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Dalla lontana Calabria

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La posizione di “inviato speciale” dalla Calabria, paragonando questa terra ad uno degli scenari di guerra di volta in volta visti nei telegiornali è senz’altro un’ esagerazione (perché non siamo né in guerra né vittima di un regime palesemente autoritario). Mi si faccia passare come una sorta di licenza dettata dallo stato di “evidente necessità o gravita” dei fatti che andrò raccontando qui di seguito.

 

Mi riferisco ad un episodio accaduto nei giorni scorsi a Lamezia, cittadina nella quale è ubicata la redazione operativa e pensante del  nuovo settimanale il Corriere della Calabria. Presumendo che a nessuno o quasi di voi sia sfuggita questa “buona” novità editoriale, ritengo comunque valga la pena di riportare una notizia magari già letta e conosciuta. Ebbene, qualche giorno fa, i redattori e coordinatori del Corriere della Calabria si sono imbattuti in una visita alquanto insolita: una pattuglia di questurini (tra i quali due ispettori) con la richiesta/pretesa di procedere alla schedatura di tutti i collaboratori del settimanale. Nomi, cognomi, recapiti di tutti coloro che scrivono e firmano gli articoli, senza una precisa motivazione. I poliziotti hanno soltanto precisato di essere nell’atto di eseguire un ordine ricevuto dal proprio Commissariato (quello di Lamezia) ma su richiesta (in virtù della competenza territoriale) del Commissariato di Reggio Calabria.

La “schedatura”, insieme  , così si è espresso Carlo Parisi, segretario regionale del Sindacato dei giornalisti e componente della giunta esecutiva della Federazione Nazionale della stampa. Dello stesso parere, anch’essi informati sui fatti, Giuseppe Soluri, Presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti. Il Caporedattore Pollichieni ha informato dell’accaduto, agli occhi di molti visto come una sorta di “atto intimidatorio preventivo”, anche Santi Consolo, Procuratore generale di Catanzaro, il quale accortosi della singolarità del caso, ha convocato per l’indomani una riunione con Pollichieni, Soluri e Parisi. In seguito, il capo della Digos reggina, dott. Giambra, volendo chiarire le dinamiche e motivazioni dell’accaduto, ha precisato che alla base del blitz dei poliziotti nella Redazione giornalistica ci sarebbe una procedura che è consuetudine svolgere ogniqualvolta un nuovo Giornale richiede l’iscrizione presso una Prefettura. E visto che, a suo dire, la Prefettura di Reggio ha ricevuto una richiesta di accreditamento, si è rivolta alla Digos reggina, la quale ha richiesto tramite Lamezia un elenco dei giornalisti da accreditare.  A questo tentativo “distensivo” e “riparatore” della Polizia dello Stretto seguirà però una lettera della segreteria reggina del Sindacato di polizia (Siulp) che accusa Polichieni e Co. di avere “alzato un  polverone” al fine di dare notorietà al nascente giornale. Come se l’irruzione di poliziotti in una redazione giornalistica e la richiesta delle generalità di tutti i redattori e collaboratori fosse una cosa normale.

A questa ulteriore sollecitazione (Pollichieni aveva accettato di porre fine alla contesa prendendo per buona la telefonata del dottor Giambra, pur dichiarando di non “avere mai richiesto accreditamenti presso la prefettura di Reggio Calabria! ) la redazione del Corriere ha deciso di inoltrare un esposto alla magistratura, “che  - riporto le parole di Pollichieni - potrà così accertare fatti e circostanze, che ribadisco, per come avvenuti  e per le modalità che le hanno accompagnate, sono assolutamente inaccettabili”.

