Massimo D'Alema ha suscitato nuove polemiche rilasciando, ad un dibattito alla festa de l'Unità di Ostia, dichiarazioni che hanno irritato le associazioni gay e la stessa sua compagna (amica?) di partito Anna Paola Concia. Dice, tra l’altro, l’ineffabile chimera della sinistra italiana: “siamo in un Paese con una storia e una tradizione” e fin qui non ci sarebbe nulla di cui stupirsi o di cui lamentarsi. Se nonché aggiunge “nel quale la lotta per i diritti deve fare i conti con un ragionevole compromesso tra l'allargamento dei diritti per persone che convivono e la sensibilità di un mondo cattolico che si sente urtato”. Vediamo allora qual è alla data questo “ragionevole compromesso”, confrontando la situazione italiana con quella degli altri principali paesi.
In Francia la legge del 1999, du pacte civil de solidarité et du concubinage, definisce la nuova forma di unione (PACS), come un contratto tra due persone maggiorenni dello stesso sesso o di sesso diverso, e comporta una serie di obblighi per i partner, quali l’impegno a condurre una vita in comune, l’aiuto reciproco materiale, la responsabilità comune per i debiti contratti dalla firma del Pacs. In Germania l'istituto giuridico della convivenza registrata è stato introdotto nel 2001. La legge assicura pieno riconoscimento alla coppia dal punto di vista contributivo ed assistenziale, ciascun convivente può beneficiare ed essere inserito nell'assicurazione sulla malattia del compagno e conferisce gli stessi diritti del matrimonio in materia di cittadinanza. In Olanda il matrimonio è aperto alle coppie dello stesso sesso dal 2001. In Gran Bretagna il Civil Partnership Act è entrato in vigore nel 2005: riconosce alle coppie dello stesso sesso la possibilità di vincolarsi in una unione registrata assumendo lo status legale di civil partners. In Spagna il matrimonio è aperto alle coppie omosessuali dal 2005. Negli Stati Uniti l'accesso al matrimonio è competenza tradizionalmente delegata ai singoli Stati. Il primo Stato americano a permettere ai gay di contrarre matrimonio è stato il Massachusetts, nel 2004, il secondo il Connecticut. Legislazioni sulle unioni civili sono vigenti nel Vermont, nell'Iowa, nel New Hampshire, in California, nel New Jersey.
Questo quadro, di per sé, la dice lunga sul ritardo italiano. In Italia non esistono istituti giuridici che riconoscano e tutelino ufficialmente forme di unione familiare diverse da quella fondata sul matrimonio; viene impedito l'accesso all'istituto matrimoniale per le coppie formate da persone dello stesso sesso e, per le stesse coppie, l’adozione e la fecondazione medicalmente assistita. Di più, come noto, nonostante i richiami delle istituzioni europee, l'Italia non ha ancora adottato una legislazione in materia di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza omofobica e transfobica.
Nondimeno l’art.3 della nostra Costituzione garantisce che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Cosa impedisce allora all’Italia di attuare la sua Costituzione anche su questo terreno? “La sensibilità del mondo cattolico” dice D’Alema. In effetti questa “sensibilità” è tale per cui la Chiesa cattolica si oppone non solo al matrimonio omosessuale, ma a qualsiasi tipo di riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali o conviventi anche se eterosessuali. E tuttavia non ha potuto impedire che le cattoliche Francia e Spagna, come abbiamo rilevato, si dotassero di adeguate legislazioni.
La sessualità è parte integrante della personalità di ogni essere umano; dal suo pieno sviluppo dipende la soddisfazione di bisogni umani basilari come il desiderio di contatto, di intimità, di espressione emozionale, di piacere, di tenerezza, di amore. I diritti sessuali sono, perciò, diritti umani fondamentali ed universali. La sinistra, se vuole essere ancora tale, non può fingere di ignorarlo né mettersi al riparo di “ragionevoli compromessi” che nulla hanno di realmente ragionevole, cioè fondato sulla ragione e non su meri pregiudizi.







