LO SBAVAGLIO

...perché le libere opinioni contano

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Quello che le donne non scrivono

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Capita molto spesso di leggere e di ascoltare donne che denunciano - con ragione e con forza - le discriminazioni presenti, a loro danno, nel mondo e in Italia. Le loro rivendicazioni, in generale, non presentano un deciso orientamento politico: di sinistra, centro, o destra  che siano, le rappresentanti “dell’altra metà del cielo” sembrano molto unite nell’evidenziare gli squilibri presenti nella società moderna e nel richiedere “pari opportunità”. Hanno ragione? Non c’è dubbio, lo dimostrano inequivocabilmente i numeri e le statistiche.

Le donne sono svantaggiate in tutti gli aspetti della vita sociale: le gravidanze, che incidono molto sulla carriera, il doppio lavoro richiesto loro per la cura della famiglia, degli anziani e dei figli, le molestie cui sono soggette, le violenze - familiari e non -, la differenza tra i diritti apparentemente garantiti e quelli effettivamente praticati. E, ancora, l’impossibilità di  andare oltre il famoso “tetto di cristallo”, che consentirebbe loro una gestione effettiva dell’esercizio del potere economico e politico, il sistema complessivo che non premia il merito e le competenze, ma predilige piuttosto un modello molto maschile di coinvolgimento totale nel lavoro. Mi sembra inutile continuare – e si potrebbe – con un elenco quasi infinito, ben supportato da studi analitici e incontestabili.

Dalla sua nascita fino a oggi, “Lo Sbavaglio” ha registrato una presenza e una partecipazione femminile praticamente irrilevante. A fronte di un discreto 29,03% di donne che si sono registrate come utenti, si riscontra un deprimente  8,89% di commenti riconducibile a lettrici e un DESOLANTE 2,18% di autrici di articoli pubblicati. Anche “Lo Sbavaglio”, dunque, nel suo piccolo, è rappresentativo della realtà delle donne italiane. Parafrasando il Manzoni, mi rivolgo non ai suoi ipotetici venticinque lettori ma alle mie sole quattro lettrici, ponendo loro una semplice domanda: perché? Poco tempo disponibile, poco interesse, pochi stimoli?

Forse, però, si utilizzano fin troppi stereotipi. È possibile che, oltre a fondatissime e oggettive motivazioni, esista anche una responsabilità femminile che, sia pure non decisiva, facilita e incoraggia lo status quo? È possibile che le donne, quando chiamate a partecipare pariteticamente a un’iniziativa “politica”, si tirino indietro, quasi schernendosi da sole? Siano presenti ma rifiutino, in modo più o meno consapevole, di diventare esse stesse protagoniste? Che sia più facile lamentarsi, come tanti in Italia, ma fare poco o niente per ribellarsi e provare a cambiare davvero le cose? Io ho questo dubbio, e lo dichiaro pubblicamente, a costo di raccogliere invettive, insulti, maledizioni e bolle di definitiva scomunica. Eppure, in tante situazioni di crisi aziendali e di iniziative che i lavoratori sono stati costretti a mettere in atto per ottenere un minimo di visibilità, molte donne hanno mostrato di essere migliori, di riuscire a parlare, a chiedere, a gridare, a contestare, a inventare proposte che la fantasia di nessun maschio sarebbe stata in grado di concepire.

E allora? Perché, nel nostro caso,  ci siete ma rimanete nascoste, vi fermate dietro le quinte, leggendo e, qualche volta, commentando ma senza mai scrivere come la pensate?

Non vi interessa quello che viene pubblicato? Scrivete di argomenti più interessanti o, almeno, fateci sapere a cosa siete interessate! Siamo troppo “intellettualoidi” e non affrontiamo abbastanza i problemi di ogni giorno che vi coinvolgono più da vicino? Processateci e condannateci senza remore! Non vi divertite? Divertitevi a divertirci. Il Direttorissimo è un maschio sciovinista che vi discrimina? È vero, condivido: contestatelo senza pietà! Non sopportate la politica dei due forni di Pino Cangemi/Gangemi, eletto con la Polverini nel Lazio eppure critico – si fa per dire – con l’attuale maggioranza? Sputtanatelo!  Vi sembra che XTalk/CrossTalk sia completamente fuori di melone? Avete ragione, scriveteglielo senza mandarlo a dire! Vi sentite oppresse dall’invadenza logorroica di Morfeo? Vi capisco, fatelo capire anche a lui! Vi siete stufate dell’azzeccagarbugli calabrese, Avv. Ciccio Barbaro? Pensate a me, che lo conosco e lo sopporto da una vita! Diciamoglielo insieme! Detestate il catto-comunismo di Biondo Menicotti e di  Piero Calcagno o, viceversa, l’anti-clericalismo dei vari Ippolito, Marra, Barbaro, Catalano, Gangemi e via di seguito? Anch’io – soprattutto quello di C/Gangemi – eppure le mie minchiate su “Lo Sbavaglio” le scrivo lo stesso!

