dementi,  il “dopo” delle religioni, la mercificazione di tutto e tutti (voto e dignità compresi),  una falsa idea di libertà fatta solo di diritti …

L’altro distinguo che vorrei fare è quanta responsabilità abbiamo in questo sfacelo tutti noi, in gran parte liberi dai gioghi delle mafie, della sottocultura , della estrema povertà … Certamente potevamo fare di più!

L’asserzione per cui chi non fosse contento dello stato di cose dovrebbe esercitare atti di rivolta, mi lascia senza parole … altrettanto la conseguenza di questa affermazione per cui  chi non esercita atti di rivolta sta bene o comunque “gli va bene”!

Bene!! .. e allora di chi sono, essenzialmente,  le colpe!!??

Personalmente  io non trovo colpevoli, più colpevoli, dei politici e di chi sta dietro di loro.

L’idea primaria di politico era quella di una persona sicuramente capace che si prendesse carico dei bisogni dei cittadini e con le sue capacità di lungimiranza, mediazione, senso di giustizia … desse delle soluzioni  che per lo meno attenuassero quei bisogni.

La classe politica con le sue incapacità, le sue alleanze palesi od occulte con i poteri forti (mafie, logge, speculatori,padroni …), per non parlare di conflitto di interessi, sete di potere, benefici personali condivisi  con il gruppo di supporto … ha certamente le colpe più gravi dell’attuale situazione.

In un certo senso  i mafiosi, gli speculatori, gli imbroglioni, i padroni (e chi più ne ha più ne metta) fanno “bene” il loro “mestiere”, ma  sono  certamente  avvantaggiati dal fatto che i  politici fanno  malissimo il loro!

E’ senz’altro vero che il popolo (non ho i numeri per dire le giuste proporzioni tra nord e sud),  in ottemperanza al  primo dei diritti dell’uomo, “sopravvivere”, ha   commesso  delle irregolarità o dei reati.

E purtroppo questo lo ha ancora di più schiavizzato, poiché essendo “palese” il “furto”si è messo, ancora di più, sotto ricatto del “padrone”.

Come il cameriere che trattato come una pezza da piede e, ovviamente,  sottopagato, ha ”rubato”un bignè dalla tavola imbandita, ed e stato scoperto dal padrone …

Le asserzioni: “ prima i doveri e poi i diritti”, “non ti chiedere … ma cosa tu puoi fare per lo stato”, “lo stato non ti deve nulla eccetto la libertà” … mi suonano come una predica  bigotta di sacerdoti  di una religione laica a cui non riconosco alcuna validità.

Mentre i “bigotti” sacerdoti cristiani (e anche di altre religioni) hanno comunque una base (per loro solida) su cui appoggiare simili asserzioni e cioè le “leggi” promulgate da un’entità superiore, la certezza che i torti e  le ingiustizie  saranno comunque sanate (dopo), il confronto tra il nulla della vita terrena rispetto all’eternità (qualche sofferenza comunque sopportabile e di “breve” durata, confrontata con ”beatitudini” eterne), non capisco questi “sacerdoti laici” su quale base si appoggiano.

Il “dopo” è prerogativa dei cristiani, non nostra! Comunque anche molti preti cristiani, non bigotti, credono che non bisogna accontentarsi solo del “dopo”ma che anche l’”adesso” è fondamentale.

Per potere convivere civilmente stipuliamo un “patto” che implica diritti e doveri. Ambedue debbono avere lo stesso peso. I doveri hanno senso ”solo“ se, nello stesso lasso di tempo, si ha la contropartita dei diritti. Non possono esistere gli  uni senza gli altri se non vogliamo andare verso l’anarchia o la dittatura.

Sulla priorità tra diritti e doveri , la mia opinione è che  i diritti  sono “condicio sine qua non” dei doveri. In linea di massima i diritti sono qualcosa che la parte forte dell’ordinamento statale  “garantisce” alla parte debole (i cittadini),  i doveri sono la contropartita  alle garanzie precedenti . Mentre la parte forte ha grossi poteri coercitivi per imporre i doveri, solitamente esercitati  solo sulla parte “indifesa”,  per la parte debole, spesso, i diritti restano qualcosa di scritto ma non realizzato.

