Chiamare tutti a correo, assolve tutti, e invece noi (leggi: popolo) abbiamo bisogno di capire il perché determinate cose sono successe, trovare i colpevoli e condannarli in modo esemplare (almeno sul piano storico, se impossibile nei tribunali ordinari) in modo che poi gli epigoni ci pensino bene a rifarlo. Ovviamente abbiamo, anche, bisogno di nuove regole che impediscano che succeda di nuovo.
Anche non fare le giuste distinzioni tra reati assolve tutti. Paragonare degli atti di cattiva educazione ai crimini peggiori fa sembrare i crimini peggiori, atti di cattiva educazione.
Per favore diamo il giusto peso alle cose … non credo che i grandi speculatori che hanno affossato, e continuano a farlo, l‘Italia (e il mondo) buttassero, o buttino, a terra le cicche o i biglietti del tram …
A parte il fatto che so per certo che la maggior parte dei meridionali sa cosa è un portacenere o un cestino per le carte, e lo usa pure, non credo che qualche cicca in meno risolverebbe i nostri problemi.
Che assurdità è dire: “sì va bene, la mafia, il malgoverno, gli speculatori … però è colpa loro (o almeno se lo meritano) perché sono dei maleducati che buttano a terra le cicche!”.
Da sempre i prestigiatori (e non solo loro) usano il banale trucco di “distrarti” con il battito d’ali di una farfalla mentre “nascondono“ l’elefante. Cambia qualcosa se lo stupratore prima di compiere l’atto (che lo definisce) ha gentilmente salutato? Se i nostri problemi fossero solo questi, vivremmo in un “paradiso”, da condividere con qualche tamarro.
Asserire che il popolo è colpevole e /o correo degli atti di governo è, secondo me assolutamente ingiusto.
Il “Popolo Sovrano” è, di fatto, estremamente poco sovrano. La sua sovranità, sancita dalla Costituzione, si limita al voto con cui elegge coloro che dovranno esercitare il potere legislativo e il controllo del potere amministrativo (gestito dalla burocrazia), nulla sul potere giudiziario.
Certamente le intenzioni di partenza erano buone e d'altronde è molto difficile trovare alternative ad una democrazia rappresentativa; comunque penso che qualcosa di più verso una democrazia più partecipativa si possa fare.
Dicevo che il “potere” del popolo si esplica soprattutto nel voto in cui la maggioranza, dello stesso, elegge coloro che avranno il compito di “governarli” per un certo periodo.
Mi pare di potere dire che se la maggioranza del popolo indica delle persone che poi risulteranno incapaci, se non addirittura colpevoli di reati, a questa stessa maggioranza potrà essere ascritto solo un “errore di valutazione”, mentre le colpe saranno solo ed esclusivamente degli eletti, che ne dovrebbero rispondere nei tribunali (se non altro, ripeto, a quelli della storia).
Alla parte di popolo (che con la legge attuale potrebbe essere anche la maggioranza) che ha votato per i non eletti, non può essere ascritto neanche l’errore di valutazione.
Dopo il voto di fatto diventiamo uno stato “totalitario” (ho vinto e comando io..), con il popolo che non ha più poteri (sino alla prossima votazione) ed una opposizione che non fa molto di più che “guadagnarsi “lo stipendio dicendo solo “è tutto sbagliato”. Quanto è durata l’esperienza dei “governi ombra” in cui si davano alternative alle azioni di governo?
Un caso, secondo me, evidente di “correità” è quello degli elettori della lega. La lega ha come “fine” la rottura del “patto costituzionale” e quindi sono certamente, con i loro eletti, correi del “reato di rivolta” (aggravato da meri fini di lucro e razzismo).
Vorrei fare due distinguo.
Il voto dovrebbe essere assolutamente libero, consapevole e onesto. Tutti sappiamo che, per una lunga serie di motivi, in molti casi non lo è, e questo complica molto le aggiudicazioni di colpe e assoluzioni.
Anche se oggi avremmo i mezzi (culturali e tecnologici) per essere finalmente uomini liberi (che convivono con altri uomini liberi), questo, di fatto, non succede.
Vecchie e nuove forme di schiavitù ci impediscono di fatto il raggiungimento di questo primario obbiettivo.