Non sopporto più le vostre motivazioni pretestuose e mi sono definitivamente stufato di sentire affermazioni del tipo “non sono capace”, “non me la sento”, “non ci riesco” e quant’altro. Se davvero è così, smettetela per favore con le vostre lagnose litanie sulla società maschilista che vi reprime: accettate, finalmente, il vostro ruolo subalterno e non rompeteci più i cabasisi! In tal caso, mi schiererei definitivamente dalla parte di Vergassola che nella trasmissione della Dandini, “Parla con me”, ha fondato la corrente dei “fighiani” e rivendica la presenza di più “gnocca”. O, ancora, chiederei di aggiungere un ulteriore punto ai sette che sintetizzano la natura e le finalità del Movimento per la Sinistra, mutuandolo dall’On. Cetto La Qualunque che auspica, come peculiarità discriminante ed essenziale del suo programma politico, “CChiu pilu pe’ tutti!”.

A nome di tutti i maschi oppressori de “Lo Sbavaglio”  vi invito, amatissime lettrici, a farci capire, a dire la vostra, a discutere, a coinvolgere le vostre amiche, a partecipare, insomma. Perché solo l’agire di questo verbo significa, come cantava Giorgio Gaber, essere liberi. Ricordate?  “… la libertà è partecipazione …”.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Giugno 2011 12:37  

Commenti  

 
0 # francesco barbaro 2010-05-15 14:36
Tutto sommato hai fatto bene ad aprire l'argomento. Non so sotto quale aspetto considerare la questione, se è un caso o semplice libertà di fare quello che si crede, perchè so che il sito è seguito da donne che nulla hanno da dimostrare. Eppure anch'io ho invitato più volte e anche pregato amiche e conoscenti a pubblicare articoli, ma, a quanto pare, senza grandi risultati. Per quanto mi riguarda, nonostante abbia fatto di tutto per non far sapere in questo contesto che lavoro faccio, visto anche il tenore dei miei contributi, sei riuscito a sputtanarmi dandomi dell'azzeccagarbugli .
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0 # PG 2010-05-15 15:03
Era un complimento, Ciccio: solo un complimento!
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0 # valeria 2010-05-15 15:39
Quello che gli uomini non capiscono.
Sono stata in disparte, ho guardato, letto, riso, condiviso, dissentito. Mi sono formata opinioni laddove l’argomento mi interessava, me ne sono altamente fregata laddove l’argomento non mi toccava affatto. Sono una donna che non si espone? A dir la verità non mi è mai stato detto. Fino ad oggi.
Le donne, come giustamente scritto nell’articolo di Pino Gangemi, sono sempre state svantaggiate nella vita sociale, familiare, lavorativa. La loro posizione ai margini è dipesa da una serie di fattori, primo fra i quali la superiorità fisica dell’uomo che gli ha sempre permesso di imporsi e di imporre le proprie decisioni; seconda la differenza genetica che ci divide e che rende noi non solo donne ma anche madri con tutte le responsabilità e gli oneri che una gravidanza ed una maternità possono portare e che non saranno mai comparabili a quelli maschili.
Nel corso del tempo le donne si sono ribellate, si sono unite, si sono rese consapevoli, hanno avanzato richieste, hanno manifestato rabbia e orgoglio, hanno dimostrato di essere intellettualmen te e moralmente pari agli uomini.
Mi chiedo: ma gli uomini hanno capito perché questa lotta è stata portata avanti? Qualcuno pensa che ciò che chiediamo sia essere come voi, lavorare come voi, parlare come voi, contare quanto voi. Ma sbagliano. Perché in tutti gli esempi che ho fatto “voi” siete sempre l’elemento di comparazione.
Le donne vogliono essere donne, vogliono lavorare, voglio avere diritto di parola, vogliono poter comandare. Vogliono POTERLO FARE e non farlo. Ciò che le donne in questi anni hanno rivendicato è un diritto non un dovere, è la libertà non l’omologazione. Dal vocabolario della lingua italiana: “libertà: lo stato di chi è libero da vincoli”.
Ora, mi rivolgo a voi, uomini dello Sbavaglio: l’unico modo che ho di essere considerata come una persona impegnata, interessata e viva è scrivere su questo blog? Non ho altri modi di espormi e di manifestare le mie idee che rivolgermi a voi che per quanto facciate i moderni e i “femministi” continuate a dimostrare che tutto gira intorno a voi. Ciò che vi interessa non è tanto la vera e genuina partecipazione delle donne a questo progetto quanto la possibilità di affermare che siete portatori sani di “parità sessuale”. Allora, se volete davvero esserlo fateci un piacere: scrivete e lasciateci LIBERE di scrivere quando ne abbiamo voglia e di esercitare il sacrosanto diritto di fregarcene.
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0 # Pino Gangemi 2010-05-15 22:00
Cara Valeria, nonostante io ti possa apparire come un moderno “femminista”, in termini non propriamente positivi, ti assicuro che non lo sono affatto. Io non mi schiero – e non potrò mai schierarmi del tutto – dalla parte delle donne, semplicemente perché appartengo all’altro sesso, con tutte le conseguenze e le differenze che ciò comporta. Differenze fisiche, psicologiche, emotive, storiche, culturali, comportamentali che esistono e che rivendico, ritenendo che vadano riconosciute e valorizzate in termini oggettivi. Non voglio essere come voi e non ho alcuna stima delle donne si comportano come gli uomini, esasperandone, spesso, i difetti.