Ad esempio, il dovere di pagare le tasse, in modo proporzionale al proprio reddito,  sussiste sino al momento in cui queste servono “soprattutto”  a garantire  la sicurezza, la dignità, la giustizia, la salute … dei cittadini (meridionali compresi). Certamente  sino a che questa corrispondenza  sussiste  è una “colpa grave” non pagarle. Se la corrispondenza  salta sei trasformato  da cittadino a suddito e il reato resta solo verso uno “stato” di fatto (moralmente) delegittimato!

Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Agosto 2011 11:27  

Commenti  

 
0 # vincenzo r 2011-08-26 11:17
Sono totalmente in sintonia con i tuoi due articoli pubblicati su questo sito non ho da fare nessun commento se non quello di affermare con la mia modesta ncisività quello che tu hai scritto; ovvero :

Lo stato è dei cittadini ed è fatto dai cittadini. Niente di più falso: e per accorgercene, basta guardare alla nostra classe dirigente politica che con dissolutezza si è appropriato del potere e della sua efficienza non per i cittadini ma per il loro tornaconto.
Inoltre, l’estremo distacco (troppo evidente per poter essere ancora camuffato di funzionalità e servizio )di questa classe dai problemi e dai bisogni della comunità da cui deriverebbe potere ed autorizzazione.
Quando la rapina si fa troppo evidente (ed e quello che chiamiamo corruzione ) o quando l’assolutismo della concentrazione non si legittima più come transitorio e preparatorio di una trasformazione eccessivamente rimandata nel tempo, crollano gli imperi e crollano le solidarietà costituite dalla dipendenza.
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0 # PG 2011-08-26 13:09
Ovviamente non basta un commento. Vorrà dire che proverò a scrivere un altro articolo, sia pure contro voglia. Mi pare, infatti, che si stia facendo una tremenda confusione tra cose scritte o dette e libere (TROPPO libere) interpretazioni delle stesse.
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0 # Crosstalk 2011-08-26 14:24
Citazione PG:
Ovviamente non basta un commento. Vorrà dire che proverò a scrivere un altro articolo, sia pure contro voglia. Mi pare, infatti, che si stia facendo una tremenda confusione tra cose scritte o dette e libere (TROPPO libere) interpretazioni delle stesse.