Commenti
Se diciamo che i tempi cambiano e che la Costituzione va modificata in certi passaggi questo è altro discorso. Non c'è da scandalizzarsi. Allargare alcuni diritti anche a quelle coppie conviventi in maniera stabile e duratura non sarebbe un errore a mio avviso. Quello che farei nei panni del legislatore è distinguere tra convivenza e convivenza. Assicurando alle coppie stabili i necessari diritti. Invitandoli a contrarre matrimonio. Perchè no ? Sia solo per motivi puramente civili. Anche nel caso delle coppie gay mi limiterei alla stessa distinzione, tra stabili e transoitorie. Anche se il discorso sarebbe più complicato, aprendo a scenari e problematiche al di fuori della coppia stessa, nella prospettiva di una piena parificazione. Quella per esempio dell'attribuzione di una prole (adottiva) a due uomini o due donne. Campo minato, e sul quale ancor più difficilmente, a mio parere, si può arrivare a trovare compromessi.
Il matrimonio civile dovrebbe essere un’altra cosa . Per evitare alzate di scudi lo chiamo “unione”.L’unione civile di due individui ( di qualunque sesso essi siano),dovrebbe essere la presa d’atto che costoro hanno deciso di convivere nel rispetto dei diritti e dei doveri derivanti dalla sottoscrizione di questo ” patto”. Il perché questi individui siano addivenuti a questa decisione … sono affari loro. (per amore, per sesso, per amicizia , per aiuto reciproco,….)
Si regolarizza una unione sopratutto per salvaguardare i diritti dei più deboli ( sopratutto i figli)ed anche altri diritti, tipo il succedere a contratti ( affitto, luce,...) al diritto di eredità, reversibilità della pensione,e tanti altri...altro che condominio!
Preferisco comunque, discutere proprio di DIRITTI CIVILI, ampliandone la valenza, piuttosto che di “DIRITTI SESSUALI”. Non vedo, infatti, che differenza valoriale esista tra la possibilità di essere tutelato nella mia scelta di “amare” rispetto a quella di decidere come preferisco che si concluda la mia vita.
È fuori discussione che in tutto questo l’influenza della Chiesa e di una parte molto consistente del pensiero cattolico continui ad avere una portata, a mio parere, deleteria e determinante. In generale, però, credo che ci si debba porre due diverse domande, entrambe squisitamente politiche. La prima riguarda la scelta tra un “compromesso accettabile” che ci consenta di instaurare una tutela, oggi del tutto assente, su temi quali le convivenze – omo ed etero sessuali -, la fecondazione assistita, il testamento biologico e quant’altro, e una posizione “radicale”, che insiste per ottenere, in questo Paese, diritti almeno pari a quelli che esistono, da tempo, in Nazioni molto più civili della nostra. La seconda, invece, riguarda le priorità. Nel disastro economico e sociale in cui ci troviamo, quanti italiani sono davvero interessati ai diritti civili rispetto alla perdita dei posti di lavoro, alla cassa integrazione, al diminuito potere d’acquisto dei salari, alla disoccupazione ed al precariato giovanile, alla sistematica distruzione della scuola pubblica e … chi più ne ha, più ne metta? Ritengo che si tratti di una minoranza esigua, poiché una maggioranza molto più significativa è preoccupata da quelli che, una volta, si chiamavano semplicemente “bisogni primari”. In un programma di Governo, dunque, mi aspetto che in cima alla lista si considerino altri argomenti, senza per questo voler sminuire il valore dei PACS o del diritto a morire come ci pare. Se io, oggi, dovessi impegnarmi in una campagna elettorale, terrei ben presenti le priorità di cui sopra. Ricordo, infine, che il potere legislativo è ancora una prerogativa del Parlamento e, in mancanza di una seria riforma elettorale, deputati e senatori continueranno ad essere nominati dalle Segreterie dei Partiti (tutti i Partiti, senza eccezione alcuna). Se non potremo scegliere chi ci rappresenta sarà davvero difficile dar voce ad “una sinistra che voglia essere ancora tale”. Se nulla dovesse cambiare, mi piacerebbe che il PD (e non solo il PD) si impegnasse in elezioni primarie per la scelta dei propri candidati alle prossime consultazioni politiche.
nelle loro vite.
Mi sembra, quindi, rilevante e socialmente avanzato lottare per la salvaguardia e la tutela delle minoranze e dei loro diritti, altrettanto quanto per coloro che minoranze non sono .