Ne elenco alcune: il ricatto del bisogno, le mafie, il malgoverno, i pregiudizi e i preconcetti, la non cultura e la non conoscenza derivante da situazioni ambientali e/o dal continuo bombardamento mediatico di idiozie e menzogne che privano delle necessarie facoltà di discernimento, l’imposizione di falsi sogni e miti (notorietà, ricchezza,bellezza, sesso …) realizzabili con un “gratta e vinci” da pochi euro, o con una apparizione televisiva in programmi per dementi, il “dopo” delle religioni, la mercificazione di tutto e tutti (voto e dignità compresi), una falsa idea di libertà fatta solo di diritti …
L’altro distinguo che vorrei fare è quanta responsabilità abbiamo in questo sfacelo tutti noi, in gran parte liberi dai gioghi delle mafie, della sottocultura , della estrema povertà … Certamente potevamo fare di più!
L’asserzione per cui chi non fosse contento dello stato di cose dovrebbe esercitare atti di rivolta, mi lascia senza parole … altrettanto la conseguenza di questa affermazione per cui chi non esercita atti di rivolta sta bene o comunque “gli va bene”!
Bene!! .. e allora di chi sono, essenzialmente, le colpe!!??
Personalmente io non trovo colpevoli, più colpevoli, dei politici e di chi sta dietro di loro.
L’idea primaria di politico era quella di una persona sicuramente capace che si prendesse carico dei bisogni dei cittadini e con le sue capacità di lungimiranza, mediazione, senso di giustizia … desse delle soluzioni che per lo meno attenuassero quei bisogni.
La classe politica con le sue incapacità, le sue alleanze palesi od occulte con i poteri forti (mafie, logge, speculatori,padroni …), per non parlare di conflitto di interessi, sete di potere, benefici personali condivisi con il gruppo di supporto … ha certamente le colpe più gravi dell’attuale situazione.
In un certo senso i mafiosi, gli speculatori, gli imbroglioni, i padroni (e chi più ne ha più ne metta) fanno “bene” il loro “mestiere”, ma sono certamente avvantaggiati dal fatto che i politici fanno malissimo il loro!
E’ senz’altro vero che il popolo (non ho i numeri per dire le giuste proporzioni tra nord e sud), in ottemperanza al primo dei diritti dell’uomo, “sopravvivere”, ha commesso delle irregolarità o dei reati.
E purtroppo questo lo ha ancora di più schiavizzato, poiché essendo “palese” il “furto”si è messo, ancora di più, sotto ricatto del “padrone”.
Come il cameriere che trattato come una pezza da piede e, ovviamente, sottopagato, ha ”rubato”un bignè dalla tavola imbandita, ed e stato scoperto dal padrone …
Le asserzioni: “ prima i doveri e poi i diritti”, “non ti chiedere … ma cosa tu puoi fare per lo stato”, “lo stato non ti deve nulla eccetto la libertà” … mi suonano come una predica bigotta di sacerdoti di una religione laica a cui non riconosco alcuna validità.
Mentre i “bigotti” sacerdoti cristiani (e anche di altre religioni) hanno comunque una base (per loro solida) su cui appoggiare simili asserzioni e cioè le “leggi” promulgate da un’entità superiore, la certezza che i torti e le ingiustizie saranno comunque sanate (dopo), il confronto tra il nulla della vita terrena rispetto all’eternità (qualche sofferenza comunque sopportabile e di “breve” durata, confrontata con ”beatitudini” eterne), non capisco questi “sacerdoti laici” su quale base si appoggiano.
Il “dopo” è prerogativa dei cristiani, non nostra! Comunque anche molti preti cristiani, non bigotti, credono che non bisogna accontentarsi solo del “dopo”ma che anche l’”adesso” è fondamentale.
Per potere convivere civilmente stipuliamo un “patto” che implica diritti e doveri. Ambedue debbono avere lo stesso peso. I doveri hanno senso ”solo“ se, nello stesso lasso di tempo, si ha la contropartita dei diritti. Non possono esistere gli uni senza gli altri se non vogliamo andare verso l’anarchia o la dittatura.
Sulla priorità tra diritti e doveri , la mia opinione è che i diritti sono “condicio sine qua non” dei doveri. In linea di massima i diritti sono qualcosa che la parte forte dell’ordinamento statale “garantisce” alla parte debole (i cittadini), i doveri sono la contropartita alle garanzie precedenti . Mentre la parte forte ha grossi poteri coercitivi per imporre i doveri, solitamente esercitati solo sulla parte “indifesa”, per la parte debole, spesso, i diritti restano qualcosa di scritto ma non realizzato.
Ad esempio, il dovere di pagare le tasse, in modo proporzionale al proprio reddito, sussiste sino al momento in cui queste servono “soprattutto” a garantire la sicurezza, la dignità, la giustizia, la salute … dei cittadini (meridionali compresi). Certamente sino a che questa corrispondenza sussiste è una “colpa grave” non pagarle. Se la corrispondenza salta sei trasformato da cittadino a suddito e il reato resta solo verso uno “stato” di fatto (moralmente) delegittimato!