Vai PG, colpisci, senza pietà!!
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0 # eugenio 2011-08-26 15:13
Nell'articolo G. solleva il problema dell'eticità la cui distorsione originaria scaturisce dalla divisione società politica\civile garantita da uno "Stato Patrigno",che si riflette in periferia,assum endo via via contorni particolari dettati dalle realtà storiche locali.Questo è il massimo di democrazia che una società borghese riesce a produrre pena la distruzione di se stessa.
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0 # pinoipp 2011-08-26 17:40
Condivido le tesi esprese da Gustavo, anche se non inducono all'ottimismo per il futuro e lasciano poco spazio alla speranza.
Uno spiraglio intravedo in una mutata e accresciuta consapevolezza di un popolo che non voglia più delegare, per poi disinteressarse ne, la rappresentanza dei suoi interessi e possa/sappia oculatamente selezionare la sua classe dirigente.
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0 # Morfeo 2011-08-26 18:18
CONCORDO CON IPPOLITO, E TU GUSTAVO VAI CHE TI TENGO SPALLA ESISTE IL FALSO MORALISMO ANCHE NELLA NOSTRA PRESUNTA SINISTRA ... ILLUSA E SCIOCCA :P
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0 # Gustavo 2011-08-26 22:03
grazie!.... il tuo articolo sulla Costituzione non diceva cose diverse....da troppo tempo non abbiamo più la sinistra...molti hanno perso la loro identità nell'89 non capendo che non era quella la nostra identità, forse molti hanno creduto che non ci fossero più "proletari" e sono diventati un'altra cosa ... adesso che, putroppo , i proletari sono tornati alla grande....
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0 # Morfeo 2011-08-26 18:40
CITAZIONE IPPOLITO Citazione Morfeo:
CONCORDO CON IPPOLITO, E TU GUSTAVO VAI CHE TI TENGO SPALLA ESISTE IL FALSO MORALISMO ANCHE NELLA NOSTRA PRESUNTA SINISTRA ... ILLUSA E SCIOCCA :P
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0 # Morfeo 2011-08-26 18:44
SONO D'ACCORDO SULLA PRIMA PARTE DI IPPOLITO, MENO SULLA SECONDA IN QUANTO DAGLI ULTIMI FATTI E NON SOLO COSTRUIRE LA SPERANZA SU QUESTO P.D CHE RIESCE A SCAVALCARE L'INNOMINATO MI PARE UN PO'TROPPO OTTIMISTA VELTRONI E I SUOI SGHERRI INSEGNANO ADESSO SI E' MESSO ANCHE CONTRO LA C.G.I . CHE VUOLE SCIOPERARE ELIMINIAMOLO ...
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0 # Pinoipp 2011-08-26 23:19
PD? Se affidassi le speranze di riscatto meridionale a questo PD e alla sua dirigenza (anche meridionale) dovrebbero ricoverarmi d'urgenza al manicomio.
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0 # Morfeo 2011-08-27 10:18
Citazione Pinoipp:
PD? Se affidassi le speranze di riscatto meridionale a questo PD e alla sua dirigenza (anche meridionale) dovrebbero ricoverarmi d'urgenza al manicomio.

Citazione Pinoipp:
PD? Se affidassi le speranze di riscatto meridionale a questo PD e alla sua dirigenza (anche meridionale) dovrebbero ricoverarmi d'urgenza al manicomio.

citazione pino allora sono d'accordo con te
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0 # Carmelo Garipoli 2011-08-26 22:02
Scendendo verso sud, arrivati nei pressi della valle del fiume MERCURE, in Basilicata, lungo la strada che costeggia la terra calabra, ci appare di colpo un grande cartello con la scritta : “ LASCIATE OGNI SPERANZA O VOI CH’ENTRATE “ . Pensiamo!! Ecco, siamo arrivati in Calabria.
In Calabria, tutti lo sanno, specialmente i nordici leghisti, non vi sono molti cartelli sulle strade, ma, comunque, ad un chilometro,circ a, dal punto ove fu posizionato il precedente cartello ne troviamo ancora uno, con la scritta : “ LA SPERANZA E’ L’ULTIMA A MORIRE “.
Ha certamente un significato lo scritto di Gustavo ma ha, secondo me, un significato che racchiude una sorta di rassegnazione ad una stortura antica avvenuta tra nord e sud, tra ricco e povero di questa nostra penisola.
E’ vero, i nostri politici, quelli calabri, in particolare, voglio dire, da sempre si svendono al migliore offerente, in questo caso leggasi ( BERLUSCONI E BOSSI ) ma, si sa, i traditori son sempre esistiti.
Comunque vi è ancora la speranza che si possa cambiare e che a seguito di tale cambiamento possa esserci una più equa distribuzione della ricchezza e che presto ci si possa liberare della lega e del berlusconismo che oggi sono i mali dell’Italia democratica.
Forza e coraggio, dobbiamo farcela e ce la faremo. Via la Lega via Berlusconi. Carmelo
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0 # Gustavo 2011-08-27 09:23
mi dispiace che da quanto ho scritto traspaia questa sensazione di ineluttabile rassegnazione e pessimismo... certo i nemici sono tanti ed estremamente agguerriti.... ma noi siamo di più (purtroppo meno agguerriti!) ed abbiamo "ragione".... dobbiamo solo prendere il "potere" ed usarlo con giustizia ed equità... mi sa che appartengo ad una nuova razza di pessimisti... pessimisti_sogn atori
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0 # Morfeo 2011-08-27 10:18
Citazione Morfeo:
citazione pino allora sono d'accordo con te

