LO SBAVAGLIO

...perché le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Lo Stato sono gli altri – seconda parte

E-mail Stampa PDF 677 visite

 Il titolo è uguale a quello del precedente articolo ma invito il Direttorissimo a modificarlo come ritiene opportuno, utilizzando espressioni più originali, fantasiose ed intelligenti, a suo insindacabile giudizio. Temo, infatti, che il passare degli anni abbia definitivamente corrotto quel minimo di capacità intellettuale che un tempo mi sembrava, presuntuosamente, di possedere. Ho l’impressione – ma dipende certamente dai miei limiti – che ci si stia “avvoltolando” in troppe questioni diverse, magari collegate fra loro, ma che richiederebbero analisi ed approfondimenti specifici. A volte succede che le “relazioni” prevalgano e lascino sullo sfondo gli argomenti su cui, invece, sarebbe opportuno mantenere la messa a fuoco. Plagiando Crosstalk, direi che la discussione da “lineare” si è trasformata in “caotica”. Il caos, scusatemi, non è il contesto che preferisco, nonostante io ci sguazzi quotidianamente dentro senza neppure accorgermene. Quando, in ormai sempre più rare occasioni, mi accorgo di pensare lo faccio in maniera apparentemente lineare, nel tentativo di capirmi e di farmi capire. Mi diventa pertanto INACCETTABILE disquisire su tutt’altro rispetto a quello che avevo, originariamente, proposto. Puntualizziamo, allora; o, almeno, proviamoci …

Da quando, in lingua italiana, CORRESPONSABILITÀ è diventato sinonimo di CORREITÀ?

 

Chi ha mai paragonato ATTI DI CATTIVA EDUCAZIONE  AI CRIMINI PEGGIORI?

A chi ci si riferisce, sostenendo: “…che assurdità è dire: “sì va bene, la mafia, il malgoverno, gli speculatori … però è colpa loro (o almeno se lo meritano) perché sono dei maleducati che buttano a terra le cicche!”.? Da chi l’ha sentito dire? Dove l’ha letto? Su “La Padania”, forse, non di certo su “Lo Sbavaglio.

E dov’è scritto che “… chi non fosse contento dello stato di cose dovrebbe esercitare atti di rivolta … per cui  chi non esercita atti di rivolta sta bene o comunque “gli va bene” …?”. Esisterà pure qualcosa che si ponga in mezzo tra l’assoluta passività dei “sudditi” e la ribellione armata degli stessi?

 

Manca, ormai, una condivisione del lessico apparentemente più semplice e comprensibile. E questo causa “utili” equivoci per chi vuole sostenere la propria tesi e distorce all’inverosimile le affermazioni di coloro che, magari, la pensano diversamente. Tutti possono rileggere cosa finora è stato scritto e da chi (“verba volant, scripta manent”, fortunatamente) per verificare, direttamente, le opinioni di ognuno.

 

Mi sento come uno dei partecipanti a quegli insopportabili talk show televisivi, nei quali ciò che importa non sono i contenuti ed il confronto sugli stessi ma il “darsi sulla voce”, gridare più forte degli altri, offendere chi la pensa diversamente, deviare il discorso ricorrendo a “precedenti” attribuibili al “nemico” e rispondere a domande quali: «Come ti chiami?» rincorrendo i massimi sistemi per poter concludere: «La tua trisavola fu donna di facili costumi!».

La semplice questione iniziale era e rimane: “Cosa rappresenta lo Stato, oggi, nei regimi democratici?”. Io insisto nel sostenere la BANALITÀ che lo Stato siamo tutti noi, rifacendomi sicuramente ai testi di Educazione Civica che, una volta, si studiavano alle Scuole Medie. Da ciò evinco, BANALMENTE, che DEVO assumermi di persona una quota di responsabilità riguardo a tutti i malfunzionamenti e le nefandezze che allo Stato si possono ricondurre. A partire da quest’assunto iniziale, faccio di tutto per cambiare il tanto (troppo) che non mi piace, che non condivido, che ci sta portando verso un’inevitabile catastrofe. E intendo farlo, per quanto mi riguarda, “dal basso”, nei miei comportamenti di ogni giorno, nelle  relazioni con i miei simili, operando in modo che  prevalgano interessi ed obiettivi comuni rispetto a quelli individuali. Che poi io ne sia davvero capace e non appartenga alla sempre più numerosa categoria dei “buoni predicatori e pessimi razzolatori”  è una valutazione che lascio ad altri ed alla mia coscienza.

 

Chi non concorda dovrebbe, PER CORTESIA, spiegarmi quale sia l’alternativa: lo Stato sono gli altri o è ”altro” rispetto a noi? Si tratta, forse, di un’entità occulta che ci condiziona e ci domina? Dobbiamo disconoscerlo e combatterlo, magari con le armi, riprendendo il folle e sanguinario progetto delle BR? Riteniamo invece necessario chiamarci fuori dallo Stato, scegliendo l’indifferenza, l’apatia, il ritiro nei nostri  personali egoismi? Vogliamo, solo per un momento, attingere al “… pensiero marxiano per riconoscere facilmente che lo Stato è l’espressione, in ogni tempo, del dominio di una classe sociale sulle altre ...”? E, in tal caso, con cosa la sostituiamo, questa malefica struttura? Magari con qualcosa che rappresenti un’alternativa in termini economici, geografici e  politici, esattamente come sta facendo la Lega Nord?

 

Il paradosso più divertente risiede nel fatto che io, dichiarandomi comunque “dentro lo Stato”, appaio come un fervente statalista, mentre chi  sostiene che “la colpa è dello Stato” o lo rifiuta, in quanto causa prima delle peggiori infamie, appare come un rivoluzionario anti-statalista, nonostante si avvicini, molto più di me, a quella “sinistra sinistra, veramente di sinistra!” che invoca l’intervento dello Stato, in economia, ad ogni piè sospinto (caso FIAT docet, per fare un esempio), rifiuta le privatizzazioni e aborre lo slogan liberista “meno Stato, più mercato”!

 

Prima di cimentarci nell’arduo compito di affrontare ulteriori, interessantissimi quesiti antropologici o metafisici, sarebbe troppo richiedere una qualche risposta che dimostri un minimo di attinenza con quanto sopra riportato? Sarei molto contento se “restassimo sul pezzo”, evitando curiosi riferimenti all’alfabeto della  Magna Grecia, alla scrittura cuneiforme o ai geroglifici egiziani.

La seconda questione che ponevo era e rimane: “se i meridionali si considerano ancora sudditi piuttosto che cittadini, sarà davvero e soltanto “colpa dello Stato”?

 

Proviamo, onde evitare gratuite accuse di razzismo e xenofobia, a sostituire la parola “meridionali” con la generalizzazione “italiani”. Questi ultimi, sono o non sono responsabili della situazione in cui si trova, oggi, il nostro Paese? Presentano un qualche difetto culturale, una qualche peculiarità negativa, che  hanno contribuito e contribuiscono alla catastrofe passata e corrente? Oppure è sufficiente sostenere che “è colpa dello Stato” chiudendo definitivamente la questione?

 

Siamo ai primi posti in innumerevoli classifiche di demerito e agli ultimi in altrettanto innumerevoli classifiche di merito. Criminalità, propensione alla corruzione, alla concussione  ed alla collusione, furbizia, personalismi, poca cura del territorio e dell’ambiente, evasione fiscale, burocrazia esasperante, irrilevante attenzione alla cultura ed al relativo, immenso patrimonio del Paese, libertà di stampa ai minimi storici, uso spregiudicato del corpo delle donne, percentuali bassissime di donne lavoratrici ed ancora più scandalose se riferite alla VERA gestione del potere economico e politico … ecc. ecc.

Se, come ritengo di avere dimostrato in altra sede, l’Italia  NON è un Paese per la sinistra, oltre alle indiscutibili colpe degli ostrogoti, un minimo di responsabilità vogliamo attribuirla anche agli indigeni? Se la DC o, più in generale, il centro destra ha governato (e governa)  quasi ininterrottamente da più di 65 anni, oltre alle scontate colpe degli unni, un minimo di responsabilità vogliamo attribuirla anche a noi stessi? Se nasce e prospera un Partito come la Lega Nord, oltre alle evidenti colpe dei burgundi,  un minimo di responsabilità vogliamo attribuirla anche al 10% degli italiani (compresi non pochi meridionali) che la votano? Se nascono e prosperano, sempre più numerosi, gli “scilipoti”, i voltagabbana, oltre alle incontestabile colpe dei  visigoti, un minimo di responsabilità vogliamo attribuirla anche agli abitanti del Bel Paese? Se i comportamenti e gli scandali di ESSO non hanno significativamente intaccato il consenso di cui continua a godere, oltre alle incontrovertibili colpe dei vandali, un minimo di responsabilità vogliamo attribuirla anche agli italioti che lo hanno votato, scelto e riscelto come premier di questo Paese?

