LO SBAVAGLIO

...perché le libere opinioni contano

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Correva l'anno 2010

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Sono un numero, una delle 29,03225806451% utenti ma anche e, solo, ahimè, tra le 8,89328063241% lettrici e commentatrici, non articoli pubblicati al mio attivo. Confesso che questo articolo un po’ me lo aspettavo. Indubbiamente evidenzia un dato incontestabile sul quale anch’io rifletto spesso … sarà l’eterna trappola femminile del volere- potere, a volte mi dico con comprensione,  ma anche col seme del dubbio, legittimo, ma pur sempre indulgente  e complice. Trovo, invece, questo articolo una sorta di sferzata provocatoria, intenzionalmente magari costruttiva, ma devastante, forse, nei risultati, se si vanno a leggere i commenti che ne  sono seguiti e poi, successivamente, il silenzio steso come un’ombra …

Non solo è risultata essere, nei toni e nelle modalità, una anacronistica e fastidiosa ‘’caccia alle streghe’’, ma trovo assolutamente deprimente quella ipotetica ed agognata sfilata di commenti femminili che ci si aspettava, giustificativi del proprio modo di essere e di vivere le cose, senza nulla togliere ai contenuti  e alle condivisibili argomentazioni di chi,ha voluto far sentire la sua voce in quella occasione. Potrei definirla una spavalda manifestazione di intolleranza, ma potrei anche spostarmi su un termine forte, razzismo di ‘’genere’’ o semplicemente, maschilismo di ritorno. Sicuramente una bella prova di forza marchiarci quei numeri addosso, in futuro potreste anche chiederci … di firmare gli articoli con ... le impronte! Scusate se è solo un commento, per di più pieno di ‘’stereotipi … insidiosi ma necessari’’ dal quale emerge, però, che non arriverà mai soprattutto la vostra liberazione! Ma questa è solo l’anteprima ...

