E si lasciatemelo dire questa Europa, unita solo dalle banche, da interessi personali, di casta. E’ una EUROPA chissà perché affascinata, sedotta, sodomizzata dai ricchi, dai potenti, dai grandi trust internazionali che decidono per il grande parlamento europeo, sui temi dell’economia, delle industrializzazioni, degli investimenti, nei paesi poveri, ricchi, democratici e no. In questa Europa non c’è sviluppo, non si investe nella ricerca, e neppure sui temi della cultura, del suo sviluppo, della sua emancipazione, della sua necessaria proliferazione, fra i ceti più poveri , niente pare smuovere questa sua apatia, dedita esclusivamente ad accontentare i potentati economici di questo vecchio continente atrofizzato e pieno di acciacchi, e se non fosse perché siamo fortemente europeisti ed amiamo il nostro bistrattato pianeta sarei quasi tentato, a chiederne il prepensionamento.
Ma che volete noi “estremisti “ siamo convinti che molti problemi si potrebbero risolvere con maggiore volontà politica, con meno soldi e con maggiore attenzione verso i fatti del mondo, una maggiore conoscenza attraverso l’utilizzo diverso dei rapporti diplomatici fra tutti i paesi del mondo evitando di privilegiare un paese anziché un altro, per ragioni prettamente economiche o di politica reale come si dice nella politica che conta, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, con il rischio delle economie, dei rapporti internazionali, e quindi degli equilibri internazionali e della pace. Abbiamo una Europa cieca, sorda, incompetente e defraudata della propria autonomia, e delle proprie capacità intellettuali e decisionali. Una Europa paralizzata proprio dagli stessi interessi che intende rappresentare. L’Europa è governata da un blocco conservatore e reazionario, e non può certamente la Spagna con Zapatero dare il segno di ben che minimo cambiamento, anche perché certe sue scelte, se pure interessanti, non trovano alcun riscontro, nè adesioni nelle politiche di questa Europa. Non andrò certo a ricordare le scempiaggini continue del governo europeo, l’ incapacità dei suoi orientamenti, delle sue intuizioni sono state dimostrate in questi giorni. Il MAGHREB è in sollevamento completo, contro i dittatori sanguinari, sfruttatori servi del grande capitale internazionale, sollevamento contro lo sfruttamento delle risorse del sottosuolo, delle risorse umane. La povertà di questi popoli ormai proverbiale, non ha scosso neppure un po’ le coscienze dei governanti dei paesi europei, tesi solo a criticare ed a impedire con ogni mezzo l’emigrazione di migliaia e migliaia di poveri diseredati in fuga dalla miseria, dalla guerra, dalle repressioni, dalla morte, e tutti si fanno moralisti, dimenticandosi persino di essere stati loro ad aver messo sugli scranni del potere gli uomini di loro fiducia per i loro interessi economici pur conoscendo molto bene quanto essi fossero criminali, sanguinari, dittatori e quindi antidemocratici, quelli che stanno riempiendo le spiagge di morti trasformando i luoghi di svago in macabri cimiteri e senza intervenire sulle radici, sulle motivazioni reali che hanno indotto e inducono i poveri a scappare dalle loro terre dai loro affetti, dalle loro tradizioni. Io non credo che nessuno si sia accorto di quanto stava accadendo ed accaduto in queste terre ricche di cultura di tradizioni e di storia da cui tanto abbiamo assorbito anche noi terra d’occidente. Penso che come al solito si è fatto orecchie da mercante, ma se fosse vero che nessuno ha capito niente, il problema è ancora più grave, significa che il polso della situazione internazionale ed in particolare delle coste africane, è scappato dalle sensibilità dei consolati, dalle politiche delle diplomazie internazionali ed europee in particolare, il che significa che tutto ciò è più di aberrante, di ingiusto, di anti democratico, di violento, di dittatoriale o poco importa e interessa alle cosi dette democrazie avanzate.
Questo è un segnale pericoloso, altro che battaglie per favorire la proliferazione dei diritti umani!, è pericoloso per noi, per loro, per la pace, per la democrazia e per il benessere. Occorre un progetto di nuova democrazia, di nuovi rapporti con i paesi delle coste mediterranee e col mondo intero, ma soprattutto occorre un progetto economico tale da diversificare le fonti di energia privilegiando le fonti di energia riproducibili che poco o niente incidano sul territorio. Essere portatori sani di democrazia facendo in modo che si modifichino i rapporti che si realizzano fra l’Europa e gli stati di questi paesi. Non si baciano le mani ai dittatori ai sanguinari. i movimenti di lotta contro gli oppressori si sostengono intervenendo a trecento sessanta gradi senza aspettare indicazioni da parte di nessuno evitando soluzioni che favoriscano quanto è accaduto con stermini organizzati, fomentati, finanziati dai criminali che si sono arricchiti in modo vergognoso commerciando il petrolio e lasciando le proprie popolazioni nella fame, nella miseria, nell’ignoranza, costringendoli così ad abbandonare le loro patrie per non morire di fame. E ora che siamo comunque vadano le cose, alla resa dei conti, gli stessi stati europei dopo aver lanciato il sasso nascondono la mano, e si tirano indietro nell’ intervenire nei tempi e nei modi necessari. Un immobilismo preoccupante e pericoloso. Ma se da un lato la nostra vecchia Europa nei fatti non ha la testa per gestire una situazione così grave, dall’altra parte le opposizioni europee non hanno nè idee nè voglia, di assumersi questo problema come un problema proprio, dei più poveri, dei nulla tenenti, un grave problema sociale che investe e investirà sempre di più il mondo inteso come villaggio globale. Quando i popoli scappano dalla fame, dalle ingiustizie, non può fermarli nessuno, neppure i carri armati e questo lo imparerà molto presto persino quel criminale di Gheddafi.







Commenti
Volevamo uno spazio comune di diritti e di doveri, ci siamo ritrovati con lo spazio comune dei mercati e dei mercanti. Volevamo un'unica, grande comunità europea capace di tener testa nel confronto internazionale e ci dibattiamo ancora in piccole rivalità di cortile continentale.
Tuttavia, tra frenate e accelerazioni, il percorso è tracciato. Non perchè così vuole l'ideale europeo quanto piuttosto perchè questa è la strada obbligata per tentare di dare risposta a problemi i cui confini, da tempo, hanno varcato quelli nazionali.
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