Se rapportiamo questo concetto anche alle pari opportunità tra donna e uomo, ci accorgiamo come in questo caso, il rapporto maggioranza - minoranza viene addirittura rovesciato a favore delle donne che, statisticamente rappresentano la maggioranza nella nostra società. Questo dato, tuttavia, NON HA MAI COMPORTATO UNA TENDENZA POLITICO - SOCIALE SERIA E INCISIVA A PRIVILEGIARE O QUANTOMENO CERCARE DI SPOSTARE L'ATTENZIONE CONCRETA VERSO LE PROBLEMATICHE FEMMINILI , iIN OTTEMPERANZA DEL PRINCIPIO COSTITUZIONALE DI PARI OPPORTUNITA' TRA UOMO E DONNA.
Sotto questo aspetto sappiamo quanto in Italia siamo indietro e quanto anche le grandi battaglie femministe degli anni d'oro si siano fermate al di quà delle barricate senza riuscire ad esitare in conquiste di grande respiro.
Il berlusconismo ha provocato un arresto del processo oltre che un riflusso e un arretramento del modello sociale femminile. Il Vaticano, con pochissime eccezioni, ha mostrato sempre una grande coerenza in questo, ha sem
pre eretto muraglie.
Concordo che le questioni giuridiche.... ma poichè derivano direttamente dalla classe politica che le ha generate... dobbiamo cambiare la classe politica per potere avere riforme volte all'evoluzione...
Anche io, assai più modestamente, la penso allo stesso modo. La storia del Novecento mostra a quali orrori può condurre la priorità dell'economia e il sacrificio delle libertà individuali.
rie di quella attuale. Come si può stabilire un ordine di priorità
dei bisogni se, oggi gli stessi sono così intersecati tra loro e interdipendenti ?
Se uno dei due soggetti che all'interno di una coppia di fatto
è precario o disoccupato è chiaro che la società, non solo dovrebbe farsi carico della mancanza del mezzo primo di sostentamento e dignità, quindi il lavoro ,ma nello stesso tempo dovrebbe difendere i diritti del soggetto derivanti dala sua condizione di maggior fragilità e vulnerabilità sociali.
Una sinistra che si occupasse contemporaneame nte dei due ordini di bisogni complementari farebbe un grosso passo in avanti nell'abbattimento delle barriere architettoniche strutturate nel pensiero collettivo che ha subito una distorsione nel tempo provocata dall pensiero dominante quello economico e finanziario,
Quello religioso, come dicevo prima, ha subito un processo di cristallizzazio ne, per il quale le istanze della società moderna non riescono ad essere penetranti e stimolanti.
Alle più che condivise argomentazioni di Carmen aggiungo che l'errore più frequente di certa politica, a mio avviso, è di volerla fare con la calcolatrice. L'alfiere di questo modo di intenderla è proprio il neo Vice Conte Max. Con chi ci si deve alleare per vincere le elezioni (poco importa per fare che)? Cosa mi fa guadagnare più voti, questo argomento o quest'altro?
Non sono bastate le tante legnate, dalla vittoria di Vendola in Puglia alla elezione di De Magistris a sindaco di Napoli, per suggerire un cambio di rotta.
sia da imputare ad un partito in particolare, è tutta la sinistra in blocco un pò latitante, con qualche eccezione, tra cui Marino del PD, Vendola, la Bindi. Il problema è che sono del-le tematiche che non sono mai in agenda come temi di rilevanza, di cui ogni giorno, ci si debba mettere attorno ad un tavolo di una qualche" commissione lavori" per discuterne, come si dovrebbe fare per tutti gli altri problemi
più impellenti, che tu hai già citato.
Poi, cosa succede, che prendiamo un esempio, "a caso", il dramma Englaro, tanto per citarne il più significativo e crudelmente emblematico: poichè non ce ne si è mai occupati abbastanza e di fatto manca una legislazione chiara e condivisa, scoppia il caso, le coscienze si dividono con strappi laceranti, si trovano imputati e colpevoli scavando nei
dolore più profondo delle persone, speculandoci anche sopra, tanto per non perdere la sana abitudine di cavalcare qualunque situazione offra spunto per recimolare consensi e raggranellare voti . Il problema è che siamo nel 2011 ma , la stanza degli orrori è sempre pronta per gli aggiornamenti!