Chiaritemi dunque cos’è LO SBAVAGLIO: se una arena da competizione sessista o un contenitore dove si recita il gioco delle parti, dove voi giocate il ruolo di gladiatori ingaggiando una polemica ‘’frontale’’con le donne, o, infine, un sito dove confrontare le proprie idee liberamente e senza pregiudiziali. Vi confesso tutto il mio imbarazzo e la mia sofferenza virtuale nel constatare, in quella occasione, il suicidio delle idee e della creatività, la mattanza della fantasia, il defilè del luogo comune, per certi versi. No, perché ho sempre considerato questo blog come una delle eccellenze tra i siti internet, ed ho sempre apprezzato in ciascuno di voi le indiscusse qualità di intelligenza, preparazione,onestà intellettuale, spirito critico ed autocritica, ironia incisiva, graffiante a volte, ma senza alcuna caduta di stile, mai. Permettimi una domanda Pino G., per aver dichiarato che , alcune volte, non interessato da un qualunque argomento lo hai sanamente bypassato, fregandotene, dovresti per questo essere tacciato ed etichettato come un lettore incostante, non attento, menefreghista o defilato? Accetto e condivido le tue osservazioni come stimolo o come una sfida costruttiva lanciata dall’etere alle donne del blog ma, le rigetto se sottendono e diventano un modo per dimostrare che, in fondo in fondo, la loro inferiorità le donne ce l’hanno nel genoma, nella loro fragilità più o meno consapevole nel senso di una atavica, per giunta querula,incapacità a diventare  soggetti protagonisti della vita sociale e politica, quanto piuttosto comparse ’’gregarie’’ del più volitivo ed impegnato genio maschile. E siamo già al primo stereotipo. Potrei cominciare a sviscerare la mia personale difesa, tanti perché non … poca dimestichezza tecnologica! Organizzazione informatica lacunosa! Preferenza per penna ed inchiostro e pagine bianche da imbrattare! Di contro,  molto interesse,  molti stimoli positivi,  inesistenti retrogusti e stereotipi nell’approccio a questa affascinante iniziativa di un sito interattivo che non parli di cazzate. Potrei raccontarti che molto materiale scritto l’ho perso nel tentativo di inviarlo e tanto altro ancora … ma c’è che non sento di dovermi difendere o dare spiegazioni. Le donne questo stereotipo ce l’hanno. Mi interessa molto di più sottolineare alcuni fraintendimenti di fondo che, come un light motiv, attraversano l’articolo. Primo fra tutti, già evidenziato con forza da Valeria, una imprecisata e inquietante confusione tra diritto alla partecipazione e dovere di esercitarla, entro obbligati canoni e canovacci desueti. Secondo stereotipo. Non abbiamo bisogno di questa modalità per diventare protagoniste perché, già questo, ci rimanda e ci relega al suo contrario, cioè che evidentemente non lo siamo sufficientemente.  Terzo stereotipo. Le donne, smettono di essere libere ogniqualvolta devono dimostrare di esserlo a chiunque. E’ un’altra tara genetica femminile. Partecipazione non vuol dire protagonismo e presenzialismo, piuttosto, è un modus vivendi et operandi, in relazione con la concezione e il senso di sé che appartiene ad ogni donna e la caratterizza autodeterminandone le scelte. Libertà è partecipazione , diceva Gaber, non protagonismo. Quarto stereotipo prettamente maschile, il protagonismo. Che ci possono fare le donne se sono dolcemente complicate! E’ strano il loro senso del sé, fa percorsi tortuosi e imprevedibili per cui c’è Ingrid Betancourt ma c’è anche la reclusa di Rebibbia per reati che ne offendono la dignità; c’è Alda Merini,una ‘’diversa’’ che amava vivere la sua grandezza poetica in modo schivo e sicuramente defilato ma c’è anche Sibilla Aleramo che ha gridato al mondo, scegliendo di farlo, il suo amore ‘’sopra le righe’’ per Dino Campana; così come ci sono donne che preferiscono vivere il loro ordinario ma pur sempre grande amore tra le quattro mura e tra i fornelli; c’è Sabina Guzzanti che ama giocare con il suo senso di se’ mettendolo a servizio di una satira senza bavagli e compromessi, coraggiosa e dissacrante ma c’è chi , pur condividendola, intesse la stessa trama di gioco e ribellione sul filo dei propri privati pensieri e tali vuole mantenerli, come tutte quelle donne che leggono, scrivono, si impegnano e partecipano pur rimanendo in ombra o dietro le quinte, Aladino per esempio, che ‘’spudoratamente’ lo confessa anziché imbrodarsi sullo Sbavaglio. Ancora mi piace ricordare allo stesso modo le donne che ogni giorno vendono per le strade il loro amore agli uomini che non sono capaci di amare, così come le donne che si battono quotidianamente per difenderne i diritti e la  stessa vita. E poi ci sono le GNOCCHE … che, come in tutti i periodi di degrado sociale e morale tornano di moda … mai così prepotentemente come adesso, sono quelle che infestano la cronaca e la scena televisiva e delle quali, Margherita Buy, famosa attrice recalcitrante di fronte ad ogni invito a rendersi più pubblica, fino a diventare manesca, afferma che hanno smarrito il loro senso del sé. Capisco che le donne mediatiche non stanno dando di sé una immagine edificante ma da questo al perseguire le compagne dello Sbavaglio come vittime di se stesse e reclamare un nuovo avvento della donna sesta misura e zero cervello come antitesi consolatoria, mi sembra un po’ troppo! In ognuna delle due accezioni si decida di vedere la donna si fa un’operazione di banalizzazione e se ne  stigmatizzano inesorabilmente ancora una volta due stereotipi, in virtù de quali, sbrigativamente, essa cessa di essere oggetto di analisi per diventare fenomeno nel senso letterale del termine, cioè ciò che appare. Anche questa antinomia nella visione femminile è uno stereotipo maschile tra i più classici. Noi abbiamo smesso, affinando il nostro pensiero ‘’femminista’’ di porci in termini antitetici e di scontro rispetto a voi, considerandoci nei vostri confronti maturamente ‘’complementari’ e pronte ad affrontare insieme, al vostro fianco, le grandi battaglie che ci attendono per ‘’il cambiamento’’.