A quello che ho scritto, riportandovi in sintesi ciò che ho letto, va aggiunto, per dare maggiore strumenti di valutazione a chi legge, che il Corriere della Calabria si sta sistematicamente occupando di alcune delle sostanziali emergenze calabresi, col metodo non troppo in uso presso la stampa locale di fare nomi e cognomi, citare precise circostanze e fatti difficilmente contestabili. Nelle ultime edizioni che ho letto (ho perso purtroppo le prime due) gli argomenti maggiormente messi in risalto sono stati:

la insoddisfacente ed illegale gestione della depurazione in Calabria, cui è seguita la famosa “bandiera nera”, in barba alle dichiarazioni di Scopelliti e Arpacal calabrese di un presunto mare pulito;

la questione degli stipendi del Consiglio Regionale circa doppi rispetto al resto delle Regioni italiane,  dato messo in relazione con l’efficienza delle varie assemblee regionali;

alcune incongruenze tra scatti di carriera, incarichi doppi ed incompatibili di alcuni pezzi grossi della politica calabrese (l’on. Pdl  Antonio Gentile, );

le relazioni ed apparentamenti criminali tra mafia e ‘ndrangheta rispetto agli affari sul fotovoltaico ed eolico in Calabria;

alcuni stralci di dichiarazioni di ben 4 pentiti che citano, in ordine a presunte relazioni tra ndrine reggine e dinamiche criminali riconducibili al reato di voto di scambio,  l’attuale Governatore della Regione Calabria;

gli appalti per i 4 nuovi ospedali da costruire in Calabria saranno gestiti da “Infrastrutture Lombarde”, una società totalmente partecipata dalla Regione Lombardia, alla quale andranno 18 milioni di euro, scavalcando la Stazione Unica Appaltante e molte imprese e competenze locali..

Per chiudere, a me sembra che il fatto riportato abbia una sua gravità. Non escludo che le indagini potranno portare magari ad un errore esclusivamente procedurale o di incompetenza degli Ispettori, un malinteso.. ma non mi sento neanche di escludere che la redazione di Lamezia sia stata oggetto di pressione da parte dei “poteri forti” che questo giornale sta di volta in volta scomodando.