Alla stessa maniera, potrei dirti che non capisco – e non potrò mai capire del tutto – la condizione di un immigrato extra comunitario, perché dimostrerei un’inaccettabil e arroganza e presunzione nell’immedesima rmi in uno status così lontano e complesso, dato non l’ho mai vissuto sulla mia pelle, in prima persona. Dunque, in questi casi, sono solo uno spettatore, non un protagonista. Ciò non significa che io non desideri capire, non voglia provare a guardare il mondo con gli occhi dell’altro, pur nella consapevolezza di rimanere comunque un po’ miope. E, per capire davvero, a mio parere, occorre avere l’umiltà di domandare a chi ne sa di più, a chi appartiene a quell’insieme di “persone” che non sono io ma che, come me, condividono la vita delle altre “persone”.

Nelle specifico, mi sono posto e ho posto alle donne alcune domande. Questo significa che “… l’unico modo che hai di essere considerata come una persona impegnata, interessata e viva è scrivere su questo blog …”? Faresti un torto alla tua e alla mia intelligenza, se davvero la pensassi così. Anch’io “… ho guardato, letto, riso, condiviso, dissentito. Mi sono formato opinioni laddove l’argomento mi interessava, me ne sono altamente fregato – SPESSO - laddove l’argomento non mi toccava affatto …”, esattamente come te. Ma ho liberamente scelto di utilizzare la lettura, le risate, il dissenso per esprimere con la parola scritta le mie opinioni. Tu, come molte altre, hai preferito non farlo e, di conseguenza, sei certamente una donna che non si vuole esporre su “Lo Sbavaglio”. Hai ragione, ciò che mi interessa “… non è tanto la vera e genuina partecipazione delle donne a questo progetto …”. Mi interessa molto, invece, CAPIRE PERCHÉ HANNO DECISO DI NON FARLO. A questa precisa domanda NON hai risposto, per cui resterò l’ignorante che sono su questo e su tanti altri argomenti. Rimane intatta la vostra sacrosanta LIBERTÀ di scrivere quando ne avrete voglia – al momento, praticamente MAI - e di esercitare il sacrosanto diritto di fregarvene.