 

Mi fermo qui, ma si potrebbe continuare all’infinito. Ciò non determina, automaticamente, la conseguenza che gli svizzeri siano migliori di noi ma, almeno, possiamo concordare sul fatto che siano “diversi”, nell’accezione più generale del termine? Cosa ci sarebbe di scandaloso nel sostenere, allo stesso modo, che i meridionali sono diversi dai settentrionali? Questa distinzione non la faccio io; saccheggio, ancora una volta e spudoratamente, da “Terroni”, il libro di Pino Aprile (*) che riporta, senza troppe remore, un lungo elenco di “minorità” presenti nel Sud. E aggiunge la  fatidica domanda: PERCHÉ? Ho intuito che pinoippp condivide le ragioni suggerite dall’autore del libro: i malanni del Meridione sono conseguenza del suo sottosviluppo economico, iniziato in coincidenza con l’Unità d’Italia e proseguito per i successivi 150 anni. DEVO, però, annoiarvi con qualche citazione, presente nel libro di cui sopra:

 

“… E ci si abitua a considerare l’arretratezza come un’opportunità da cui trarre vantaggi … apparenti e di breve respiro … Fa comodo a tutti, perché, così il Sud può rivendicare, magari per sprecare; e Il Nord accusare e continuare a non dare, per via degli sprechi …”

 

“… Ma Di Palma, (un magistrato) napoletano ormai calabresizzato all’osso, suggerisce una concausa che ha a che fare con il carattere di questa terra, «espresso dalla storiella della pecora che, immagino, lei conosca» …   «Signore!» pregava un tale, in Aspromonte «il mio vicino ha una pecora perfetta, bellissima». E il giorno dopo: «Signore, la pecora del mio vicino dà tanta lana» e l’indomani «E quanto latte produce!»; e poi, ancora: «Hai visto che buon formaggio ne viene?». Alla fine il Signore non ne può più: «Va bene, do una pecora così pure a te, ma falla finita!». «Non hai capito» replica quello: «Mi ‘nci mori (falla morire)!».

 “…, «Questa povertà» dice Boemi parlando delle costa ionica «è una scelta». Intende: altrui. E, forse, non solo. Alla lunga, persino alla vittima viene più comodo restarlo: è il ruolo che conosce meglio; quello a cui è stato, e si è, educato, fra minorità e nullità, fino a farlo proprio …”.

Di mio ci aggiungo solo due particolari. Nelle elezioni politiche del 2008, il Centro Destra, fedele alleato della Lega Nord, ha vinto in tutte le regioni meridionali, ad eccezione della Basilicata. Le percentuali variano dal minimo dell’Abruzzo (43,6%) fino ad un imbarazzante massimo della Sicilia (54,7%). Saranno stati tutti “voti di scambio”?

Forse potremmo chiederci come mai Mary Star Gelmini, uno dei migliori Ministri della Pubblica Distruzione degli ultimi 150 anni, laureata fuori corso a Brescia, abbia deciso di sostenere nel 2002 l'esame di Stato per la professione di avvocato presso la Corte d'Appello di Reggio Calabria. Non solo lei, naturalmente, ma molti, moltissimi altri. In questi casi, per ignote ragioni, l’emigrazione cambia verso e si dirige, numerosa, dal Nord al Sud.

 

Nel capitolo intitolato “Educazione alla minorità”, Aprile sostiene con forza che le cause di tale minorità sono TUTTE “esogene”, provengono TUTTE dall’esterno. Io non sono per nulla d’accordo perché ritengo che la  cultura di un popolo non sia determinata SOLO dall’ambiente e dal contesto socio-economico, ma anche dal comportamento delle singole persone che hanno la possibilità di scegliere, di non adeguarsi, di pensare e di agire seguendo le proprie idee. Le conseguenze, però, dipendono dai numeri. Durante il fascismo ci furono gli antifascisti: pochi, il regime non sarebbe mai caduto per causa loro; troppi, dopo il 25 aprile 1945. Il nazismo, ancora peggio, conobbe rarissimi dissidenti ed una Nazione intera, a mio parere e sia pure con i dovuti distinguo, si rese colpevole  di un crimine inimmaginabile. Io, per il poco che conta, NON sollevo il popolo tedesco dalla responsabilità dell’olocausto, solo perché fu educato alla superiorità della razza ariana. L’accettò, la condivise, partecipò con entusiasmo e, poi, NON VOLLE SAPERE O SI TAPPÒ BOCCA, ORECCHIE E NASO. Alla stessa maniera, io, per il nulla che vale, NON assolvo NOI MERIDIONALI dalla RESPONSABILITÀ che abbiamo rispetto alle condizioni in cui si trova, ancora oggi, il Sud dell’Italia.

Aprile, nel finale del libro, non si sottrae al difficile compito di suggerire o di riportare alcune possibili soluzioni. Le riassumo, per quanto possibile.

  • Emigrati di ritorno: idee, denaro, relazioni, mezzi …
  • I soldi: il più deve confluire nel meno. Le stesse cose, uguali per tutti (Gaetano Salvemini) ferrovie, autostrade, università …
  • La soluzione del problema meridionale non potrà avvenire se non sul terreno dell’autonomismo (Guido Dorso) o addirittura, secondo Aprile, nel separatismo …
  • Non saranno mai gli altri i risolutori dei problemi del Sud (Domenico Ficarra)
  • Come in una cura psicanalitica, guarisci quando smetti di nascondere il tuo male, lo porti alla luce, lo riconosci (Piero Bocchiaro)
  • Se non saremo capaci di stare insieme alla pari, il Sud potrà andarsene da solo per recuperare dignità; mentre il Nord già pensa di farlo per salvare i soldi. … è meno disastroso andarsene che farsi cacciare … il Sud, da solo, sprofonderebbe subito in una in una situazione terribile. Rischierebbe di annegare, ma anche di imparare a nuotare …

 

E conclude: “… Se la cosa fosse facile, ne sarei certo: non ce la faremo. Il fatto che sia quasi impossibile dà fiducia: siamo quello strano Paese che riesce solo se gli dicono che non si può …”.

 

Io non condivido affatto l’ottimismo di Aprile. Non credo che qualcuno, in Italia, sia disposto a risarcire il “furto” perpetrato ai danni del Meridione (un calcolo approssimativo, per l’intero periodo degli ultimi 150 anni, lo stima in  circa 1.500 miliardi di euro!). Non mi pare che le iniziative autonomistiche espresse da nuovi partiti e partitini mirino al riscatto del Sud ma solo a gestire, in proprio e come sempre, i soldi dell’elemosina che arriva da Roma. Faccio mio, però, il pensiero di Norberto Bobbio, secondo cui: «il problema meridionale è il problema dei meridionali».

Allo stesso modo, ritengo estremamente emblematica la favola di Gianni Rodari – riportata in “Terroni” – dell’uomo che sprecò la vita per cercare il Paese senza difetti, mentre l’avrebbe resa utile se avesse fatto la sua parte per eliminarne uno, in un posto qualsiasi.

E se tutti cominciassimo, semplicemente, utilizzando i portacenere ed i cestini dell’immondizia?

(*) Il libro in questione espone delle tesi radicali che, personalmente, non condivido del tutto. Ma andrebbe comunque letto dal maggior numero possibile di persone, meridionali e, soprattutto, settentrionali. Contiene il racconto di fatti spesso misconosciuti ai più, che possono stupire ed essere contestati. Ma è una fonte preziosa per riflettere e ragionare in un’ottica diversa da quella a cui siamo abituati.

Ultimo aggiornamento Martedì 20 Settembre 2011 11:34  

Commenti  

 
0 # Gustavo 2011-08-31 08:43
Un "primo " commento, avendo lette solo le prime righe del tuo articolo,e poi,certamente, interverrò ancora sui contenuti.
Tu non sei l'unico che parla di certi argomenti assumendo certe posizioni, se cosi fosse, primo non esisterebbe il problema, secondo , parleremmo con mail private e non su un sito.Certamente non puoi pretendere che in un articolo di carattere generale si specifichi "questo l'ha detto Pino e questo no..."
Visto il "tono" del tuo articolo, può darsi che mi prenda la briga di sottolineare quello che tu hai scritto
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG 2011-08-31 11:08
Non capisco davvero la prima obiezione ma mi adeguo... Per il resto sottolinea tutto ciò che ritieni opportuno: una dibattito serve anche a questo. Grazie.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # gustavo 2011-08-31 13:04
hai ragione, rileggendomo scopro che mi è rimasto un "non" nella tastiera...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Pinoipp 2011-08-31 10:06
Anche questa seconda parte, di denuncia, elude la questione delle ragioni dalle quali dipende(rebbe) la condizione meridionale e in base alle quali e' possibile valutare con serena obiettività l'efficacia delle proposte 'correttive'.
Molto ho ancora da argomentare, troppo per limitarmi a un commento.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG 2011-08-31 11:10
Ma ci sei o ci fai? Nel tuo caso, poi, parlare di serena obiettivita mi sembra, quanto meno, poco obiettivo.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Pinoipp 2011-08-31 12:38
Rispondo sempre alle questioni che poni. In questo caso, pero', non saprei proprio se confermarti che ci sono o che ci faccio (cosa aggiungilo a piacere pure tu :lol:.) Lascio ai lettori dello Sbavaglio di valutare, ciascuno in autonomia dall'altro, quale delle due 'obiettive' verità.
Sempre con gioiosa e divertita polemica!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG 2011-08-31 12:44
La differenza fra noi due (una delle tante) è che io mi riferisco ad opinioni, tu a "verità"! NON mi pare diversità di poco conto, in questa nostra sempre più gioiosa e divertita polemica ...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # CARMEN 2011-08-31 13:37
DAI FORZA RAGAZZI!...stavolta voglio vedere colare il sangue...
A più tardi.....
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # CARMEN 2011-08-31 14:21
Citazione CARMEN:
DAI FORZA RAGAZZI!...stavolta voglio vedere colare il sangue...
A più tardi.....


