Anche Lo Sbavaglio, manco a dirlo!, ha partecipato ieri alla giornata di protesta organizzata dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana contro la legge bavaglio, già approvata al Senato e, a breve, in discussione alla Camera.
Le nuove norme sulle intercettazioni telefoniche, se venissero approvate, minerebbero gravemente l’efficacia dell’azione investigativa e processuale. Lo ha già rilevato il procuratore Piero Grasso, a capo della Procura Nazionale Antimafia, elencando le tante ragioni (dalle condizioni assai rigide per l’effettuazione di intercettazioni e per l’acquisizione di tabulati alla previsione di termini prorogabili solamente in caso di nuovi elementi di ulteriori 15 giorni, dalla sostituzione del pm indagato che rischia di innescare una serie di denunce strumentali al problema interpretativo dei gravi indizi di reato) per dissentire da un dispositivo tanto irrazionale quanto apparentemente immotivato. Dunque quelle norme sono in contrasto con il diritto alla sicurezza dei cittadini.
Lo stesso progetto di legge, ripetiamolo se mai approvato, limiterebbe grandemente il diritto dei cittadini a sapere come procedono le inchieste giudiziarie. Pertanto, impedendo il libero circuito delle informazioni, quelle norme ledono un altro dei principi cardine dell’ordinamento democratico: la libertà di indagine da parte dei giornalisti e la libertà di pubblicazione e di stampa.
Dietro l’usbergo della difesa del diritto alla privacy il governo attacca a testa bassa alcune garanzie costituzionali che, se indebolite o cancellate, annuncerebbero, fuor di retorica e senza ulteriore appello, l’avvento di un regime.







Commenti
scienze ancora addormentate, o peggio, di quelle che , da questa ulteriore censura dei diritti costituzionali, ha sicuramente dei grossi vantaggi da trarne!
Buon lavoro a tutti coloro che fanno informazione sulla base dei diritti della nostra Costituzion!
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