Ti abbraccio.
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+1 # Rosanna Di Corrado 2010-05-15 22:22
Sono molto in sintonia con Valeria. Voglio essere libera di espormi dove e quando voglio. Alla domanda specifica di mio marito rispondo che non amo questo tipo di comunicazione. Preferisco parlare, ascoltare le voci, vedere fisicamente le persone e stare con loro. Perché sono una donna? No, perché sono Rosanna.
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0 # PG 2010-05-16 13:34
La risposta di Rosanna è chiara, precisa, incontestabile. Esprime una valutazione che riguarda una preferenza soggettiva sulle modalità della comunicazione. Quello che non so, è se davvero la sua sia una posizione individuale o comprenda una parte significativa dell’universo femminile. Riprendendo, in parte, le argomentazioni di bisonte zoppo, è possibile, mi chiedo, che molte donne preferiscano parlare, piuttosto che scrivere?
Valeria, ad esempio, ha scritto quello che, per caso, è solo un commento ma, in realtà, avrebbe potuto essere un bellissimo articolo. E, personalmente, ne sono molto contento, anche se è stata necessaria una “provocazione” forte perché esprimesse la sua opinione. Lo ha fatto con estrema decisione, spiegando e argomentando molto bene punti di vista che a molti uomini – me compreso, magari – non apparivano così evidenti. Ciò non toglie, ovviamente, che nel merito io rimanga del parere che ho già espresso e che confermo.
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0 # Mariella 2010-05-15 22:27
RAGAZZI!
NON HO TEMPO!!!!!!!!!! !!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!!!!!!!! !!!!
Suocera 86 anni con ferita gamba da curare 2 volte al giorno
Mamma con 81 anni a 50 km di distanza da coccolare un po’, oggi devo scendere e portarla ad Acqui a trovare sorella ammalata.
Devo lavorare almeno 8 ore al giorno.
RSU di Agile di Ivrea , che mi succhia una quantità di ore infinite
Marito che non sa cucinare, non si cura di bollette, conti, dichiarazione redditi, ecc.. e comunque lavora 10-11 ore al giorno.
Baita in montagna - carina - con orto che succhia energia e weekend. Piattume serale della serie proprio non ho energie.
Scrivilo tu nel sito...
Baci, Mariella (se non fosse chiaro, sono di corsa!).

P.S.
Dimenticavo: oggi fatto 2 lavatrici con stesa panni ritiro panni, una lavastoviglie, cucinato per il weekend e dato al marito, avuto a pranzo suocera, fatto spesa, sto facendo conti rimborsi con angoscia perchè devo fare altre cose tra cui note alla stampa per manifestazione di lunedì a Torino, e nota al personale e avvocati, ecc....................
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0 # pinoipp 2010-05-15 22:52
Brava Mariella! Hai reso perfettamente l'idea! La vita è fatta di priorità.
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0 # PG 2010-05-16 13:35
Mariella, ti ho preso in parola e ho pubblicato le tue considerazioni sul blog a tuo nome (a firma solo Mariella, ovviamente) con qualche insignificante modifica rispetto all’originale. Permettimi una replica che, credo, ha una valenza più generale. I motivi che esponi sono concreti, razionali e condivisibili. In realtà, però, significano forse qualcosa di diverso da quello che si capisce a una prima, superficiale, lettura. Tralasciando i “perché”, il punto davvero importante è l’incipit: NON HO TEMPO. Sono molto perplesso rispetto a questa semplice frase che, più correttamente, dovrebbe essere completata in NON HO TEMPO PER SCRIVERE SUL BLOG “LO SBAVAGLIO”. Quando ritieni, infatti, che la priorità del fare qualcosa sia molto alta, il tempo lo trovi o lo devi trovare. L’esempio più banale, e che più spesso mi è capitato di ascoltare, riguarda i libri. Io li amo e li leggo, non potrei farne a meno. L’ho sempre fatto, anche quando trovare il tempo necessario non era proprio facilissimo. Se capita di discutere l’argomento con amici o conoscenti, sono in molti a sostenere la tua stessa tesi: “mi piacerebbe leggere, ma, purtroppo non ho tempo.”. Scusa la franchezza, ma dichiarazioni di questo genere sono delle colossali minchiate: se una persona ci tiene davvero a leggere un libro, perché ama la letteratura e ne trae piacere, ridefinisce le sue priorità riuscendo certamente a riprendere – poco o tanto - quella che per me è un’imprescindib ile necessità. Dunque il problema vero non è la mancanza di tempo ma le cose che più ci importano rispetto a come intendiamo utilizzarlo.
Ciò premesso, riconosco senza alcuna remora, che anche per te vale un principio di assoluta libertà. Esistono, evidentemente, attività molto più importanti a cui hai deciso – per scelta o per dovere - di dedicarti.
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0 # Morfeo 2010-05-15 23:58
MAGARI POCHE SILENTI , QUANDO LO DECIDONO E STUPENDAMNTE CHIARE ED ESPRESSIVE E SOPRATUTTO NON SONO LOGORROICHE W LW DONNE E RISPETTIAMO LA LORO AUTONOMIA ALMENO QUELLA
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0 # Gauss 2010-05-16 00:20
L'analisi del C/Gangemi ben più brillante e consequenziale sarebbe stata se egli non avesse limitato alla seconda cifra decimale le statistiche introduttive e vi si fosse spinto almeno alla terza.
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0 # PG 2010-05-16 13:36
Gauss ha certamente ragione, se non altro per il rispetto assoluto che comporta il suo pseudonimo. Provvedo subito a colmare la lacuna:
donne registrate come utenti 29,03225806451%
commenti riconducibili a donne 8,89328063241%
autrici di articoli pubblicati 2,17864923747%