allora si sono d'accordo con te
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0 # CARMEN 2011-08-27 13:31
Non mi sembra prioritario fustigare o assolvere, entrambi i metodi sono figli del pressapochismo storico, della generalizzazion e sommaria e di una presunzione di giudizio riduttiva e cattolicista. Chi salvo e chi colpevole, per definizione, in mancanza dei gradi di giudizio e di un proceso
di "coscientizzazio ne" dei problemi.
Si tratt, invece, di una autoassunzione di responsabilità istituzionali, collettive e individuali, ataviche.
Importante è cercare di capire i meccanismi e l'ingranaggio con cui si dipanano le multiformi e simulate gerarchie del potere e provare a cambiare tendenza(...falsa idea di libertà fatta solo di diritti), con consapevolezza partecipativa a partire dal singolo, ciascuno con il proprio contributo.

Non sono d'accordo, quindi, che la sovranità e il potere del popolo si esercitino solo con il voto e, al momento del voto, dovrebbe essere un processo costante e continuo di educazione e confronto permanente che sottendono lo stato di cittadinanza.

La Lega è, con volontà denigratoria, uno sciatto e sconsiderato partito politico che non vuole questo processo in quanto vuole altro, la secessione, lo sviluppo o il sottosviluppo di Nord e Sud, criteri di discriminazione economica, fiscale e sociale, di impronta fortemente razzista.

Senza inneggiare sconsideratamen te alla rivolta, mi sembra giustamente e doverosamente rivoluzionario provare prima a ribellarsi, costruendo una nuova società e una nuova politica
che vadano verso"...una libertà fatta di diritti e doveri.
Sulla priorità tra questi, poichè sono come l'aria e l'acqua, beni comuni, ritengo che debbano strettamente integrarsi e compenetrarsi per la salute e la stabilità del modello sociale, ovviamente partendo sempre da principii di giustizia ed equità.
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0 # Gustavo 2011-08-27 17:36
Carmen abbiamo due modi totalmente diversi di leggere l'attuale situazione.
Tu credi che la democrazia non sia maturata, sopratutto, per mancanza di "consapevolezza partecipativa dei singoli ...." io credo che, sopratutto, sia stato impedito che ciò accadesse
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0 # CARMEN 2011-08-27 18:19
Citazione Gustavo:
Carmen abbiamo due modi totalmente diversi di leggere l'attuale situazione.
Tu credi che la democrazia non sia maturata, sopratutto, per mancanza di "consapevolezza partecipativa dei singoli ...." io credo che, sopratutto, sia stato impedito che ciò accadesse




Gustavo, lo sospettavo, anche se , secondo me, non è vero.
E' stato impedito questo processo da motivi storici, economici ecc., è convenuto un pò a tutti che il percorso si verificasse, istituzioni in primis, ma a livello individuale, non se ne è avvertita mai la necessità e l'importanza.
E' uguale a quanto avvenuto per la scolarizzazione del popolo; c'è voluto tantissimo tempo per "sentirla" una cosa propria, con basi solide e promettenti aperture di nuovi orizzonti che portano "libertà".
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0 # CARMEN 2011-08-27 18:26
...scusami, volevo dire ..."che il percorso NON si verificasse".