Lascio a voi ogni ulteriore considerazione

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Agosto 2011 22:03  

Commenti  

 
0 # Biondo Menicotti 2011-08-03 00:22
Riporto l'inizio del 3° capoverso corretto:
La “schedatura”, insieme , così si è espresso Carlo Parisi, segretario regionale del Sindacato dei giornalisti e componente della giunta esecutiva della Federazione Nazionale della stampa. Dello stesso parere, anch'egli informato dei fatti, Giuseppe Soluri, Presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti.
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0 # Biondo menicotti 2011-08-03 00:26
Ci riprovo, temo che per alcuni tipi di virgolettato il copia e incolla non risulti efficace.. sennò sono io il rimbambito ! :
La “schedatura”, insieme “a qualsiasi altro procedimento non promosso dall’autorità giudiziaria è illegale”, così si è espresso Carlo Parisi, segretario regionale del Sindacato dei giornalisti e componente della giunta esecutiva della Federazione Nazionale della stampa. Dello stesso parere, anch’egli informato dei fatti, Giuseppe Soluri, Presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti.
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0 # MORFEO 2011-08-03 01:52
E COME SI DICE SE QUESTO NON E' REGIME DIMMI TU COS'E' ? QUANDO UN GIORNALISTA VUOLE RIMANERE CON LA SCHIENA DRITTA E VUOLE DENUCIARE LE INGIUSTIZIE IN QUESTO PAESE SA COSA RISCHIA E NON PARLO SOLO DI CARRIERA, LA LIBERTA' D'ESPRESSIONE E DI INFORMAZIONE CHE CHE SE NE DICA E' ANCORA TUTTA DA CONQUISTARE . MA CHE SENSO DANNO LOR SIGNORI ALLE NOSTRE BANDIERE PER IL CENTENARIO? ... E SI MISTERO DELLA FEDE ... COME DICE QUALC'UNO
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0 # Carmelo GARIPOLI 2011-08-03 16:51
Sin dal primo numero ( pubblicato il 23 giugno 2011 ) “ Il Corriere della Calabria” mi ha dato l’impressione, e credo di non essermi sbagliato, che è un ottimo settimanale di cronaca, politica, cultura ….
Il mio convincimento nasce dal fatto che, chi vi scrive è “ una squadra preparata e coraggiosa “ di giovani coordinati da un tale che si fa chiamare “Paolo Pollichieni” e che è un signore che , sicuramente, non scrive “ sotto dettatura “.
E’ difficile trovare in Calabria un giornale scritto senza… “ sotto dettatura “; il Corriere della Calabria è uno di questi pochissimi giornali in Calabria.
E tu caro amico, se sei un calabrese che vuoi conoscere la verità sulle cose che capitano il Calabria, continua a leggere il CORRIERE DELLA CALABRIA. Cordialità Carmelo GARIPOLI
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0 # FB 2011-08-03 22:03
La vicenda è molto inquietante e muove alcune considerazioni: la prima, come ha fatto notare Carmelo, riguarda da vicino l'informazione in Calabria, quasi sempre asettica, anzi arida, quando va bene, asservita di solito; la seconda è che l'accaduto ha, comunque, il tipico sapore della questione italiana, dove queste cose succedono: chi ha seguito per bene i fatti di Genova 2001 si rende conto che c'è spazio anche per i golpisti; infine, che non bisogna mai abbassare la guardia.
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0 # Biondo Menicotti 2011-08-03 22:58
Ho la stessa senzazione sia tua che di Carmelo, e cioè che sia stia verificando un fatto nuovo a livello editoriale. Alcuni argomenti era da molto tempo che non venivano nenache sfiorati. Come ad esempio le carriere e gli stipendi della politica regionale. E' facile dunque che una voce nuova e di tale vigore possa dare parecchio fastidio. Seguirò con molta attenzione l'evolversi della vicenda.
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0 # CARMEN 2011-08-03 23:30
Mi era stato segnalato da un mio amico di Roma, era Giugno scorso e, il Corriere era alla sua 3° uscita. Mi ha subito messo tanta curiosità. Ben vengano queste ed altre voci nuove di informazione, in Calabria. Bisogna essere scomodi e avere il coraggio di controinformare , sempre!
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0 # pinoipp 2011-08-04 00:14
Saranno le buone nuove (private) di questi giorni o quel sorso di delizioso limoncello che ha chiuso la mia cena stasera a rendermi ottimista, non nego. Certo è che la nascita del "Corriere della Calabria", con le sue inchieste coraggiose e il fastidio che ha generato nell'establishment, è un buon segnale per questa regione. Mille altri di questi segnali e ce la faremo!
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0 # PG 2011-08-04 18:32
Perché limitarsi a schedare i giornalisti de "Corriere della Calabria" invece di mandarli al confino senza perdere troppo tempo? Un'ulteriore dimostrazione di quanto sia poco efficiente la struttura dello Stato, proprio come da tempo indica - purtroppo inascoltato - il Grande Ministro Brunetta
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0 # Antonino Bonaccorso 2011-08-22 21:24
INFATTI. Sono d'accordo con tutti. Talvolta, durante le conversazioni con amici, mi scappa di ribadire che non è vero che in Italia e particolarmente in Calabria abbiamo la libertà di parola anche se si tratta di parola "lecita". Ebbene, davantii a questa affermazione, gli amici mi saltano adosso, affermando che non è vero perchè, dicono, su questo o quel politico ne diciamo di tutti i colori. . Può essere, ma è ininfluente. Quando invece ne parla una testata giornalistica, fa scalpore, crea opinoni e tendenze e questo è scomodo. Corriere della Calabria è quel giornale che parla senza peli sulla lingua e attiva su di se una serie di convergenze che danno fastidio al "potere". Da qui, le "invasioni barbariche" che avrebbero la finalità di tappare le bocche di chi, come dice l'amico Carmelo Garipoli, non parla sotto dettatura ma, quando parla, mette sulla scrivania le proprie palle. Sono palle scomode che vanno tagliate. Invoco il dottor Paolo Pollichieni, di fare in modo di tenere sempre integre, le proprie palle a beneficio della Calabria e dei calabresi. GRAZIE.
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