Commenti
Lo stato è dei cittadini ed è fatto dai cittadini. Niente di più falso: e per accorgercene, basta guardare alla nostra classe dirigente politica che con dissolutezza si è appropriato del potere e della sua efficienza non per i cittadini ma per il loro tornaconto.
Inoltre, l’estremo distacco (troppo evidente per poter essere ancora camuffato di funzionalità e servizio )di questa classe dai problemi e dai bisogni della comunità da cui deriverebbe potere ed autorizzazione.
Quando la rapina si fa troppo evidente (ed e quello che chiamiamo corruzione ) o quando l’assolutismo della concentrazione non si legittima più come transitorio e preparatorio di una trasformazione eccessivamente rimandata nel tempo, crollano gli imperi e crollano le solidarietà costituite dalla dipendenza.
Vai PG, colpisci, senza pietà!!
Uno spiraglio intravedo in una mutata e accresciuta consapevolezza di un popolo che non voglia più delegare, per poi disinteressarse ne, la rappresentanza dei suoi interessi e possa/sappia oculatamente selezionare la sua classe dirigente.
Citazione Pinoipp:
citazione pino allora sono d'accordo con te
In Calabria, tutti lo sanno, specialmente i nordici leghisti, non vi sono molti cartelli sulle strade, ma, comunque, ad un chilometro,circ a, dal punto ove fu posizionato il precedente cartello ne troviamo ancora uno, con la scritta : “ LA SPERANZA E’ L’ULTIMA A MORIRE “.
Ha certamente un significato lo scritto di Gustavo ma ha, secondo me, un significato che racchiude una sorta di rassegnazione ad una stortura antica avvenuta tra nord e sud, tra ricco e povero di questa nostra penisola.
E’ vero, i nostri politici, quelli calabri, in particolare, voglio dire, da sempre si svendono al migliore offerente, in questo caso leggasi ( BERLUSCONI E BOSSI ) ma, si sa, i traditori son sempre esistiti.
Comunque vi è ancora la speranza che si possa cambiare e che a seguito di tale cambiamento possa esserci una più equa distribuzione della ricchezza e che presto ci si possa liberare della lega e del berlusconismo che oggi sono i mali dell’Italia democratica.
Forza e coraggio, dobbiamo farcela e ce la faremo. Via la Lega via Berlusconi. Carmelo
allora si sono d'accordo con te
di "coscientizzazio ne" dei problemi.
Si tratt, invece, di una autoassunzione di responsabilità istituzionali, collettive e individuali, ataviche.
Importante è cercare di capire i meccanismi e l'ingranaggio con cui si dipanano le multiformi e simulate gerarchie del potere e provare a cambiare tendenza(...falsa idea di libertà fatta solo di diritti), con consapevolezza partecipativa a partire dal singolo, ciascuno con il proprio contributo.
Non sono d'accordo, quindi, che la sovranità e il potere del popolo si esercitino solo con il voto e, al momento del voto, dovrebbe essere un processo costante e continuo di educazione e confronto permanente che sottendono lo stato di cittadinanza.
La Lega è, con volontà denigratoria, uno sciatto e sconsiderato partito politico che non vuole questo processo in quanto vuole altro, la secessione, lo sviluppo o il sottosviluppo di Nord e Sud, criteri di discriminazione economica, fiscale e sociale, di impronta fortemente razzista.
Senza inneggiare sconsideratamen te alla rivolta, mi sembra giustamente e doverosamente rivoluzionario provare prima a ribellarsi, costruendo una nuova società e una nuova politica
che vadano verso"...una libertà fatta di diritti e doveri.
Sulla priorità tra questi, poichè sono come l'aria e l'acqua, beni comuni, ritengo che debbano strettamente integrarsi e compenetrarsi per la salute e la stabilità del modello sociale, ovviamente partendo sempre da principii di giustizia ed equità.
Tu credi che la democrazia non sia maturata, sopratutto, per mancanza di "consapevolezza partecipativa dei singoli ...." io credo che, sopratutto, sia stato impedito che ciò accadesse
Gustavo, lo sospettavo, anche se , secondo me, non è vero.
E' stato impedito questo processo da motivi storici, economici ecc., è convenuto un pò a tutti che il percorso si verificasse, istituzioni in primis, ma a livello individuale, non se ne è avvertita mai la necessità e l'importanza.