Siamo d'accordo, secondo me, nel fatto che ammettiamo entrambi che, e dall'alto e dal basso, tutto questo non si è di fatto verificato mai come fenomeno di massa.
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0 # Carmelo Garipoli 2011-08-27 15:48
Cambiare tendenza è importante, anzi importantissimo .
E’ importante, nel senso che bisognerebbe avere una giusta cognizione, almeno solo nella nostra coscienza, del concetto di sovranità appartenente al popolo.
E, con riferimento a tale argomento, che io condivido integralmente l’analisi di Carmen, nel senso che la sovranità non si esercita, “sic et sempliciter”, solo a mezzo del voto ma ha, invece, una più ampia portata che, se pur ignorata fino ad ora, probabilmente per ragionevoli motivi di opportunità, dovrebbe essere, al più presto, ripristinata ed anche molto pubblicizzata fra le genti anche calabre.
Ia possibilità di delegare deve necessariamente corrispondere alla conseguente possibilità di controllare. Ecco, politico di turno io ti delego… ma ti controllo. Per la semplice ragione che non ho alcuna intenzione di rilasciare a chicchessia deleghe in bianco. Ricordiamoci che a scatola chiusa, da sempre, si compra solo “ ARRIGONI”.
Su questo principio fondamentale tutto si gioca. E noi con questo giochetto…….. giocheremo!!! State tranquilli.
Andiamo al voto e poi pensiamo che il nostro diritto-dovere è finito. Ma, purtroppo, non è così. Il nostro dovere continua perché dovremmo controllare se il soggetto che abbiamo delegato a rappresentarci ha fatto e fa fino in fondo il proprio dovere e se non lo ha fatto abbiamo il diritto-dovere, attraverso le esistenti normative, di mandarlo via, a casa di corsa a calci in c…
Questo controllo bisogna esercitare a partire dalle strutture amministrative come il comune, la provincia, la regione fino ad arrivare allo Stato.
Per fare questo ci vuole passione. Carmelo
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0 # Gustavo 2011-08-27 17:16
Carmelo, per favore, puoi indicarmi la normativa vigente che permette agli elettori di togliere l'incarico ad un loro eletto.
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0 # pinoipp 2011-08-27 16:25
Un percorso virtuoso, complesso e tortuoso ma possibile: la crisi sistemica e globale blocca l'emorragia di giovani, cresce l'autonomia e la capacita' di fare, si difendono i beni comuni e il senso della collettività, si riscoprono storia e radici, si alimenta la voglia di partecipazione, si producono i primi buoni risultati, si entra finalmente in partita ...
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0 # Carmelo Garipoli 2011-08-27 18:05
Di solito i nostri eletti raramente riescono a fare il proprio dovere con riferimento alla delega popolare ricevuta quella gli ha dato il titolo “ di eletti “. Il loro dovere, in via esclusiva, dovrebbe essere quello di curare gli interessi della collettività, cioè, dovrebbero preoccuparsi, questi egregi signori, in pratica, del bene comune , di risolvere i problemi della gente comune e non, certamente, di risolvere sempre e solo i propri problemi come di solito, invece, avviene.
Per fare questo, cioè, per fare i propri comodi, o comodini, i nostri cari eletti dovranno necessariamente commettere dei reati o dei semplici illeciti o, comunque,sarann o costretti a mantenere un comportamento non consono con la loro carica, avranno violato l’etica.
Dovremmo avere il coraggio, previo continui controlli, di denunciare non solo alla magistratura ma anche e soprattutto ai loro superiori gerarchici, alla pubblica opinione se è necessario il verificarsi di situazioni poco chiare, quelle voglio dire, che spesso si verificano anche a queste latitudini.