Ho dimenticato la faccina :P , rimedio subito, non vorrei che mi prendeste troppo sul serio!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Pinoipp 2011-08-31 17:35
Opinioni ...non vi e' altro che opinioni. Talune condivisibili, altre meno, altre ancora da rintuzzare.
E' mia opinione che tu sfugga alle mie domande.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG 2011-08-31 19:12
Il mio articolo è stracolmo di punti interrogativi. Finora non ho visto neppure una risposta, però è indubitabile che sia io a sfuggire alle domande. Prendo atto …
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Pinoipp 2011-08-31 10:20
... una promessa-minaccia che potrò mantenere solo se non sarò costretto dalla riforma delle pensioni detta 'del Trota' a rientrare in azienda fino a rincoglionita eta'.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Crosstalk 2011-08-31 10:24
Siamo tutti con te Pino, gli facciamo un culo così a questi stronzi dilettanti al potere, a partire dal prossimo sciopero generale...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Morfeo 2011-08-31 15:16
Se pure apprezzabile, l’articolo dell’ amico, ormai è ufficiale egli è di fede liberale, a mio parere, non chiarisce affatto, i dubbi che tale articolo precedente aveva suscitato tra i diversi contributi sul nostro giornale. Non credo che sentirsi definire liberale possa essere considerata un offesa, quando tale riferimento è rapportato ai grandi fratelli Rosselli, e tanti altri liberali che hanno dato lustro alla storia del nostro paese. Occorre però prenderne atto, e mettersi l’animo in pace e già questo è una considerazione positiva e felice , se si considera come ancora oggi viene considerata ed affrontata l’annosa questione meridionale,(Ch e ora guarda caso è divenuta questione nazionale) che si intersica nella storia d’Italia, fra intrecci, diversi, e con peculiarità che provengono dalla storia, dall’economia ma soprattutto dalle imposizioni culturali, politiche ed economiche, venute dal latifondo, dalla chiesa, dal fascismo, dalla monarchia, e dalla sempre poco vituperata D.C. e il potere mafioso che ha fatto in ogni tempo, e in ogni avvento dei nuovi e vecchi governi ciò che voleva e quando voleva. Chi pensa che questo cancro ha radici che provengono soltanto dai momenti storici da me elencati sbaglia e di grosso. La mafia esiste sin dal 1500 ha radici profonde , radicate, nelle culture, dei popoli del sud, se ne parla nelle fiabe, nei canti tradizionali, nella mente e nei pensieri la cultura stessa è intrisa di storie di prevaricazioni, omicidi, ingiustizie, fame miseria, e fra la mafia, la chiesa e lo stato il connubio dura e si rafforza con l’inizio della società industriale che ha utilizzato la mano d’opera del sud come riserva umana di uomini donne bambini da sfruttare per produrre i prodotti alimentari a basso costo per favorire lo sviluppo industriale del nord,e le politiche guerrafondaie che hanno usato il sud come sacca di recupero della carne da macello, tutto ciò con il consenso dei baroni dei latifondisti, e dei grandi industriali del nord Italia e naturalmente del mostro “Amato parlamento democratico e guerrafondaio” e sino agli anni 80 si diceva che la mafia era un ‘invenzione. Ed anche solo per questo non si può pretendere che il sud proponga un monumento ad honorem ai governi che l’hanno vassallata. E ad onore del vero non si possono neppure negare le lotte e le stragi avvenute al sud, i morti giovani donne ragazzi, ed altri finiti nelle carceri per le grandi battaglie sostenute dai popoli del sud, per il lavoro la propria emancipazione per il proprio riscatto civile sociale. Lotte che sono poi state abbandonate per motivi che non intendo analizzare qui. Si sono abbandonate le lotte, e si è abbandonato il sud lasciandolo nella vergogna della menzogna e della mafia. E’ sta qui la colpa storica dello stato da un lato, e della opposizione dall’altra debole e poco incline alla pugna sociale e democratica. Cari amici le delusioni fanno vittime in tutti i sensi e provocano anche e soprattutto gli atteggiamenti di cui con tanto acume borghese si parla. L’ elemento fondante che ci caratterizza, o che ci dovrebbero caratterizzare dagli altri partiti, e da altre forze sociali semplicemente di protesta, deve essere la nostra capacità di analisi e di sintesi risolutiva dei problemi è tipico dei governi capitalisti, ed in particolare della destra quello di speculare, e capitalizzare a proprio consumo sulle contraddizioni che tu in modo così preciso e puntuale hai posto in evidenza e il potere interviene in maniera sua e tradizionale tappando le varie situazioni esplosive, lasciando incancrenire alla radice i problemi colpevolizzando ora uno ora l’altro strato sociale o ceto, e generalmente le motivazioni e le soluzioni sono quelle che tu senza volerlo esponi, un politico di bassa lega e scarsa cultura politica potrebbe darti ragione.
Ma ciò che affermo ti pregherei di non assumerlo come elemento di offesa, esiste ed presente una sorta di involuzione culturale che investe anche la politica e ne siamo tutti coinvolti.
Penso che in questo paese ciò che più è mancato, ciò per cui i governi che si sono succeduti, hanno evitato di fare sono proprio quelle riforme strutturali di cui adesso in realtà parla soltanto la destra puntando sulle riforme certo ma tendenti a distruggere l’unico documento capace di dare alle riforme testa e gambe e parlo della nostra costituzione, e se pure ne accenna ma molto poco si lotta per questo obbiettivo, la sinistra, che ha perso la sua propulsione innovativa e a fatica punta a rinnovarsi, ammetto che non è cosa facile così come si è strutturata e come si vanno delineando gli eventi. E chi ha pagato il prezzo più alto per le mancate riforme dello stato e della società, paradossalmente , che a noi piaccia a no o siamo d’accordo o no è stato proprio il sud per la mancanza degli anticorpi che sono L’atavica arretratezza economica , politica economica del nostro sud che in queste condizioni lo si è consegnato colpevolmente nelle mani del potere mafioso già inserito in maniera prepotente e senza resistenza da parte degli organi dello stato, nelle economie del nostro paese debole per l’incapacità dello stato d ‘essere garante dello stato di diritto e della legalità. Ti sembra storia vecchia? Ed proprio delle riforme quello di cui il nostro paese ha bisogno ed esse devono essere condivise, ma anche qui la nostra opposizione ha lasciato nei fatti il testimone ad una destra degna di una nuova piazzale Loreto se no altro per il modo con cui utilizza la fiducia ed usa il potere e le schifezze che propone le considera riforme ma è n modo come un altro per far saltare la costituzione repubblica. Sia chiaro comprendo sino in fondo, il tuo disappunto, la tua rabbia per tutto quanto affermi e sotto l’aspetto morale e sociale si potrebbe persino essere d’accordo , ma è sull’analisi di fondo da cui dissento in maniera profonda, sulle cause politiche economiche e culturali che incidono sempre e comunque sui comportamenti e sulle scelte e se non si cambia il paese tutto quanto non cambia e si incancrenisce anzi dirò di più è persino eccezionale il fatto che in qualche modo il tessuto democratico del sud e del paese in genere ha tenuto, ma sino a quando questo lo si potrà mantenere è un mistero. La domanda che invece ci dovremmo porre è come mai la gente e nella gente ci siamo anche noi, non abbiamo il coraggio e la volontà, davvero di ribellarsi in maniera decisa, ad un sistema di potere che ci ha portato nei fatti alla bancarotta, e ad una economia di guerra, incapace di dare neppure un segno comprensibile di riforma dello stato delle sue strutture e del suo modo di essere tale. Infelice e poco politico è richiamarsi quindi in qualche modo al tenebroso periodo delle brigate rosse che tutti noi persino tu hai combattuto. Come tu sai esse compaiano guarda caso quando il movimento di lotta è forte o comunque accenna ad una ripresa, e questa mi pare la dimostrazione della loro reale funzione nel paese e cioè quella di bloccare ogni forma di progresso della democrazia. Ancora meno ragionevole è immaginare che con tutto quanto sta accadendo , si resti a guardare impassibili il proprio paese che brucia, nelle mani e a causa della destra e ci si intimorisce quando si afferma che sacrosanta sarebbe una rivolta democratica contro questo regime quantomeno borbonico. Abbiamo il sacrosanto diritto di ribellarci, protestare, esprimere il nostro dissenso, anche contro una sinistra intenta a fare il doppio gioco, e non si può pretendere che tutto fili sulla falsa riga della cosi detta democrazia dei benpensanti che continuano a chiedere responsabilità mentre al sud il 30% dei giovani continua a contare le mattonelle mentre si spendono 90 miliardi senza un euro per gli investimenti, il lavoro, la ricerca e si sprecano milioni di euro per mandare i nostri soldati a morire e non si sa il perché o meglio lo sappiamo ma non lo diciamo. Ma davvero tutto quanto da me detto non incide sui comportamenti? Sui modi di vivere. di dire, di pensare di agire, di decidere. Questo il tuo, caro amico è davvero falso moralismo, e il tipico modo del ben pensante per giustificare il disimpegno, non il tuo certo ma quella è la strada maestra. Certi comportamenti non sono consoni è vero ma occorre riportarli alle origini che l’hanno provocate per comprenderne le la natura e combatterli davvero e non farli più riaffiorare, naturalmente mi riservo ancora di intervenire c’è ancora molto da dire è vero il problema esiste, l’analisi è parziale e la soluzione è sbagliata.