Per finire, consentitemi, (lo so che è brutto il termine  ma è contagioso come un’epidemia) di richiamare la vostra attenzione su un altro punto: statisticamente quanti sono i maschietti che, registrati e assiduamente lettori dello Sbavaglio, non sono però articolisti e forse neanche commentatori ? Un esempio rappresentativo della categoria è BISONTE ZOPPO che, tanto per prendere il toro per le corna, pardon, il bisonte in questo caso, fa la sua apparizione prima, credo, in questo frangente, dicendo ’’ intravedo nei commenti femminili insidiosi ma necessari stereotipi, non forieri comunque di alcuna liberazione’’. Non vi pare che in questo distinguo tra donne silenti e maschi silenti si nasconda, anziché un problema di incitante aspirazione alla parità,  una arrogante interpretazione del  principio di pari opportunità?

 

A Mariarca  Terracciano, infermiera dell’ospedale San Paolo di Fuorigrotta, morta il 13 maggio 2010 per la difesa di un diritto: lo stipendio.

 

 

Commenti  

 
0 # MORFEO 2010-06-16 19:51
Non credo credo che darti ragione basti occorrerebbe capire quanto affermi e darsi una diversa cultura suli rapporti umani in modo particolare con le donne,entrare nelle loro problematiche in maniera intelligente e con la modestia di chi vuole impare, e da parte degli uomini dire non è colpa nostra è ippocrita maschilista sono d'accordo con la tua anlisi e la stupidità generale viene dimostrata dall'assordante silenzio sulla morte di quella donna morta per la difesa del suo stipendio se ne parla molto di più quando si uccide un uomo... ma quanto vale un donna e un uomo? i nostri comportamenti a volte dicono più di un milione di parole...quanta ipocresia
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0 # francesco barbaro 2010-06-16 20:15
A nome di me stesso manifesto apprezzamento per il tuo articolo e per i tempi e modi dell'intervento, libero e distaccato. Mi domando, viste le interrogazioni inequivocabilme nte rivolte al "genere", a chi dovrebbe toccare la risposta ufficiale a nome di tutti i maschi...
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0 # Pino Gangemi 2010-06-16 22:30
Carmen, sono davvero molto contento di aver letto il tuo articolo e non soltanto un commento. Aggiungerei anche l’avverbio FINALMENTE, a costo di essere, ancora una volta, mal interpretato. Il mio obiettivo era originato da una domanda molto semplice: perché le donne non scrivono su “Lo Sbavaglio”? Questo è stato un fatto oggettivo, finora, e lo dimostrano i numeri che ho usato al solo scopo di non affrontare un argomento così importante basandomi su impressioni. Vi ho, di conseguenza, “marchiate” in qualche modo, riportando dei dati statistici nudi e crudi, che rispecchiano la condizione femminile nel mondo, in Italia e – purtroppo – anche su “Lo Svabaglio”?

Aggiungo che, fin dall’inizio, ho personalmente sollecitato molte amiche lettrici ad una partecipazione più attiva, senza risultati significativi, sfortunatamente . Mi è sembrato importante porre una serie di questioni alle dirette interessate, ipotizzando, a volte, possibili motivazioni, ma con l’aspettativa di ricevere dalle DONNE, le sole autorizzate a farlo, le VOSTRE delucidazioni, le VOSTRE precisazione, le VOSTRE interpretazioni , le VOSTRE richieste.

Desideri un chiarimento su cosa sia “Lo Sbavaglio”, per cominciare? Posso riportarti solo il mio pensiero, perché non ho la presunzione di generalizzare e di possedere verità assolute. È un blog sul quale mi piace scrivere e mi gratifica essere letto, quando succede. Mi piace leggere ciò che altri pubblicano, a volte con grande interesse, altre con un malcelato fastidio che, magari, non esito a esprimere o che, semplicemente, ignoro perché mi annoia. Quello che mi sembra davvero essenziale è l’assoluta libertà di ognuno di operare le proprie scelte senza condizionamenti , senza censure e senza obbligo alcuno. Proprio per questa ragione, non ho mai preteso che le DONNE scrivessero articoli ma, semplicemente, avevo ed ho molto interesse a capire perché non l’abbiano fatto e non lo facciano. Personalmente non ho etichettato nessuno, non voglio dimostrare affatto che un’ipotetica inferiorità femminile sia insita nel vostro genoma o nella vostra presunta fragilità. Quello che constato, è l’indubitabile difficoltà del vostro tentativo di diventare “soggetti protagonisti della vita sociale e politica”. È tutta colpa del mondo maschile, del destino cinico e baro o, magari, qualche responsabilità può essere imputata anche a voi? Se non vi esprimete in un luogo di libertà come “Lo Sbavaglio”, quali altre, migliori occasioni vi si offrono per far sentire la vostra voce, in forma scritta e condivisa, con l’opportunità di dibattere qualsiasi tema e confrontarsi, pubblicamene, con chiunque?