Aggiungo che i dati mi sono stati forniti dal Direttorissimo Ippolito, dunque vanno presi con le molle. Non li utilizzerei per una pubblicazione su “Nature”.
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0 # bisontezoppo 2010-05-16 02:28
a Pino Gangemi
Capisco il tuo punto di vista, che mi sembra più chiaro nella replica a Valeria. Avresti voglia/bisogno di confrontarti anche con le donne, ma veramente sembrava quasi le volessi costringere e non si capiva il senso di un'esigenza reale.
Non so esprimere un'opinione precisa, ma quello che pensavo assomigliava al commento di Rosanna Di Corrado con delle significative differenze: Rosanna spiega le sue preferenze in base alle sue caratteristiche di persona-Rosanna e nega siano dovute alla sua femminilità. E' uno degli aspetti più incomprensibili della femminilità vista dal maschile: le donne si sentono innanzi tutto delle persone e poi anche - o nel migliore dei casi insieme - delle donne; gli uomini tendono a vedere nelle donne innanzi tutto appunto delle donne e poi - a volte - le riescono a concepire come persone.
Insomma forse, per motivi che non mi sogno di indagare, questo strumento é intrinsecamente più adeguato al maschile che al femminile. Del resto quante cose amate dalle donne risultano tossiche per la maggior parte degli uomini?
Nei commenti femminili intravedo la presenza di insidiosi ma necessari stereotipi: da dove arriverà, alura, la liberazione?
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0 # XTalk 2010-05-16 11:15
Appena uscito l'articolo del'incauto C/G l'ho mandato per conoscenza a un certo numero di amiche mie (poche per verità, non sono popolarissimo nell'altra metà del cielo - ma se è per questo nemmeno nella mia :-)), invitandole al commento. E' vero che l'obiettivo principale era di dare una mano al povero C/G ormai ridotto a questi mezzucci per cercare contatti femminili, ma è anche vero che delle mie amiche nessuna ha commentato: di alcune di esse giungo anche ad immaginarmi il pensiero che non riferisco per non distruggere totalmente in pubblico la mia immagine...
Aggiungo anche che, grazie ai mezzi da grande fratello a nostra disposizione, sono in grado di comunicare con certezza che l'articolo è stato letto ieri 80 volte, assolutamente non male per i nostri standard: non siamo però riusciti a determinare il sesso dei lettori.
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0 # PG 2010-05-16 13:38
XTalk, sostieni l’insostenibile : che tu possa ancora avere delle amiche donne – sia pure poche – mi risulta incomprensibile quasi come il quarto segreto di Fatima.
Aggiungo che ieri l'articolo è stato letto per 76 volte da me medesimo. Per il resto, non so.
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0 # Maurizio G. 2010-05-16 19:54
Se tu mi domandassi: “si può ragionevolmente sostenere che Minzolini non abbia peli sulla lingua anche in caso di mancata depilazione culare del premier?”, mi sentirei di azzardare una risposta. Ma qui si tratta di affrontare i massimi sistemi, sforzi inani, verità insondabili. È il mistero dell'eterno femminino, caro mio. Che vuoi farci ... e comunque, se proprio dovessi buttarla lì - un po’ per celia, un po’ per non morir - direi che hanno problemi più importanti per la testa. e quindi, caro compare, avremo sempre campo libero noi maschi per continuare a disquisire sul numero dei peli del suino, come se ancora potesse mettersi in discussione il responso dei più recenti contributi scientifici - vedi uno degli ultimi numeri di Nature - che confermano antichi e risaputi detti popolari, sempre forieri di grandi certezze. E ora ti lascio, fratello, sulla tua lunga e perigliosa via per Damasco, perché la mia signora - e cerca di cogliere in tal guisa una risposta ai tuoi amletici quesiti -, ella, dicevo, mi invita a raggiungere prontamente il locale ipermercato per rifornire il desco dei necessari zucchini. E questa è la vita, tutto il resto è noia.
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0 # ciccio 2010-05-16 21:06