:roll:
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG 2011-08-31 19:08
Sono molto soddisfatto di essere considerato un liberale, visto che il contrario sarebbe illiberale. Aspetto con ansia il completamento dell’analisi parziale e la soluzione giusta.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # gustavo 2011-08-31 16:17
Morfeo condivido quanto hai scritto
Sino a qualche tempo fa c'era una parola molto usata per definire e condannare,sbri gativamente, i meridionali: omertà
Il ragionamento logico era: tutti i problemi del sud sono dovuti alla presenza (in esso) della mafia, che non può essere efficacemente combattuta essendo i meridionali omertosi.
( per inciso, mi piacerebbe sapere quante "infiltrazioni mafiose" al nord sono state scoperte grazie a denunce di cittadini (del nord) "non omertosi")
Adesso, altrettanto sbigativamente: il sud non è progredito perchè i suoi abitanti non sono "democratici"...
Pino G. ( quando mi riferisco a te,lo specifico), cosa credi che succederebbe se tutti uscissimo di casa con un portacenere ed un cestino... forse credi che investendo i soldi risparmiati con il licenziamento degli spazzini, vi raggiungeremmo?? :roll:
Credo che i "percorsi virtuosi" che possono realmente "tirarci fuori" siano altri... Una "sinistra" degna di questo nome certamente può fare molto...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG 2011-08-31 19:25
Prendo atto di essere passato dall’altra parte della barricata, tra quelli da raggiungere. L’ironia è un’arma potente, Gustavo, ma bisogna saperla usare perché altrimenti si rischia di cadere nel ridicolo del portacenere e del cestino. Magari ci farebbe piacere conoscere e condividere i “percorsi virtuosi” che, certamente, sono altri. Basta descriverli e discuterli. Fallo, magari meno sbrigativamente di quanto non sia capace io o una “sinistra” (quale, per favore?) degna di questo nome.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # gustavo 2011-08-31 21:26
Certamente ascoltare la gente, certamente non farla sentire "sola ed impotente", certamente prendersi carico dei loro problemi ed "assieme" cercare di risolverli,cert amente dargli più giustizia e/o , comunque, rendere note le ingiustizie, certamente combattere l'ignoranza ,"imposta", con la cultura,...., certamente scacciare i saccenti dal tempio

Come definirei un partito di sinistra? ho fretta e non ho tempo per una risposta migliore...un partito che possa onestamente rispondere , per ogni sua azione, alla domada "cui prodest": "AL POPOLO"
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Carmelo Garipoli 2011-08-31 18:09
P.G. potresti leggere, se non lo hai già fatto, “FUOCO DEL SUD” di Lino Patruno. Questo interessante libro si occupa tra l’altro, della nuova”menzogna” di Stato secondo la quale il Sud potrà risollevarsi governandosi meglio. Dopo un’attenta analisi del problema Patruno riesce a pervenire ad una soluzione. Penso che potresti anche tu condividere quella soluzione e, magari cambiare opinione.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG 2011-08-31 19:15
Sono disponibile ad ascoltare qualunque voce ed a riflettere su qualsiasi soluzione. Magari, se invece di aspettare che legga il libro, tu potessi anticiparcela saremmo tutti più contenti. Grazie
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # FB 2011-09-01 01:35
Ha ragione PG che non bisogna assolvere i meridionali dalla responsabilità rispetto alle condizioni in cui si trova oggi il sud, nè i tedeschi per le responsabilità dell'olocausto, quindi: (ndr) NON BISOGNA ASSOLVERE I SETTENTRIONALI PER LA PRESENZA LARGA E INVASIVA DELLA 'NDRANGHETA AL NORD, RISPETTO ALLA QUALE SI COMPORTANO ESATTAMENTE COME SI SONO (QUASI) SEMPRE COMPORTATI I MERIDIONALI RISPETTO AL PROBLEMA.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG 2011-09-01 12:51
Sono certo che, se vorremo parlarne, riusciremo a trovare innumerevoli responsabilità dei “settentrionali ”, producendo una lista probabilmente molto più lunga di quella che riguarda i “meridionali”. Ma non mi sembra opportuno, come precisavo nel testo dell’articolo, mescolare le cose, rischiando omogeneizzazion e e confusione. Invito FB a trattare l’argomento “Nord” in maniera specifica, evitando la classica contrapposizion e con l’argomento “Sud”
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # FB 2011-09-01 17:52
Nel corso di tutte queste discussioni presenti e passate sull'argomento, a meno di qualche grossolana minchiata, che credo di non avere letto, sono state dette cose che, sebbene appaiano tra loro in contrasto, contengono ognuna delle verità: dalle scelte di macroeconomia pro-nord, che non possono non avere inciso in modo determinante in certe direzioni, ad un circolo vizioso, che è come il gatto che si morde la coda, delle condizioni del sud (peraltro non omogenee nella depressione socio-economica di quest'area [ altra cosa questa...]). Vi è però, che l'argomento che ho insistentemente proposto all'attenzione di tutti (la 'ndrangheta al nord), non solo non è questione di scarso interesse, ma è, per le sue implicazioni pratiche, valido a contrastare uno dei principali capisaldi della differenza tra nord e sud: la mentalità, che insieme ad altri fatti e processi rilevanti (tra questi ho indicato il ruolo della classe operaia nello sviluppo del nord, o il ruolo stesso dei lavoratori e dirigenti di origine meridionale al nord), riduce l'importanza della individuazione della criticità in parola nel confronto uomo sud - nord. Altri spunti importanti vengono sicuramente offerti dalla Storia, che ci riferisce di periodi alterni, sia per il nord che per il sud, non solo risalenti a millenni fa, ma anche più significativame nte recenti.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Carmelo Garipoli 2011-09-01 07:49
Il Sud deve arrabbiarsi di più.
E’ una rivoluzione dal basso dovrebbe scoppiare, e presto.
E’ necessario costituire un nuova classe dirigente capace di traghettare il Sud nell’era post industriale.
Dice Patruno, egregio amico, e, sicuramente, non la pensa come te : “ al sud servirebbero di nuovo i briganti, agguerrite bande a mano armata di megafono e non di moschetto, dell’ardimento della parola più che della proditorietà del gesto, briganti della comunicazione che stimolino le coscienze, suscitino la ripulsa soprattutto in una Italia unita ma così disunita “.
La lega ci governa da un ventennio ed è proprio in quest’ultimo ventennio che il meridione ha perso più punti. Il federalismo tanto caro alla lega è, ancora una volta, il sistema fiscale adatto solo a danneggiare il meridione d’italia che è povero. Per il Sud, temo molto !!! Se si attuerà il federalismo sarà ancora unità… in una Italia che è sempre più disunita.
Mi sono domandato più volte, mio caro ed egregio amico, come mai lo Stato, “ tu dici lo Stato siamo noi “, io di questo non ne sarei tanto sicuro, non consente a noi del Sud attraverso l’erogazione dei fondi necessari, controllando quanto vuole, ovviamente:
di creare le infrastrutture, di ampliare le nostre imprese troppo piccole, di avere un sistema bancario più efficiente, di poter assumere il personale necessario nella P.A., di creare opportunità di lavoro per i nostri giovani per evitare che si verifichi l’emigrazione e lo spopolamento giovanile, di poter sfruttare le nostre risorse ambientali e paesaggistiche.
Da sempre e più che mai nell’ultimo ventennio i fondi nazionali sono dirottati al nord. A noi solo qualche briciola, ogni tanto, ma solo per sfamare quei quattro venduti ed indegni che ci rappresentano. Male sicuramente.
Come dicono in Sicilia ci vogliono “ I PICCIULI “ altrimenti non si può far nulla.
Con “ I PICCIULI “ si fa tutto. Il resto.. solo…chiacchere … tante chiacchere. E’ con “ I PICCIULI” che si fa decollare il Sud e non con le belle parole. Quando noi sudici saremo economicamente sullo stesso piano dei nordici si potrà aprire un confronto anche per capire chi è più capace. Voi di che voi… Noi diciamo che noi… Ma per vedere….. misuriamo.. e vediamo che….etc….
Fin quando, quanto per fare un esempio molto banale, per percorrere 30 chilometri io impiego un’ora e tu solo 20 minuti, vuol dire che lo Stato per te è un padre per me, invece, è un patrigno.
Con i fondi necessari tutto si può migliorare, principalmente la cultura. P.G. noi meridionali, come ben sai, apprendiamo subito, non siamo, “ mica “ come “ Il Trota “.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG 2011-09-01 12:53
Carmelo, per quanto ti possa apparire incredibile, concordo pienamente con quanto sostiene Patruno; e mi pare di averlo già scritto in modo chiaro. “… Il Sud deve arrabbiarsi di più, facendo nascere nuovi “briganti” armati di megafono e non di moschetto, dell’ardimento della parola più che della proditorietà del gesto, briganti della comunicazione che stimolino le coscienze, suscitino la ripulsa soprattutto in una Italia unita ma così disunita …”. Ciò che mi sembra deleterio è la rassegnazione dei vinti, il considerarsi inevitabilmente e definitivamente sudditi. Non limitiamoci a prendere atto che per noi lo Stato è “patrigno” ma reclamiamo con forza e con tutti i mezzi LECITI il recupero di una dignità mai persa ma, forse, addormentata.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG 2011-09-01 19:41
Citazione Crosstalk:
A proposito di picciuli:
palermo.repubblica.it/.../...
e ancora:
.../costi-del-personale-in-regione-sicilia-e-in-lombardia.html