Ci sono molti modi per porre domande e per attendere risposte. La mia scelta è stata volutamente provocatoria ma, come ho già replicato a Valeria, dove avete trovato la confusione tra diritto alla partecipazione e il dovere di esercitarla?

Ribadisco: quello che davvero mi è insopportabile è il lamento, la lagna, la litania di categorie, di insiemi di persone, che, seguendo una desolante, italica tradizione, trovano sempre in qualcun altro la ragione del loro “status” e nulla fanno per provare a cambiarlo. Mi viene in mente il tormentone dei giovani che dovrebbero rinnovare la classe politica dirigente di questo disgraziato Paese. Si aspettano davvero che qualcuno si faccia volontariamente da parte e li inviti a prendere il loro posto? Il potere, anche se inteso nel senso più positivo del termine – assunzione di responsabilità, capacità e possibilità di decisione per il bene di tutti – non lo regala nessuno: occorre conquistarlo, lottando, inventando, esercitando iniziativa e fantasia. L’ha fatto Matteo Renzi, 33 anni, che certo non è il mio ideale di leader politico, a Firenze, in una situazione in cui lo scontro e le faide interne hanno mostrato il peggio che esiste anche dentro il PD. L’ha fatto, e ci spostiamo su un diverso livello, David Cameron, 44 anni, in Gran Bretagna e, prima di lui, alla stessa età, Tony Blair. Ci è riuscito Barack Obama, a 47 anni, per giunta tutt’altro che WASP (White, Anglo-Saxon, Protestant)!

E, ancora, ribadisco di essermi definitivamente stufato nel sentire affermazioni del tipo “non sono capace”, “non me la sento”, “non ci riesco”, “non ho tempo” e quant’altro. Non le ho inventate io, credimi, non sono frutto della mia fantasia: sono motivazioni di amiche che conosco bene e che stimo, di donne intelligenti e preparate, che svolgono ruoli tutt’altro che marginali nella comunità sociale. Il “non ho tempo”, poi, mi sembra il peggio del peggio. Bisognerebbe puntualizzare che, nell’ordine delle priorità, scrivere un articolo su “Lo Sbavaglio” non è così gratificante da sostituire il tempo dedicato ad una differente attività. In caso contrario, quando qualcuno davvero desidera fare qualcosa, il tempo … lo trova! Si tratta della stessa considerazione che, spesso, sento da parte di amici e conoscenti e che mi fa letteralmente andare in bestia: «Sai, mi piacerebbe molto leggere dei libri ma, purtroppo, NON HO TEMPO!». Ma che minchia vuol dire? Se davvero ti piacerebbe tanto leggere un libro, un’ora da dedicargli la potresti trovare, magari rinunciando al quotidiano rincazzonimento collettivo davanti alla TV!

Da quanto ho intuito – correggimi se sbaglio – comunque si decida di vedere le DONNE si fa sempre un’operazione di banalizzazione. Meglio non parlarne, allora? Lasciamo il “mistero” donna al suo innegabile fascino e alla desolante constatazione che noi maschi “non possiamo capire”? È davvero questo che volete?
Tra i miei innumerevoli difetti, c’è anche quello di essere una persona che mal sopporta di “non capire” e che non si vergogna di chiedere a chi sa e può spiegare. Spiegatemi, allora: questo era ed è il mio unico scopo!