E' uguale a quanto avvenuto per la scolarizzazione del popolo; c'è voluto tantissimo tempo per "sentirla" una cosa propria, con basi solide e promettenti aperture di nuovi orizzonti che portano "libertà".
Siamo d'accordo, secondo me, nel fatto che ammettiamo entrambi che, e dall'alto e dal basso, tutto questo non si è di fatto verificato mai come fenomeno di massa.
E’ importante, nel senso che bisognerebbe avere una giusta cognizione, almeno solo nella nostra coscienza, del concetto di sovranità appartenente al popolo.
E, con riferimento a tale argomento, che io condivido integralmente l’analisi di Carmen, nel senso che la sovranità non si esercita, “sic et sempliciter”, solo a mezzo del voto ma ha, invece, una più ampia portata che, se pur ignorata fino ad ora, probabilmente per ragionevoli motivi di opportunità, dovrebbe essere, al più presto, ripristinata ed anche molto pubblicizzata fra le genti anche calabre.
Ia possibilità di delegare deve necessariamente corrispondere alla conseguente possibilità di controllare. Ecco, politico di turno io ti delego… ma ti controllo. Per la semplice ragione che non ho alcuna intenzione di rilasciare a chicchessia deleghe in bianco. Ricordiamoci che a scatola chiusa, da sempre, si compra solo “ ARRIGONI”.
Su questo principio fondamentale tutto si gioca. E noi con questo giochetto…….. giocheremo!!! State tranquilli.
Andiamo al voto e poi pensiamo che il nostro diritto-dovere è finito. Ma, purtroppo, non è così. Il nostro dovere continua perché dovremmo controllare se il soggetto che abbiamo delegato a rappresentarci ha fatto e fa fino in fondo il proprio dovere e se non lo ha fatto abbiamo il diritto-dovere, attraverso le esistenti normative, di mandarlo via, a casa di corsa a calci in c…
Questo controllo bisogna esercitare a partire dalle strutture amministrative come il comune, la provincia, la regione fino ad arrivare allo Stato.
Per fare questo ci vuole passione. Carmelo
Per fare questo, cioè, per fare i propri comodi, o comodini, i nostri cari eletti dovranno necessariamente commettere dei reati o dei semplici illeciti o, comunque,sarann o costretti a mantenere un comportamento non consono con la loro carica, avranno violato l’etica.
Dovremmo avere il coraggio, previo continui controlli, di denunciare non solo alla magistratura ma anche e soprattutto ai loro superiori gerarchici, alla pubblica opinione se è necessario il verificarsi di situazioni poco chiare, quelle voglio dire, che spesso si verificano anche a queste latitudini.
In questo modo, caro Gustavo, sarà possibile , previo un assiduo controllo, far togliere gli incarichi e quegli eletti che sono palesemente indegni di essere tali. Carmelo.
Purtroppo anche i metodi di lotta sono diametralmente opposti.
Spero che abbiate ragione voi, anche se ovviamente non lo credo, e che i problemi di questo popolo abbandonato, succube, sfruttato, vilipeso, costretto a "prostituirsi" per sopravvivere,.....possano essere risolti con una scuola di "rensponsabilizz azione democratica"
Quali, altrimenti, le tue finalità e le tue strategie per arrivarci e, dove vorresti arrivare?
Io penso che le tue considerazioni ultime sul pololo le condividiamo tutti e le diamo evidenti come dati di base strtificati nel tempo, ma a questi, importantissimi , e su questi, se ne sono stratificati altri, chiamiamoli, sovrastruttural i,
che, nel tempo, hanno continuato a viziare e distorcere la concezione di stato e i rapporti e le regole che disciplinano la connessione istituzioni- società civile, con la creazione di etiche e subetiche, individuali, o rispondenti a principii e interessi di gruppi ristretti che, nel frattempo, hanno preso il POTERE. Si sono smarriti per strada concetti come collettività, società, interesse comune, leggi, diritti e doveri.
gran parte dei miei due interventi non dicono altro!!
"Si sono smarriti per strada concetti come collettività, società, interesse comune, leggi, diritti e doveri."
Qui non siamo d'accordo, non si è smarrito nulla per strada, quelle cose non ci sono mai state per moltissima gente, sopratutto meridionale. L'uomo ha una grandissima capacità di adattamente ( che gli permette di "sopravvivere") e quindi si è adeguato alla società che gli veniva imposta!
Diamogli la democrazia e si "adatterà" a questa
Ma ciò che affermo ti pregherei di non assumerlo come elemento di offesa, esiste ed presente una sorta di involuzione culturale che investe anche la politica e ne siamo tutti coinvolti.
