L’introduzione di un argomento equivale ad una giustificazione che si esibisce per un’assenza; io mi assento e senza firma del genitore continuo iniziando dalla fine e scusandomi, per l’azzardo, quando affermo: Cristo esempio di follia etica, Van Gogh di follia estetica. Le due passioni separate migliorano il mondo, unite lo trasformano profondamente. La divisione che specchia quelle (anima/corpo; lavoro manuale/intellettuale) è all’origine dell’alienazione tutta interna all’individuo: androginia perduta nel passaggio dall’uno per tutti (collettivo) al tutto per uno (privato), il cui recupero separato da luogo a due estremi: la follia estetica (arte), la follia etica (mistica). Non, quindi, un aut-aut, ma la fusione delle due dimensioni al fine di restituire un uomo reale, prodotto dal concretarsi delle sue potenzialità, tenute ancora separate ed astratte, come due poli inconciliabili. A tal fine risulta essenziale l’intervento dell’attività lavorativa a tutto tondo, per modellare ed elevare lo spirito a quell’unità di etica ed estetica per restituire l’uomo con tutte le qualità connaturate ed inerenti la sfera materiale – cognitiva: incastro di passioni per evitare il collasso entropico dell’individuo, già in atto, schiacciato com’è a ruolo di consumatore sfruttato. Fitto intreccio fra le due dimensioni per lo scambio dei reciproci contenuti pur di consegnare una figura umana, che nelle inevitabili e positive trasformazioni, conserva la sua integrità antropologica.