In questo modo, caro Gustavo, sarà possibile , previo un assiduo controllo, far togliere gli incarichi e quegli eletti che sono palesemente indegni di essere tali. Carmelo.
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0 # FB 2011-08-27 20:24
Nel breve commento di Eugenio si trova un' efficace chiave di lettura della "dicotomia" politica/società, laddove si accenna al concetto di "distorsione originaria". In effetti, mi sembra troppo riduttiva l'idea della contrapposizion e così schematica tra eletti e popolo, che equivarrebbe a quella potere-popolo. Questa dicotomia, per lo più, anzi, è poco evidente e si materializza in un coacervo di intrecci, condiscendenze, complicità, legami, mediazioni, che compongono la larga parte del tessuto sociale e civile, coinvolgendo cittadini di ogni estrazione e livello culturale.
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0 # Gustavo 2011-08-27 21:57
bho...evidentemente non riesco a farmi capire.... eppure questa volta ho evitato di essere troppo conciso... comunque non ho mai parlato di dicotomia eletti - popolo.... ho detto che il fatto che i politici non fanno il loro mestiere rende la vita facile a mafiosi , speculatori, imbroglioni, padroni,... e che spesso gli stessi politici appartengono a queste categorie di brave persone!
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0 # Gustavo 2011-08-28 11:14
cari amici, da quanto ho letto è facile dedurre che la nostra visione delle cose ci porta a conclusioni lontane anni luce e inconciliabili.
Purtroppo anche i metodi di lotta sono diametralmente opposti.
Spero che abbiate ragione voi, anche se ovviamente non lo credo, e che i problemi di questo popolo abbandonato, succube, sfruttato, vilipeso, costretto a "prostituirsi" per sopravvivere,.....possano essere risolti con una scuola di "rensponsabilizz azione democratica"
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0 # CARMEN 2011-08-28 13:46
Non mi pare che le nostre visioni diversificate ci portino poi a conclusioni diametralmente opposte , tant'è, che siamo parti in causa di uno stesso Circolo di cui condividiamo Atto Costitutivo, Statuto, Valori , Obiettivi e metodi di lotta.
Quali, altrimenti, le tue finalità e le tue strategie per arrivarci e, dove vorresti arrivare?
Io penso che le tue considerazioni ultime sul pololo le condividiamo tutti e le diamo evidenti come dati di base strtificati nel tempo, ma a questi, importantissimi , e su questi, se ne sono stratificati altri, chiamiamoli, sovrastruttural i,
che, nel tempo, hanno continuato a viziare e distorcere la concezione di stato e i rapporti e le regole che disciplinano la connessione istituzioni- società civile, con la creazione di etiche e subetiche, individuali, o rispondenti a principii e interessi di gruppi ristretti che, nel frattempo, hanno preso il POTERE. Si sono smarriti per strada concetti come collettività, società, interesse comune, leggi, diritti e doveri.
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0 # Gustavo 2011-08-29 09:33
Citazione CARMEN:
..... se ne sono stratificati altri, chiamiamoli, sovrastruttural i,
che, nel tempo, hanno continuato a viziare e distorcere la concezione di stato e i rapporti e le regole che disciplinano la connessione istituzioni- società civile, con la creazione di etiche e subetiche, individuali, o rispondenti a principii e interessi di gruppi ristretti che, nel frattempo, hanno preso il POTERE........