Alla fine però mi sento di concordare con Pino G. Nulla da dire nei confronti delle donne che seguono lo Sbavaglio che, a seconda dei punti di vista, può essere indifferentemen te considerarto un fatto importante o una cazzata, ma, nell'anno di grazia 2010, la sostanziale assenza di esternazioni femminili su questo sito, mi imbarazza non poco, sembrandomi riproporsi anche qui la tradizionale separazione della società in campi di intervento tra maschi e femmine.
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0 # XTalk 2010-05-17 00:08
La mia signora afferma che è perché come i pavoni che fan la ruota per attirar le femmine che il MQM (maschio quadratico medio) si esibisce in sudori letterari in cibernetici agoni: elle, com'è noto, non ne abbisognano...a onor nostro il grande Dawkins afferma che ben si esibisce l'audace volatile, ma a rischio della sua stessa vita, sprezzante dei predatori, che attira ben più delle femmine: egli vuol significare: guarda come son forte, sprezzo il pericolo! Mescola con me i tuo DNA! Che sia anche il caso nostro dubito...
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0 # UBRIS 2010-05-17 18:47
Caro Pino la libertà richiede tempo ed energie … forse scegliamo di spenderle nei contatti reali e non in quelli virtuali.
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0 # ALADINO 2010-05-18 19:45
Accidenti, Pino! Che problemi ti fai! Ma cerco di darti una risposta ovviamente molto personale. Io sono molto lenta di natura, non so se perché sono una donna … Leggo alcuni articoli dello Sbavaglio, quasi tutti già con tanto di commento. Leggo i commenti e mi dico: perbacco, ha detto quello che avrei detto io. Così non mi metto a parafrasare un commento nuovo. Forse ho poche idee su certi argomenti.
E ancora: adoro stare dietro le quinte. Anche da questa posizione si fanno cose pregevoli. E non mi lamento per starmene lì. Non mi sento discriminata in quanto donna. E’ una mia scelta. So per certo che se dovessi lottare in prima linea per qualcosa di veramente urgente, avrei le energie e troverei parole e mezzi per farlo.
E per finire: mi piace scrivere. E lo so anche fare. Ma scrivo storie e racconti. Nessuna poesia. Nessun articolo di opinione. Non mi vengono.
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0 # XTalk laltro amministratore 2010-05-19 09:50
Aladino, scopro con piacere che sei donna, fino ad oggi eri un essere misterioso citato di tanto in tanto dal C/Gangemi quando voleva farsi bello. Guarda che a noi storie e racconti vanno bene, benissimo, più che bene, abbiamo perfino quadri, oltre che poesie.
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0 # Angela Del Prete 2010-05-20 00:30
Onestamente non so se il vero problema di fondo sia il sentirsi “discriminati”.
Tralasciando le violenze, Pino parla di discriminazione sulla gravidanza: ma è veramente uno svantaggio provare la sensazione di sentire una vita crescere in se, di sapere di essere detentrici ed artefici di questo miracolo della natura; sulla cura della famiglia ma forse trascura la responsabilità del principio paterno (su cui ritornerò a breve); dell’esercizio del potere economico e politico come se fosse uno dei pilastri della vita fondamentale per sentirsi realizzati, per arrivare alla vecchiaia sorridendo e pensando bello, sono contenta di esserci stata. Veramente il pensiero maschile è “sono potente allora sono” ( ti prego dimmi di NO).
Forse uno spunto di discussione più interessante è come ci si sente, siamo così sicuri come esseri umani di non aver dimenticato il principio femminile e maschile, materno e paterno. Veramente operiamo, agiamo e sentiamo nel rispetto di questo principio, e delle inevitabili differenze che non sono in antitesi o antagoniste ma semplicemente complementari.
Forse se le donne agissero aderendo al loro principio, che non significa NEGAZIONE, si mostrerebbero meno “cazzute” ed i maschi se si ricordassero del loro principio, che non significa IMPOSIZIONE, si mostrerebbero più “cazzuti”. Forse se ognuno aderisse al proprio principio senza fare confusioni, senza confondersi l’uno nell’altro, forse questo nostro mondo potrebbe essere più colorito.
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