Il protagonismo: è davvero una peculiarità femminile il preferire non esercitarlo, oppure dipende solo da com’è fatta una persona, uomo o donna che sia? Non ci trovo nulla di qualitativament e negativo nel protagonismo, quanto meno nell’accezione di impegnare la propria esistenza, sulla scena della vita, in modo pieno e partecipato, piuttosto che da semplice comparsa.

Ti sembrerò, probabilmente, un eretico ma devo contraddirti anche rispetto allo “scontro”, che non soltanto considero utile ma, addirittura, INDISPENSABILE, proprio per determinare il cambiamento. Bisogna intendersi sul termine, ovviamente: il mio concetto di “scontro” non ha nulla a che spartire con battaglie, guerre, oppressioni, rivoluzioni o altre simili amenità. È, molto banalmente, una pragmatica visione di interessi diversi che, inevitabilmente , si confrontano e che cercano di prevalere. La storia è fatta di questo, senza dover scomodare la “lotta di classe” di marxista memoria. Uomini e donne sono destinati a scontrarsi, ma devono poterlo fare ad armi pari e con un chiaro obiettivo comune: migliorare se stessi e il mondo in cui vivono. Non è necessario evitare di “scontrarsi”, purché siano definite e condivise le regole, le modalità e i confini. Preferisco un’accesa, incazzosa, lite con Pino Ippolito o Morfeo, alla manzoniana concezione della vita – ci penserà la divina provvidenza – o all’illusoria aspettativa per cui basta solo essere buoni, in questa vita, e poi ne godremo i frutti in un futuro, fantomatico, paradiso che verrà.

Di quanti siano “… i maschietti che, registrati e assiduamente lettori dello Sbavaglio, non sono però articolisti e forse neanche commentatori …” m’importa molto poco, rispetto al tema di cui stiamo discutendo. Sembra – perdonami il paragone - una di quelle domande tipiche dei politici – di destra e di sinistra - che, per sfuggire un argomento imbarazzante, si rifugiano nelle responsabilità, vere o presunte, di un Governo precedente. A volte riescono a risalire, addirittura, fino all’impero assiro-babilonese, affibbiando a Nabucodonosor la responsabilità del classico “buco di bilancio che ci avete lasciato”! In generale, però, commetti un errore riportando l’esempio di Bisonte Zoppo: l’uso di pseudonimi non consente di identificare l’autore di un commento. Può trattarsi di un uomo, di una donna, di un ermafrodito o di un appartenente ad una qualunque altra categoria in cui è possibile suddividere l’umanità. Può darsi che abbia scritto solo QUEL commento oppure decine di articoli, non è oggettivamente possibile determinarlo. Ciò che conta davvero è il contenuto del suo intervento, da condividere o da controbattere.