gran parte dei miei due interventi non dicono altro!!

"Si sono smarriti per strada concetti come collettività, società, interesse comune, leggi, diritti e doveri."

Qui non siamo d'accordo, non si è smarrito nulla per strada, quelle cose non ci sono mai state per moltissima gente, sopratutto meridionale. L'uomo ha una grandissima capacità di adattamente ( che gli permette di "sopravvivere") e quindi si è adeguato alla società che gli veniva imposta!
Diamogli la democrazia e si "adatterà" a questa
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0 # FB 2011-08-28 14:56
Anch'io sono d'accordo. Forse ho dato l'impressione di divergere da qualche opinione o da quella di Gustavo in particolare, ma non è così. Nei confronti si arricchiscono e si completano le idee di tutti. La discussione è un pò scivolata su temi generali, ma va ripresa l'essenza di questo articolo che mette in evidenza il paradosso del mozzicone: volete che il dirigente della Thissenkrupp getti la carta per terra, o che il buon 'ndranghetista laureato con l'aggiunta di master post laurea, che soggioga le reticenti popolazioni del nord, butti il mozzicone per terra?
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0 # Morfeo 2011-08-31 14:52
Se pure apprezzabile, l’articolo dell’ amico, ormai è ufficiale egli è di fede liberale, a mio parere, non chiarisce affatto, i dubbi che tale articolo precedente aveva suscitato tra i diversi contributi sul nostro giornale. Non credo che sentirsi definire liberale possa essere considerata un offesa, quando tale riferimento è rapportato ai grandi fratelli Rosselli, e tanti altri liberali che hanno dato lustro alla storia del nostro paese. Occorre però prenderne atto, e mettersi l’animo in pace e già questo è una considerazione positiva e felice , se si considera come ancora oggi viene considerata ed affrontata l’annosa questione meridionale,(Ch e ora guarda caso è divenuta questione nazionale) che si intersica nella storia d’Italia, fra intrecci, diversi, e con peculiarità che provengono dalla storia, dall’economia ma soprattutto dalle imposizioni culturali, politiche ed economiche, venute dal latifondo, dalla chiesa, dal fascismo, dalla monarchia, e dalla sempre poco vituperata D.C. e il potere mafioso che ha fatto in ogni tempo, e in ogni avvento dei nuovi e vecchi governi ciò che voleva e quando voleva. Chi pensa che questo cancro ha radici che provengono soltanto dai momenti storici da me elencati sbaglia e di grosso. La mafia esiste sin dal 1500 ha radici profonde , radicate, nelle culture, dei popoli del sud, se ne parla nelle fiabe, nei canti tradizionali, nella mente e nei pensieri la cultura stessa è intrisa di storie di prevaricazioni, omicidi, ingiustizie, fame miseria, e fra la mafia, la chiesa e lo stato il connubio dura e si rafforza con l’inizio della società industriale che ha utilizzato la mano d’opera del sud come riserva umana di uomini donne bambini da sfruttare per produrre i prodotti alimentari a basso costo per favorire lo sviluppo industriale del nord,e le politiche guerrafondaie che hanno usato il sud come sacca di recupero della carne da macello, tutto ciò con il consenso dei baroni dei latifondisti, e dei grandi industriali del nord Italia e naturalmente del mostro “Amato parlamento democratico e guerrafondaio” e sino agli anni 80 si diceva che la mafia era un ‘invenzione. Ed anche solo per questo non si può pretendere che il sud proponga un monumento ad honorem ai governi che l’hanno vassallata. E ad onore del vero non si possono neppure negare le lotte e le stragi avvenute al sud, i morti giovani donne ragazzi, ed altri finiti nelle carceri per le grandi battaglie sostenute dai popoli del sud, per il lavoro la propria emancipazione per il proprio riscatto civile sociale. Lotte che sono poi state abbandonate per motivi che non intendo analizzare qui. Si sono abbandonate le lotte, e si è abbandonato il sud lasciandolo nella vergogna della menzogna e della mafia. E’ sta qui la colpa storica dello stato da un lato, e della opposizione dall’altra debole e poco incline alla pugna sociale e democratica. Cari amici le delusioni fanno vittime in tutti i sensi e provocano anche e soprattutto gli atteggiamenti di cui con tanto acume borghese si parla. L’ elemento fondante che ci caratterizza, o che ci dovrebbero caratterizzare dagli altri partiti, e da altre forze sociali semplicemente di protesta, deve essere la nostra capacità di analisi e di sintesi risolutiva dei problemi è tipico dei governi capitalisti, ed in particolare della destra quello di speculare, e capitalizzare a proprio consumo sulle contraddizioni che tu in modo così preciso e puntuale hai posto in evidenza e il potere interviene in maniera sua e tradizionale tappando le varie situazioni esplosive, lasciando incancrenire alla radice i problemi colpevolizzando ora uno ora l’altro strato sociale o ceto, e generalmente le motivazioni e le soluzioni sono quelle che tu senza volerlo esponi, un politico di bassa lega e scarsa cultura politica potrebbe darti ragione.