Penso che in questo paese ciò che più è mancato, ciò per cui i governi che si sono succeduti, hanno evitato di fare sono proprio quelle riforme strutturali di cui adesso in realtà parla soltanto la destra puntando sulle riforme certo ma tendenti a distruggere l’unico documento capace di dare alle riforme testa e gambe e parlo della nostra costituzione, e se pure ne accenna ma molto poco si lotta per questo obbiettivo, la sinistra, che ha perso la sua propulsione innovativa e a fatica punta a rinnovarsi, ammetto che non è cosa facile così come si è strutturata e come si vanno delineando gli eventi. E chi ha pagato il prezzo più alto per le mancate riforme dello stato e della società, paradossalmente , che a noi piaccia a no o siamo d’accordo o no è stato proprio il sud per la mancanza degli anticorpi che sono L’atavica arretratezza economica , politica economica del nostro sud che in queste condizioni lo si è consegnato colpevolmente nelle mani del potere mafioso già inserito in maniera prepotente e senza resistenza da parte degli organi dello stato, nelle economie del nostro paese debole per l’incapacità dello stato d ‘essere garante dello stato di diritto e della legalità. Ti sembra storia vecchia? Ed proprio delle riforme quello di cui il nostro paese ha bisogno ed esse devono essere condivise, ma anche qui la nostra opposizione ha lasciato nei fatti il testimone ad una destra degna di una nuova piazzale Loreto se no altro per il modo con cui utilizza la fiducia ed usa il potere e le schifezze che propone le considera riforme ma è n modo come un altro per far saltare la costituzione repubblica. Sia chiaro comprendo sino in fondo, il tuo disappunto, la tua rabbia per tutto quanto affermi e sotto l’aspetto morale e sociale si potrebbe persino essere d’accordo , ma è sull’analisi di fondo da cui dissento in maniera profonda, sulle cause politiche economiche e culturali che incidono sempre e comunque sui comportamenti e sulle scelte e se non si cambia il paese tutto quanto non cambia e si incancrenisce anzi dirò di più è persino eccezionale il fatto che in qualche modo il tessuto democratico del sud e del paese in genere ha tenuto, ma sino a quando questo lo si potrà mantenere è un mistero. La domanda che invece ci dovremmo porre è come mai la gente e nella gente ci siamo anche noi, non abbiamo il coraggio e la volontà, davvero di ribellarsi in maniera decisa, ad un sistema di potere che ci ha portato nei fatti alla bancarotta, e ad una economia di guerra, incapace di dare neppure un segno comprensibile di riforma dello stato delle sue strutture e del suo modo di essere tale. Infelice e poco politico è richiamarsi quindi in qualche modo al tenebroso periodo delle brigate rosse che tutti noi persino tu hai combattuto. Come tu sai esse compaiano guarda caso quando il movimento di lotta è forte o comunque accenna ad una ripresa, e questa mi pare la dimostrazione della loro reale funzione nel paese e cioè quella di bloccare ogni forma di progresso della democrazia. Ancora meno ragionevole è immaginare che con tutto quanto sta accadendo , si resti a guardare impassibili il proprio paese che brucia, nelle mani e a causa della destra e ci si intimorisce quando si afferma che sacrosanta sarebbe una rivolta democratica contro questo regime quantomeno borbonico. Abbiamo il sacrosanto diritto di ribellarci, protestare, esprimere il nostro dissenso, anche contro una sinistra intenta a fare il doppio gioco, e non si può pretendere che tutto fili sulla falsa riga della cosi detta democrazia dei benpensanti che continuano a chiedere responsabilità mentre al sud il 30% dei giovani continua a contare le mattonelle mentre si spendono 90 miliardi senza un euro per gli investimenti, il lavoro, la ricerca e si sprecano milioni di euro per mandare i nostri soldati a morire e non si sa il perché o meglio lo sappiamo ma non lo diciamo. Ma davvero tutto quanto da me detto non incide sui comportamenti? Sui modi di vivere. di dire, di pensare di agire, di decidere. Questo il tuo, caro amico è davvero falso moralismo, e il tipico modo del ben pensante per giustificare il disimpegno, non il tuo certo ma quella è la strada maestra. Certi comportamenti non sono consoni è vero ma occorre riportarli alle origini che l’hanno provocate per comprenderne le la natura e combatterli davvero e non farli più riaffiorare, naturalmente mi riservo ancora di intervenire c’è ancora molto da dire è vero il problema esiste, l’analisi è parziale e la soluzione è sbagliata.
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