Per concludere, ho letto il tuo articolo con piacere e ho commentato con altrettanto piacere. Mi auguro di leggerne e commentarne ancora, di Carmen e di altre Carmen che pensino valga la pena utilizzare “Lo Sbavaglio” come valido strumento di condivisione. Non potrà più farlo, purtroppo, una donna come Mariarca Terracciano: a lei, ed a quelle come lei, va tutta la mia ammirazione, il mio rispetto e il mio dolore.
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0 # xTalk 2010-06-16 23:41
Quello che come sempre più mi urta è trovarmi nella condizione di approvare, direi quasi aderire, come una patella allo scoglio, a quanto dice il C/Gangemi. Mi sono trovato anch’io a sostenere lotte dall’infelice esito con almeno 4 (quattro) amiche per convincerle a contribuire su temi di cui esse sono esperte, per antica, attiva, continuata e ammirata partecipazione (la condizione della donna, la Palestina, la pace nel mondo e la lotta agli armamenti, il tango argentino), per ricavarne risposte che vanno da semplice, diretto, aperto e sempre di moda affanculamento all’elaborata teorizzazione di qualcosa di cui non ci ho capito una minchia! Ma sarà colpa del testosterone che non ci capisco niente? Compagne, è andato, svanito, fumato, se mai c’è stato! Io penso piuttosto che streghe siete e streghe rimanete, in girotondo intorno al noce di Benevento, a condividere tra voi segreti di erbe nascosti a tutti, da elargire però con misterioso amore a chi ne ha veramente bisogno quando veramente serve! Mannaggia, quanto mi piacete ….
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0 # PG 2010-06-17 12:37
Credo che, ormai, le donne ti piacciano molto, ma solo in senso platonico. Sbaglio?
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0 # XTalk 2010-06-18 09:30
Sbiaditi ricordi, caro C/G, molto sbiaditi....
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0 # pinoipp 2010-06-17 00:13
A causa, ma ammetto non solo, delle difficoltà di collegamento dalle Cayman voglio limitarmi a complimentarmi con Carmen per questo suo gradevolissimo intervento
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0 # aladino 2010-06-17 18:42
Brava Carmen! Hai scritto un articolo assolutamente condivisibile dalla sponda femminile e te lo sei covato per benino prima di dargli visibilità: come si dice, la vendetta (!) è un piatto che si serve freddo.
Tuttavia devo complimentarmi anche con Pino Gangemi per il successo ottenuto con la sua originaria provocazione! Sì, perché quelle affermazioni, scritte nel suo articolo “quello che le donne non scrivono”, che risuonano un po’ pesanti riferite alle donne, le ho interpretate come il gesto di chi vuole ottenere una reazione e non tanto manifestare dubbi sulla capacità delle donne di partecipare attivamente al cambiamento.
E c’è riuscito proprio bene. Dopo avere letto il tuo articolo, dovremmo conferirgli un riconoscimento come talent scout.
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0 # XTalk 2010-06-18 09:30
Aladino, la tua fama è vatsa. Chi sei?
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0 # Aladino 2010-06-18 19:35
Caro XTalk,
sono una donna comune dalle vituperate celtiche origini e in età in cui si diventa invisibili, tranne che non si indossi qualcosa di eccentrico o ci si comporti pubblicamente in modo strano…
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0 # MORFEO 2010-06-17 19:57
iscrivetelo a l' U.D.C. :- ) Scherzo naturamente troppo a sinistra :- )
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0 # Rosanna 2010-06-17 21:20
Bravo Morfeo, lo iscrivo io domani … E non scherzo!

Mi urta sentirmi in dovere di replicare, ma lo vivo come un “imperativo categorico”, essendo la donna che ha scelto P.G. come compagno per la vita.
Tra le righe di quanto scrive, continuo a intravedere IL GIUDIZIO NEGATIVO sulle donne che, ognuna con le proprie ragioni, non pubblicano articoli su “Lo Sbavaglio”.
Caro Pino, non “ciurlare nel manico” con la tua indubbia capacità di manipolazione verbale.
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0 # morfeo 2010-06-17 22:24
ma io ho detto che l' U D.C è troppo a sinistra potrebbe avere i capogiri lui li soffre...e tentenna tentenna è un po' estro...verso
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0 # PG 2010-06-17 21:47
Riguardo all’iscrizione all’UDC, ci ho provato da solo ma è intervenuto direttamente Casini con il veto assoluto. Sono un calabrese che, però, non appartiene alla ‘ndrangheta: secondo Pier Ferdinando è una condizione incompatibile con il tesseramento! Inoltre mi giudica troppo vicino alle posizioni del Presidente Gianfranco Fini. Proverò con “La Destra”, contattando direttamente Daniela Garnero, divorziata Santanchè. È la donna di destra che più ammiro per la sua indubitabile capacità di sparare le cazzate più incredibili con una nonchalance che mi affascina!