Ma ciò che affermo ti pregherei di non assumerlo come elemento di offesa, esiste ed presente una sorta di involuzione culturale che investe anche la politica e ne siamo tutti coinvolti.
Penso che in questo paese ciò che più è mancato, ciò per cui i governi che si sono succeduti, hanno evitato di fare sono proprio quelle riforme strutturali di cui adesso in realtà parla soltanto la destra puntando sulle riforme certo ma tendenti a distruggere l’unico documento capace di dare alle riforme testa e gambe e parlo della nostra costituzione, e se pure ne accenna ma molto poco si lotta per questo obbiettivo, la sinistra, che ha perso la sua propulsione innovativa e a fatica punta a rinnovarsi, ammetto che non è cosa facile così come si è strutturata e come si vanno delineando gli eventi. E chi ha pagato il prezzo più alto per le mancate riforme dello stato e della società, paradossalmente , che a noi piaccia a no o siamo d’accordo o no è stato proprio il sud per la mancanza degli anticorpi che sono L’atavica arretratezza economica , politica economica del nostro sud che in queste condizioni lo si è consegnato colpevolmente nelle mani del potere mafioso già inserito in maniera prepotente e senza resistenza da parte degli organi dello stato, nelle economie del nostro paese debole per l’incapacità dello stato d ‘essere garante dello stato di diritto e della legalità. Ti sembra storia vecchia? Ed proprio delle riforme quello di cui il nostro paese ha bisogno ed esse devono essere condivise, ma anche qui la nostra opposizione ha lasciato nei fatti il testimone ad una destra degna di una nuova piazzale Loreto se no altro per il modo con cui utilizza la fiducia ed usa il potere e le schifezze che propone le considera riforme ma è n modo come un altro per far saltare la costituzione repubblica. Sia chiaro comprendo sino in fondo, il tuo disappunto, la tua rabbia per tutto quanto affermi e sotto l’aspetto morale e sociale si potrebbe persino essere d’accordo , ma è sull’analisi di fondo da cui dissento in maniera profonda, sulle cause politiche economiche e culturali che incidono sempre e comunque sui comportamenti e sulle scelte e se non si cambia il paese tutto quanto non cambia e si incancrenisce anzi dirò di più è persino eccezionale il fatto che in qualche modo il tessuto democratico del sud e del paese in genere ha tenuto, ma sino a quando questo lo si potrà mantenere è un mistero. La domanda che invece ci dovremmo porre è come mai la gente e nella gente ci siamo anche noi, non abbiamo il coraggio e la volontà, davvero di ribellarsi in maniera decisa, ad un sistema di potere che ci ha portato nei fatti alla bancarotta, e ad una economia di guerra, incapace di dare neppure un segno comprensibile di riforma dello stato delle sue strutture e del suo modo di essere tale. Infelice e poco politico è richiamarsi quindi in qualche modo al tenebroso periodo delle brigate rosse che tutti noi persino tu hai combattuto. Come tu sai esse compaiano guarda caso quando il movimento di lotta è forte o comunque accenna ad una ripresa, e questa mi pare la dimostrazione della loro reale funzione nel paese e cioè quella di bloccare ogni forma di progresso della democrazia. Ancora meno ragionevole è immaginare che con tutto quanto sta accadendo , si resti a guardare impassibili il proprio paese che brucia, nelle mani e a causa della destra e ci si intimorisce quando si afferma che sacrosanta sarebbe una rivolta democratica contro questo regime quantomeno borbonico. Abbiamo il sacrosanto diritto di ribellarci, protestare, esprimere il nostro dissenso, anche contro una sinistra intenta a fare il doppio gioco, e non si può pretendere che tutto fili sulla falsa riga della cosi detta democrazia dei benpensanti che continuano a chiedere responsabilità mentre al sud il 30% dei giovani continua a contare le mattonelle mentre si spendono 90 miliardi senza un euro per gli investimenti, il lavoro, la ricerca e si sprecano milioni di euro per mandare i nostri soldati a morire e non si sa il perché o meglio lo sappiamo ma non lo diciamo. Ma davvero tutto quanto da me detto non incide sui comportamenti? Sui modi di vivere. di dire, di pensare di agire, di decidere. Questo il tuo, caro amico è davvero falso moralismo, e il tipico modo del ben pensante per giustificare il disimpegno, non il tuo certo ma quella è la strada maestra. Certi comportamenti non sono consoni è vero ma occorre riportarli alle origini che l’hanno provocate per comprenderne le la natura e combatterli davvero e non farli più riaffiorare, naturalmente mi riservo ancora di intervenire c’è ancora molto da dire è vero il problema esiste, l’analisi è parziale e la soluzione è sbagliata. :roll:
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