"... Fa comodo a tutti, perché, così il Sud può rivendicare, magari per sprecare; e Il Nord accusare e continuare a non dare, per via degli sprechi …”
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Carmelo Garipoli 2011-09-01 12:48
Egr. Piero 314 le differenze che tu non vedi purtroppo ci sono e sono " I PICCIULI"
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # piero314 2011-09-02 08:31
Chiedo scusa, ma per errore ho cancellato :cry: il mio commento a cui Carmelo ha dato risposta. Carmelo allude alla mia convinzione che non ci sia differenza tra meridionali e settentrionali, così per altro come con qualsiasi altra persona di origine diversa dalla propria. Nel commento avevo anche inserito la mia convinzione che ogni vera rivoluzione deve essere pacifica e che il miglioramento nasce dall'analisi dei propri errori, ponendovi rimedio se possibile, apprezzando l'articolo di Pino Gangemi.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Crosstalk 2011-09-02 12:49
Grazie Piero: la tua precisazione mi evita le solite infondate accuse di censura :-)
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Gustavo 2011-09-02 19:16
Come è possibile cacellare un commento, assieme a tutti quelli a lui collegati?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Crosstalk 2011-09-02 19:38
Citazione Gustavo:
Come è possibile cacellare un commento, assieme a tutti quelli a lui collegati?

Se uno si logga, può modificare e cancellare i propri commenti. E' ragionevole pensare che se un commento "padre" viene cancellato, automaticamente sparisca anche tutto il filone dei commenti "figli", che, se restassero, non avrebbero più alcun significato.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Carmelo Garipoli 2011-09-01 13:50
P.G. non mi pare proprio incredibile e, sicuramente, mi sarà sfuggito il tuo scritto, devo riconoscere che a volte sono distratto; sono gli anni e/o forse anche gli acciacchi, ma, credimi sono uno di quelli convinti a reclamare con ogni mezzo " LECITO " il recupero di quella dignità persa ai tempi della famigerata UNITA' ed oggi forse addormentata. Forza meridione!!!!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # CARMEN 2011-09-01 18:13
Non sono intervenuta prima perchè mi sarei ripetuta. Noto che c'è stato
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # CARMEN 2011-09-01 18:46
...c'è stato, dicevo, un abbandono di posizioni di assolutezza e arroccamento su atteggiamenti che, più che di meridionalismo sapevano a volte di ingiustificato campanilis-
mo. L'analisi di Patruno e la "terapia" suggerita mi sembrano molto consone alla situazione attuale del Meridione e al bisogno di riacquistare una nuova dignità, fatta soprattutto di consapevolezza critica e superamento della indifferenza e supina accettazione. In questi atteggiamenti, penso risieda quel famoso "complessso di inferiorità" che la Storia ha contribuito a rendere leggenda, con meccanismi atti a tramandarla e automantenerla.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Antonino Bonaccorso 2011-09-05 22:43
Ho letto tutti i commenti. Quello di Pino Gangemi mi suscita tante cose. La prima. Mi riporta alla tela di Penelope: un po cuce un po scuce. Quando parla dei meridionali è come se facesse un colpo al cerchio un colpo alla botte tanto per non sembrare che sono colpi a "pignuni fissu". Cioè da la stoccata contro ma poi tenta di ammorbidire con il Vernel. E' una tattica comoda però desalinizzata. Lo Stato. Girovaga nel tentativo di dare una definizone di Stato, sbottando alla fine che lo Stato siamo noi. No, Pino, noi non siano lo Stato; noi siamo la collettività. Lo stato è un'insieme di autorità che, preposte ai vari incarichi di comando e di potere fomano quell'organo che si chiama Stato. Esso è formato dai tre poteri: legislativo, esecutivo e giurisdizionale . Questo è lo Stato. Noi, semmai, dovremmo collaborare con esso per realizzare al meglio i poteri di cui sopra. Il grosso problema è un altro. Molto spesso questi tre potreri, vengono deteriorati, avviliti, sviliti, sostituiti, infangati, strumentalizzat i, usati ecc.ecc.ecc. e non rendono i servizi che dovrebbero ma condizionano fortemente tutto il contesto ed anche il tessuto sociale a favore di qualcuno ma a danno di qualche altro. Questo concetto mi consente di allacciarmi alla questione meridionale. Ora non vorrei essere monotono e piccolo saccente ma sarei tentato di ripetere alla lettera i discorsi di Don Sturzo che certo conoscerai e non voglio qui riportare anche perchè il n° di caratteri (3000) non me lo consentirebbero . In linea di massima posso dire che la differenza tra il nord e il sud non dipende da quello che siamo noi oggi che formuliamo i commenti ma è di origini storico/sociali che tutti conosciamo. Dipende dal solito discorso dello spopolamento del nostro territorio a vantaggio delle industrie del nord il quale si arricchiba e diventava opuleto mente il sud si impoveriva facendo nascere quel fenomenpo deleterio che era il brigantaggio trasfomatasi poi in 'ndrangheta. Quindi, mentre il nord proliferava, il sud affondava nei più scuri abissi. In pratica, ho riportato per sommissimi capi le posizioni di Don Sturzo. Quello che oggi è il nord e quello che oggi è il sud, dipendono proprio da questo impari passato. Il nord. dovrebbe baciare i nostri piedi e non dovrebbe finire mai di ringraziarci invece infierisce. Mi dispiace pensare che il loro infierimento, che parte gia sin da allora, da quando scrivevano sulle loro care "NON SI AFFITTANO CASE AI MERIDIONALI" oggi si sta ritorcendo contro di loro perchè ora la 'ndrangheta è la da loro ed è molto più potente e pericolosa di quanto non lo sia qui da noi. E la cosa più subdola è che al nord, la ndrangheta è favorita, voluta e cercata proprio dagli operatori econiomici e politici del posto. Che definizione darebbero oggi i settentrionali della parola Stato? Non criticano più i mafiosi del sud? O in essi si rivedono? Pino, sai quali sono i calabresi più squallidi? Quelli che vivendo al nord, hanno tradito e votano Lega Nord.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG 2011-09-06 17:42
Evidentemente, a tuo giudizio, io sarei un “cerchiobottist a” che utilizza “una tattica comoda, però desalinizzata”. Mi consideri, inoltre, anche un po’ ignorante, vista l’apprezzabile lezioncina su cosa sia lo Stato e sulla suddivisione dei suoi poteri. Libero tu di pensarlo, altrettanto libero io di sostenere che è una solenne minchiata. Per il resto, quello che avevo da dire l’ho già scritto.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # CARMEN 2011-09-07 00:53
Lectio magistralis, Pino. Apprendi...apprendi
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # FB 2011-09-06 01:35
Finalmente! Ce l'anno menata per cinquant'anni la storiella del sud omertoso, anche nel cinema. Che i cittadini del nord si facciano Stato ora e denuncino tutti gli 'ndranghetisti con i quali convivono!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # FB 2011-09-06 01:41
Aggiungo un'acca: è l'ora tarda.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Crosstalk 2011-09-06 19:54
Citazione FB:
Aggiungo un'acca: è l'ora tarda.