Per concludere, siamo sempre e, per qualunque tema, soltanto in una continua "emergenza" a cui non si danno le giuste risposte.TUTTI COLPEVOLI E COMPLICI SILENTI
Sbagliano militanti e attivisti se fanno campagna elettorale per persone e programmi che non contemplino anche i diritti civili oltre quelli sociali.
Oppure non li richiediamo nei programmi perchè li riteniamo scomodi ai fini di una vittoria elettorale?
L'hanno votato solo persone, anche esterne al PD, interessate a che queste tematiche vengano sgusciate dagli involucri di ambiguità, di ogni genere e matrice, che li avvolgono.
Era solo un paradosso, ovviamente. Di Mourinho conosco solo il nome, il cognome e la professione. Mi basta, però, per preferirlo a D’Alema!
desidero informarLa che la pubblicazione dell’articolo “Diritti Negati”, a firma di tale Pino Ippolito, ha arrecato un gravissimo nocumento alla morale ed al comune senso del pudore che dovrebbero sempre caratterizzare ogni Nazione civile. Invece di seguire l’illuminante esempio del nostro Presidente del Consiglio, come benissimo illustrato nell’opuscolo da ESSO stesso all’epoca inviato a tutti gli italiani, l’autore, come e peggio dell’IKEA, dimentica che "… Il termine famiglia usato nel testo è lesivo della Costituzione italiana, perché per essa si deve intendere solo quella formata dal matrimonio tra uomo e donna …"
Considerato quanto sopra, Le comunico che ho già incaricato i miei avvocati, La Volpe e Lo Gatto, di sporgere immediata querela nei Suoi confronti, per ristabilire la preminenza del diritto contro le falsità e l’evidente disprezzo della moralità che l’articolo in questione ha posto in essere.
2. Contrariamene a quello che forse si può ritenere, temi come quello del testamento biologico sono di grandissimo interesse per la grande maggioranza degli italiani.
3. Si può parlare di priorità in presenza di risorse limitate e concorrenti. Preoccuparsi del lavoro che manca e, insieme, del diritto di una minoranza alla propria felicità o del diritto di tutti a vivere e morire in accordo alle proprie convinzioni non genera alcun conflitto di attribuzione di risorse. Anzi, secondo la già citata Concia ed io condivido, le società dove i diritti civili sono maggiormente tutelati sono anche quelle più avvantaggiate sotto il profilo del benessere economico.
(*) Non posso qui tacere che ciò che la Germania ha fatto in pochi anni per la riunificazione tedesca non è stato neppure tentato dall'Italia, nei suoi primi 150 anni, per la convergenza economica tra il nord e il sud.
2. Argomenti come il testamento biologico interessano, purtroppo, una minoranza assoluta del Paese. E quelli che sono interessati, in questo momento, forse hanno altro per la testa.
3. Le risorse, quando si prepara e si presenta un programma di governo agli elettori, DEVONO essere necessariamente ben dosate. È fondamentale basarsi su pochi punti, chiari, comprensibili e pragmatici. Vogliamo ripetere il clamoroso errore del programma di 270 pagine di Prodi?
Accetta la mia scommessa e, al momento giusto, leggendo i programmi presentati agli elettori, capiremo chiaramente chi ha ragione. Ti ricordo che la discriminante di basa sulle PRIORITÀ.
interessano non una maggioranza ma tutti, condividendo allo stesso modo la realtà della morte.
Pazienza
Accetto volentieri la scommessa ma ... vorrei prima capire su cosa e qual è la posta in gioco!
Sempre a disposizione per le tue domande!
La scommessa è la seguente: verifichiamo, nel corso della prossima campagna elettorale, i programmi delle diverse coalizioni o, se preferisci, dei singoli Partiti, per capire se e quanto i “diritti sessuali” ne facciano parte e quale enfasi verrà ad essi assegnata. Scegli tu stesso un giudice terzo e stabilisci la posta in palio. Sarei, ancora una volta, molto contento di perdere ma temo proprio che non sarà così.
Visto che sei così disponibile nei confronti delle mie domande, fai una cosa molto facile: considerale una alla volta e, semplicemente, RISPONDI. Grazie.
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