Anche se si tratta di faccende private, poi, vi informo che sono in corso le pratiche per il divorzio. Mia moglie non ne sa ancora niente …
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0 # Ufficio d. Presid. della Repubblica 2010-06-17 21:56
Dibattito civile et teso at miglioramento rapporti condivisi uomo-donna per società più evoluta e democratica. Forze politiche siano sempre tese at rafforzare parità tra generi per integrazione piena in ambito europeo.
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0 # rg 2010-06-19 11:28
letto tutto apprezzato tutto ma no comment : sono vuota dentro priva di parole e di pensieri coerenti non so chi sono ,cosa faccio ,dove sono ,perchè ci sono e chi più ne ha più ne metta devo cercarmi ..........spero di trovarmi ......prima o poi.......
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0 # CARMEN 2010-06-19 11:44
Noi siamo sempre tutti qua ad aspettarti e facciamo il tifo per te... altro he per i mondiali di calcio!
Prima o poi... ci si trova sempre, basta continuare a cercare...
Non molliamo mai!
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0 # Carmen 2010-06-19 20:49
DIAMO A PINO QUEL CH’E’ di PINO
La verità è che non ho voluto sostenere, volutamente, alcun teorema che penso, non esista. Ho provato solo a soddisfare ‘ l’ insana quanto implacabile voglia di egocentrismo ‘ di Pino G. con un mix di realtà e probabilità e, forse, ho suggerito un nuovo modo di approccio al problema, il richiamo ad una maggiore leggerezza ed elasticità.
Sono contenta di condividere con te, Pino G., come con altri, la stessa passione per la comunicazione scritta ma, ti ricordo, che la passione di scrivere, non è una prerogativa di genere, cavalcando trasversalmente entrambi i sessi. FINALMENTE QUALCOSA CHE CI ACCOMUNA!
Colgo al volo la sottolineatura di Rosanna a proposito del tuo ‘riconosciuto nonché confermato, ‘ fumus persecutorius contro la DONNA, ( meglio questo che quello, ormai sancito dal REGIME, contro magistrati, intellettuali, giornalisti, opinionisti, donne e uomini di SINISTRA! ).
Dopo questa mia annotazione di rinforzo a tua moglie, correrai per le pratiche di divorzio e, sono più che certa che non la tratterai bene, economicamente, tanto…quanto COLUI-CHE-PREFERIAMO-NON-NOMINARE. Ti confermo presuntuosament e che la voglia e la capacità di diventare soggetti protagonisti della vita sociale e politica è un sano stereotipo che le donne non hanno smesso di avere, anche se non necessariamente deve ‘ passare dallo SBAVAGLIO ‘, che non è l’ultima spiaggia dove approdare per donne alla deriva identitaria, bensì una ‘plaza de’ toros’ piacevolissima, dove confrontarsi e scontrarsi, oggi e sempre!
Sorvolando su ogni possibile banalizzazione e semplificazione sulle donne, ti contesto l’assioma ‘del non voler farsi capire o di non voler parlarne’ da questa sponda, vero è che, per noi, in ogni cosa esiste anche il fascino del non detto.
Il mistero della diversità è insito nella dialettica delle cose e noi , come voi, ne facciamo parte integrante, perciò è auspicabile un ribaltamento di questo magma in cui, poco a poco, stiamo sedimentando, donne e uomini, e un cambiamento da raggiungere e plasmare insieme, correndo uniti per avere più possibilità di vincere.
Su BISONTE ZOPPO posso darti ragione, in fondo lui ed altri come lui che passano senza fermarsi sono come viandanti, e va bene anche così.
Ad ALADINO chiedo invece, per quanto ne abbia ancora voglia, di restare insieme a noi, è troppo preziosa…e non solo per avermi prestato il fianco!
Siete tutti simpatiche canaglie, zii e papà adottivo, direttorissimo e con-direttorissimo ma permettetemi a questo punto di elogiare PINO G., in particolare, così tanto maltrattato e tutt’ora ritenuto da me il più adorabile maschilista riemergente.
A lui va il merito indiscusso di questo ambaradan mediatico intersessista, ed è stato un piacere, Pino, VERAMENTE!
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0 # Pino Gangemi 2010-06-19 22:11
Ma io non volevo creare un semplice "ambaradan mediatico": l'obiettivo era scatenare un putiferio che coinvolgesse anche il TG1 dell'amico Minzolini. MI ha intervistato oggi ma ha deciso di trasmettermi solo in voce: sembra che io non risulti particolarmente videogenico!

Per il resto, mi auguro che BISONTEZOPPO (una parola sola!), non sia o non rimanga un semplice viandante, ma si fermi spesso a riposare presso l'oasi "Lo Sbavaglio”.
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