Chi si logga corregge!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Antonino Bonaccorso 2011-09-07 21:33
Caro Pino Gangemi, non era il caso di incazazzarsi perchè non c'erano gli elementi. Non ho voluto darti alcuna lezionzina perchè sono certo che sai benissimo cos'è lo Stato e quali siano i suoi poteri. La mia risposta al tuo commento era finalizzata ad un altro aspetto. Ho pensato: internet svolge una funzione sociale ed è seguita da molti giovani ancora in via di formazione e di apprendimento. Il tuo commento, Pino, seppure in modo molto generico, dava un'informazione un po fuorviante: "lo stato siamo noi". Ragazzi, leggendo il tuo commento, potevano influenzarsi e maturare l'idea che veramente noi siamo lo Stato tralasciando la vera realtà che è quella illustrata nel mio commento. I ragazzi hanno il diritto di sapere che lo Stato è quello che io ho sintetizzato della mia risposta e devono capire che la tua affermazione era solo generica ed io ne ho tradotto il senso. Solo qusto e solo per loro. In pratica, la mia risposta era indirizzata più ai ragazzi che a te. Poi, quel "Pino apprendi apprendi" è assolutamente indesiderato e molto fuori luogo perchè fa capire che la mia risposta, Carmen, non l'ha proprio capita. Più concreto, trovo il commento di FB che ha letto bene ed ha capito meglio. Tuttavia, Pino, se hai trovato elementi di offesa, ti assicuro che non era nelle mie intenzioni e sono pronto a chiederti scusa. Devo però ringraziarti. Con la tua risposta al mio commento, mi hai suscitato una salutare risata. Pino ho stima di te. Tu forse non mi hai inquadrato chi sono ma io si. So bene chi sei perchè un tempo ci conoscevamo. Poi il Nord ti ha assorbito ed ora non ricordi più dell'umile Bonazza.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG545454 2011-09-08 10:27
Caro Nino, so benissimo chi sei perché non ho ancora la memoria del tutto compromessa a causa dell’età. Se io sono convinto, nonostante tutto, che “lo Stato siamo noi”, lo scrivo e cerco di motivarlo, come ho fatto, in due articoli e non in un commento (per la precisione). Tu continui a pensare che, invece, valgano le tue ragioni e che sia più opportuno chiarire e precisare come hai fatto. Benissimo, non mi sono affatto incazzato e, come puoi leggere, sono tranquillissimo . Non per nulla sono abituato a dare un “colpo al cerchio ed uno alla botte”!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # CARMEN 2011-09-08 14:43
I commenti, caro Nino, sono liberi e, questo è un dato oggettivo. L'indesiderabilit à o meno di un intervento è relativo a criteri di valutazione molto soggettivi. Io, ad esempio, relativamente ai tuoi ,che contengono apprezzamenti molto poco corretti sul quoziente intellettivo delle persone, li ritengo detestabili e inaccettabili.
Vceversa i contenuti, essendo delle opinioni, si possono condividere o meno . Il tutto va svolto secondo un'etica comportamentale di rispetto reciproco, se quest'ultimo viene a mancare, cadono i presupposti per il dialogo e, se ne accettano le conseguenze.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # gustavo 2011-09-08 10:12
Nino, dal tenore di alcuni tuoi commenti, ho l'impressione che tu andando su "ultimi commenti" ( dalla Home di " Lo Sbavaglio") e, cliccandone qualcuno, poi ti limiti a "reagire" solo a questo (commento) non tenendo conto della sua "storia"
Non dico che non si possa fare, ma si corre il rischio di non cogliere appieno il significato di quel commento, meglio scorrere la pagina e leggersi tutto
Nel nostro caso specifico, addirittura, ti trovi alla quarta puntata di un serial...( e questo, anche per colpa mia, è "chiaro" solo ai freguentatori assidui)
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # FB 2011-09-08 12:22
Nel contesto delle opinioni, tutte apprezzabili, offerte in questo lungo dibattito, mi sento, al momento, di esprimere una nota di plauso in particolare a Nino, che ha evidentemente colto l'importanza, dell'argomento- tabù 'ndrangheta al nord, altrettanto evidentemente rivelatosi "tranchant".
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Antonino Bonaccorso 2011-09-08 21:56
Voglio ringraziare tutti, ma sopratutto i dissidenti che hanno usato toni molto duri come Carmen che accusa me di mancare di etica comportamentale ; perchè, lei che ha fatto? Forse non ha letto che, senza esitare, ho chiesto scusa, qualora il mio commento su PG sia stato ritenuto oltraggioso. Figuriamoci se volevo offendere PG. E perchè mai? Carmen, l'offensiva sei stata tu perchè non dovevi e non potevi fare quelle esclazioni su un fatto che correva solo tra me e Pino. Il tuo è stato un arbitraggio. Ti sei offesa in base alla mia risposta e mi hai attaccato. Fa come vuoi. Io sono assolutamente convinto che la mia risposta alle tue esclamazioni sia stata molto pertinente ed opportuna. Peraltro, tu puoi considerare i miei commenti, nella forma che più ti piace. Non mi crea alcun disagio. Pino, non penso proprio che tu abbia perso la memoria ma ho solo pensato che con gli affari e con gli impegni che presuppone la tua professione ed il tuo daffare quotidiano, forse potevi non risordarti di me umile persone. Era solo questo. Carmen, questo aspetto,non è riuscita a coglierlo. Voglio ringraziare anche i consenzienti come FB perchè con la sua solita capacità di sintesi e di analisi non si è creato nessun preconcetto ma ha considerato il messaggio per quello che era ed è stato l'unico modo in cui andava guardato il mio commento. Pino, per maggiore chiarificazione , non ho mai avuto ne mai pensato di essere irriguardoso nei tuoi confronti perchè non v'è ragion d'essere. Semmai, l'unica cosa che posso suffragare è che qualche tono o qualche parola possa essere stata interpretata in modo difforme. Il tutto è stato da me chiarito in termini inequivocabili con l'aggiunta delle scuse per cui, ti chiedo per favore di non continuare sul tono del contrasto perchè sarebbe fuori "livello". Ma poi, Pino, siamo persone adulte, coriacee, non certo fragili, con un carico di vita e di esperienze notevoli, con un'ossatura collaudata, con una testa dura come la "nostra", con una maturità d'altri tempi ma legati da un affetto antico. Ti pare che averti ritrovato dopo oltre trent'anni, andavo ad attaccarti gratuitamente? No, non quadra. Ora, proprio perchè i commenti sono liberi, chi vuole continuare col tono del contrasto, è padronissimo di farlo ma non replicherò. Grazie Pino e cordiali saluti
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG545454 2011-09-09 10:39
Nino, sul nostro blog siamo abituati a non utilizzare eufemismi ipocriti o mezzi termini. Come scrivi tu stesso, siamo “teste dure” e difendiamo le nostre posizioni, quando le riteniamo corrette, con ostinazione e “ferocia”, distribuendo e prendendo mazzate a destra ed a manca. Basterebbe che tu leggessi alcune dispute fra me e pinoipp per rendertene conto. Spesso usiamo l’ironia, per “colpire l’avversario” o semplicemente, per strappare un sorriso a chi legge. È esattamente quello che ha fatto Carmen nei tuoi confronti: un commento caustico ma ironico. Niente di più. Cordialmente …
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # FB 2011-09-17 11:10
Un aggiornamento: un tribunale, quello di Milano, ha certificato per la prima volta, la settimana scorsa, "la diffusione capillare della 'ndrangheta in Lombardia...con la creazione di strutture organizzative in 16 comuni del Milanese, della Brianza, del Comasco e del Pavese, con una chiara gerarchia in rapporti organici e continuativi, ma anche complessi e variegati con la casa madre calabrese". Ma la vita continua...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG545454 2011-09-17 11:26
Ribadisco, ancora una volta, che mi risulta oscuro cosa abbia a che fare la diffusa presenza della 'ndrangheta in Lombardia con i temi che ho cercato di proporre. Non c’era bisogno della certificazione di un tribunale di Milano, per averne piena coscienza. Insisto nel richiedere a FB un articolo specifico sull’argomento, in modo che se ne possa dibattere in modo più approfondito senza volerlo forzatamente utilizzare come una specie di inconcludente contrapposizion e Nord – Sud.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # FB 2011-09-17 15:41
vmE' proprio il contrario che voglio dimostrare. Su questo riflesso del problema, vale a dire sull'omertà e sulla reticenza, non vi è alcuna contrapposizion e tra nord e sud: viene clamorosamente a cadere uno dei più importanti distinguo di "civiltà" tra le due aree, il sud soggiogato e il nord intollerante a forme di anti-socialità.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG545454 2011-09-17 18:22
Insisto: scrivi un articolo sull'argomento, così ci potremo meglio confrontare. Senza ricorrere a “La Chimera” o ai “Promessi Sposi”, avremo magari la possibilità di ricordare l’omicidio del Procuratore della Repubblica di Torino, Bruno Caccia, avvenuto il 26 giugno 1983, deciso e messo in atto dalla 'ndrangheta, già ben strutturata ed operativa in Piemonte. Se hai letto bene, ho utilizzato non a caso, l’espressione “inconcludente contrapposizion e Nord – Sud”. Affermare, come ho fatto, che NOI MERIDIONALI abbiamo precise responsabilità rispetto alla condizione del Sud, non significa affatto che il Nord sia esente da omertà e reticenze. Non l’ho mai pensato e, fino a prova contraria, non l’ho mai neppure scritto.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # FB 2011-09-18 02:23
Ci siamo quasi. Oltre alla "responsabilità" dei meridionali di essersene andati a milioni al nord o all'estero, non conosco studi o ricerche che ne indichino di altre degli stessi meridionali rispetto alle condizioni in cui si trova oggi il sud, se non generiche o per mera estensione (sarebbe pur sempre un problema dello Stato: e di chi altri ?). L'esempio che hai portato dei tedeschi ne dà conferma: nessuno è completamente esente da responsabilità, sono d'accordo. Esiste, pertanto, una gerachia di responsabilità: il partito nazista (che non è il popolo tedesco) per l'olocausto, la politica che tuttora divide nord e sud per la condizione del mezzogiorno, ecc. ecc.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # pinoipp 2011-09-18 09:02
Ben detto e ben scritto FB!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
-1 # PG545454 2011-09-18 12:41
Hai usato argomenti incontrovertibi li che mi hanno definitivamente convertito: noi meridionali siamo del tutto innocenti rispetto alle condizioni del Sud. La colpa, come sempre, è dello Stato!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # CARMEN 2011-09-18 19:49
Però credo, Francesco, che questo distinguo specifico riguardante l'omertà e la reticenza, tra Sud e Nord, riguardo la presenza e l'infiltrazione mafiosa non l'abbia in alcun modo sollevato PG nel suo articolo, dandone certamente scontata-
la conoscenza del fenomeno e in alcun modo negandola.
Credo che le argomentazioni sollevate per rimarcare delle corresponsabili tà che ,NOI TUTTI , meridionali non siamo esenti dall'evidenziare e criticare siano state di altro tenore.
Inoltre penso che le tematiche introdotte da PG non siano in alcun modo partite da una contrapposizion e nè latente nè evidente tra il SUD (terra anche di PG e mia) ed il NORD.
E' stata semplicemente una carrellata quasi cinematografica di fotogrammi con relativo montaggio sulla realtà meridionale, fatta da un meridionale. Se l'avesse fatta Tornatore, ci saremmo rispecchiati e lo avremmo condiviso.,
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # gustavo 2011-09-18 23:28
Carmen , la contrapposizion e nord –sud è insita nel ragionamento di PG. Facciamo un semplice ragionamento. Partiamo della evidenza che il nord è “messo meglio “ del sud. Se lo stato siamo noi ne deriva che gli abitanti del nord hanno più “virtù” di quelli del sud e che avendole fatte fruttare si sono costruiti delle condizioni di vita migliori.

Se il popolo del nord nel caso delle infiltrazioni mafiose, come comportamento, è esattamente uguale a quello del sud, possiamo dedurre che lo sarebbe anche di fronte ad uno stato patrigno ecc ecc…. e concludere, alla fine, che i due popoli sono molto simili. Quindi la prosperità del nord e la miseria del sud… dipendono, in gran parte, da problematiche che poco hanno in comune con le virtù dei due popoli
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # FB 2011-09-19 10:41
Il ragionamento si perfeziona.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # CARMEN 2011-09-19 12:40
Ma mi pare che in questo articolo e neanche nella prima parte siano mai state scritte o usate categorie quali meglio-peggio, nè raffronti tendenti a dimostrare la superiorità del Nord.
A meno che non le leggiate nelle intenzioni . Valutare certe situazioni che non vanno al Sud non implica di conseguenza che il Nord non mostri o non abbia le sue falle, che possono o non possono coincidere con quelle del Sud.
L'abusivismo non è certamente un sottovalore solo del Sud
magari avrà caratteristiche diverse legate alla massiccia presenza di industrie che sono più spregiudicate in questo senso, così l'inquinamento, presente al Sud come al Nord, avrà cause e modalità diversee conseguenze anche diverse sulle due popolazioni. Al Sud affondano sotto il nostro mare navi icon materiale tossico che proviene dalle industri del Nord, ci trattano come una discarica; al Nord non c'è il mare
e inquinano l'aria. Nessuno è perfetto, non è mai stata pensata questa perfezione del Nord.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG545454 2011-09-19 13:42
Come hai correttamente interpretato, il mio obiettivo era di stimolare una discussione su NOI MERIDIONALI, utilizzando, paradossalmente , un libro che mi ha molto interessato e che capovolge innumerevoli luoghi comuni rispetto alle “minorità” del Sud. Il fatto che il risultato del dibattito si sia rivelato un dialogo fra sordi, di cui – come spesso evidenzia il mio omonimo Ippolito - io sono un primario rappresentante, è un’ulteriore dimostrazione di quanto sia difficile ascoltare le ragioni degli altri e, soprattutto, essere disponibili a mettersi in gioco senza troppi pregiudizi.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # pinoipp 2011-09-19 14:27
I pregiudizi che dobbiamo sconfiggere sono quelli che anche in questo dibattito hanno serpeggiato ma sono molto diffusi in tutto il nord Italia, persino tra le persone meno sospettabili. La convinzione, cioè, che le popolazioni meridionali siano meno inclini di quelle settentrionali al rispetto delle regole e delle istituzioni, alla fatica del lavoro, a condurre una vita pulita (persino nel significato letterale del termine) e ordinata. Inclinazioni che avrebbero radici nella geografia e nel clima troppo generoso (santa polenta!), senza escludere la possibile contaminazione di sangue arabo o mediorientale, come noto, il più selvaggio e indolente dei prodotti umani ematici.
Molti, troppi, non sono neppure sfiorati dall'idea che la storia e i suoi condizionamenti sono in grado di dare perfettamente conto delle diversità che osserviamo.
Ecco da qui occorre partire, cara Carmen, per interpretare il significato della contrapposizion e nord-sud, al di là anche dalle certo ottime intenzioni di PG.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG545454 2011-09-19 19:32
Il pregiudizio fondamentale, che inquina tutto il resto, è quello dell’incapacità di dubitare, almeno per un momento, delle nostre radicate convinzioni che ci portano ad attribuire spesso – o addirittura sempre – la responsabilità di qualunque cosa a qualcun altro. La cultura di un popolo, nel bene e nel male, non si forma solo a causa di “incidenti” esterni che determinano, inesorabilmente , il suo destino nel corso dei secoli. Questa è una concezione tipica di una qualunque religione: ciò che accade è deciso da una volontà superiore che segue un suo imperscrutabile disegno. Dobbiamo accettare tutto, perché tutto ha uno scopo ed una finalità che non ci è concesso conoscere né comprendere. Io non sono credente e ritengo che la Storia sia frutto delle azioni delle persone, siano esse conquistatori o conquistati. Nel caso specifico, ribadisco per l’ultima volta che il Sud ha contribuito e continua a contribuire, per una sua piccola o grande responsabilità, a decidere il proprio passato, il proprio presente ed il proprio futuro. Se noi meridionali la smettessimo, finalmente, di sentirci sudditi di uno Stato solamente ostile e padrone, forse troveremmo anche il modo di cambiare le cose con le nostre mani, il nostro impegno, il nostro agire quotidiano.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Pinoipp 2011-09-19 19:41
... solo a causa di incidenti esterni ...
Prego precisare incidenti interni o altre cause.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG545454 2011-09-19 19:52
Le persone, come ho già scritto. La gente, gli individui, gli abitanti, gli esseri viventi che hanno modo di pensare, scegliere e decidere con la propria testa.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # pinoipp 2011-09-20 12:01
Ci siamo: sono insomma i meridionali la causa dei problemi del meridione. Se così fosse, ma penso e spero tu voglia rettificare la mia interpretazione , si tratterebbe di un'affermazione grave, ingenerosa, rozza, infondata (e finanche autolesionista) . Purtroppo questa opinione è largamente diffusa nel nord Italia.
Non può essere quello che pensi anche tu e mi scuso anche solo di averlo ipotizzato.
Più tecnicamente vorrei osservare che in un mondo ideale le persone dispongono di illimitata informazione e di illimitata conoscenza, cosa che consente loro di scegliere e decidere del tutto responsabilment e.
Nel mondo reale abbiano a che fare con diverse approssimazioni .
Giudica tu nel caso dei cittadini italiani e meridionali, in particolare.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG545454 2011-09-20 12:48
Le affermazioni che fai sono frutto di una tua grossolana ed infondata interpretazione . Mi sono veramente rotto i cabasisi nel continuare in una polemica che ognuno distorce a suo piacimento. Ribadisco, davvero per l’ultima volta ed in sintesi, qual è il mio pensiero: ANCHE noi meridionali abbiamo una corresponsabili tà rispetto ai problemi del Sud. Il comportamento di una persona come De Magistris nei confronti del ridicolo e mirabolante miracolo di San Gennaro fornisce a tutti un esempio lampante di ciò che intendo.

Più tecnicamente, ll mondo IDEALE non esiste per definizione, altrimenti coinciderebbe con quello REALE. Non lo è in Francia, in Svezia, in Polonia, in Cina, nello Zimbabwe e neppure in Italia e nel Meridione. Dobbiamo aspettare che lo diventi per scegliere e decidere responsabilment e? Evita pure di rispondermi, perché, su questo argomento, non intendo più intervenire. Grazie.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # CARMEN 2011-09-19 21:02
I pregiudizi spesso hanno una direzione biunivoca, possono cioè scivolare verso il pessimismo o verso un eccesso di ottimismo. Nell'uno e nell'altro caso, anch'io penso che non è sempre e solo la storia ed i condizionamenti da essa prodotti a determinare dall'alto i comportamenti degli uomini,
bensì anche l'organizzazione etica che una società riesce a darsi, a dispetto delle inveterate imposizioni o restrizioni strutturatesi nel corso dei secoli. Se ciò non fosse vero, nessun popolo sarebbe riuscito a liberarsi dal giogo delle dominazioni di un altro e ne avrebbe subito una totale influenza acritica.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # gustavo 2011-09-20 11:54
Cari Carmen e PG non condivido con voi ne l’analisi storica dei problemi del sud ne i metodi di lotta per cercare di risolvere i problemi in oggetto . Non credo di potere aggiungere gran che a quanto ho scritto nei miei due articoli. Qualunque processo di liberazione deve essere preceduto da una attenta analisi, da cui scaturiscano in maniera precisa i colpevoli , e quindi i nemici da combattere. Se si continua a dire che è (anche)colpa della “stuprata”, perché è molto bella e per giunta quella sera aveva una minigonna rossa… i problemi non si risolvono….

Non condivido con voi neanche i metodi di lotta. I vostri scaturiscono dall’idea che viviamo in uno stato democratico e che gli errori possono essere corretti dal suo interno. Secondo me viviamo in uno stato che di democratico ha solo la facciata e che il potere sia del popolo è solo scritto nella Costituzione. Noi viviamo in un “furbo” stato totalitario, disponibile a concederti qualche diritto solo sino a che gli conviene farlo. Per come la penso il volere correggere i comportamenti del popolo, se avesse successo, porterebbe solo alla realizzazione del “suddito perfetto”. Per assurdo, sino a che qualcuno butterà a terra le cicche, ci sarà ancora la voglia di infrangere le regole, di ribellarsi….
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # PG545454 2011-09-20 12:55
Caro Gustavo, per quanto mi riguarda sei liberissimo di continuare a pensarla diversamente da me e da Carmen. Non pretendo assolutamente che tu condivida una sola parola di quello che ho scritto. Come potrai leggere nel mio ultimo commento in replica a pinoipp, mi ritengo altrettanto libero di non proseguire in ulteriori ed inutili polemiche sull’argomento. Grazie anche a te.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # CARMEN 2011-09-20 15:45
Secondo me, Gustavo, Pino ed io sosteniamo proprio l'opposto del concetto insito nello stupro, proprio perchè bella e con la minigonna è colpevole.
Cioè riportato al nostro caso, proprio perchè martoriato e trattato da suddito il Sud, non possono costituire alibi o essere giustificativi ,questi fatti, di atteggiamenti di comoda rassegnazionee o adeguamento a regole che sfuggono ad un'etica c ollettiva di buon senso e di rispetto di valori sociali corretti e condivisi anche da dettami costituzionali.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # gustavo 2011-09-20 19:38
Carmen , vedo che non demordi, …calabresi testa dura…
Proviamo a cambiare percorso e vediamo dove arriviamo.

Lavoro nero e anche, se vuoi, grigio (un minimo di tasse pagate ed uno stipendio “reale” ridotto rispetto al minimo sindacale)
San Gennaro ha appena fatto " il miracolo" ed essendo di buon umore decide di farne un altro . Vuole abolire il lavoro nero al sud (non parliamo più del nord). Ovviamente nessuna altra cosa cambia e le condizioni in generale restano quelle attuali. Semplicemente non ci sarà più chi lavorerà o darà lavoro in nero
Tu, se vuoi , puoi fermarlo . Cosa fai?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # CARMEN 2011-09-20 19:50
Non lo fermo no! Dalla cessazione di questa piaga e di fronte ad un diritto acquisito, tanto di cappello a San Gennaro, perchè so che questo implicherà un duro colpo alla mafia, un aumento di legalità e un cambiamento di cultura.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # gustavo 2011-09-21 10:33
Non voglio tediare nessuno con sfilze di cifre, per chi ne avesse voglia un primo approccio può essere
portalecnel.it/.../...

Diciamo che nel meridione ( a grandi cifre ) il lavoro nero, nel 2006, era stimabile in circa il 20 % del totale, e che certamente questo valore è aumentato in questi ultimi anni a causa della crisi che tutti conosciamo.
E’ indiscutibile che sia un tumore maligno ma è , secondo me, altrettanto indiscutibile che la sua estirpazione , ipso facto, provocherebbe la “morte” del paziente. Quindi “pregherei “ S. Gennaro di farsi i fatti suoi. L’eliminazione del tumore va fatta per gradi con molte cure, date da una “saggia” politica, che rinforzino l’organismo e solo dopo passare all’estirpazion e.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # pinoipp 2011-09-21 13:59
Proprio oggi l'ISTAT rende noto che nel 2010 la quota di lavoro nero in Italia è stata del 10,3%!!!
Impensabile combattere questa piaga se non con intelligenza e gradualità. E' necessario mettere in campo politiche che facilitino l'emersione senza distruggere un pezzo così significativo dell'economia nazionale, non solo meridionale.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Carmen 2011-09-21 14:51
Su queste modalità di intervento terapeutico sono d'accordo con voi e, nel frattempo affiancherei delle politiche sociali e culturali che aiutino la consapevolezza del paziente e ne accelerino le capacità critiche e rivendicative dei diritti alienati.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Economista padano 2011-09-17 12:48
La mafia è stata importata al Nord dai fannulloni e delinquenti del sud. Il laborioso padano ha saputo trasformare la minaccia in opportunità, sfruttando la malavita meridionale per accelerare i processi di accumulazione capitalista che sono il vanto delle terre a Nord del Po.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # FB 2011-09-17 15:53
E.p., ti invito a leggere "La chimera" di Sebastiano Vassalli, il più famoso dei suoi libri: troverai, in questo romanzo storico, importanti notizie sulle prime mafie d'Italia (leggiti anche I Promessi Sposi), nonchè sull'area di nascita dell'abusivismo e dei condoni.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
-1 # PG545454 2011-09-18 13:25
Incredibile: adesso ci si mettono anche i burocrati di Bruxelles a colpevolizzare le innocenti regioni del Sud. Possiamo finalmente sostenere che “La colpa è dello Stato e dell’Unione Europea”.

ilfattoquotidiano.it/.../...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # Celtus 2011-09-19 18:11
Quante balle, smettetela di cazzeggiare terroni!
Persino un sinistro come Ricolfi lo dice: i terroni sono la palla al piede della Padania. Ci vuole così tanto a capirlo?
E come ci si libera di una palla al piede? Con un bel calcio in culo!
SECESSIONE ... SECESSIONE ... SECESSIONE!!!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # CARMEN 2011-09-19 21:21
Celtus, guardati i piedi e poi i genitali , non vedi qualcosa di strano? ...Eh, sì, ti manca qualcosa... sono le tue, che si sono spostate di sede stanche di sentirti dire cazzate.
Se ti giri facciamo in un attimo. E' proprio vero, ognuno è il miglior medico di se stesso!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
0 # eugenio 2011-09-20 14:17
L'avvincente querelle Nord/Sud ha trovato un adeguato,spero, approdo nell'elezione di miss ITALIA della bellissima BIVONA di SINOPOLI nei cui occhi risplende tutto il fascino della sua terra...italiana.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna


Ultimi commenti