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I forconi risalgono l'Italia

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Ultimo aggiornamento Sabato 04 Febbraio 2012 09:11  

Commenti  

 
0 # Morfeo 2012-01-25 13:51
E' LA SOLITA E ANTICA STORIA, LA QUESTIONE MERIDIONALE IRRISOLTA RIPROPONE I SUOI PROBLEMI DOVE DA SEMPRE SI RUBA AI POVERI PER REGALARE AI RICCHI E SE CI SI RIBELLA SI DIVENTA VIOLENTI ... HAI HAI HAI ... LA BORGHESIA, I PENBENSANTI, I PADRONI ... E TUTTO CONTINUA
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0 # PG545454 2012-01-26 13:14
Il racconto di Pino Aprile contiene molte verità ed ha il merito di farle ascoltare, a chi lo desidera, rompendo un silenzio ed una omertà tipicamente italiani. Per tanti il Sud rappresenta un PROBLEMA che non gli appartiene, di cui è opportuno parlare solo come una “palla al piede” che limita e condiziona lo sviluppo e la modernizzazione dell’intero Paese e, soprattutto, della produttiva, operosa e civilissima Padania. Quella di Aprile, però, è solo una delle tante sfaccettature di un argomento complesso, a cui andrebbero aggiunte molte altre peculiarità di cui ho in parte già scritto e che non desidero riprendere. Così, almeno, mi ha consigliato il mio riferimento politico attuale, l’ex Ministro dell'Interno Roberto Maroni, da quando sono diventato un convinto “maroniano” (o “maronita"? Boh, fa istess!). Posso però intuire i motivi per cui Mary Star ha escluso Salvatore Quasimodo dal nuovo programma di letteratura italiana del ‘900 previsto per i licei.
Non solo il Poeta ha vinto un premio Nobel (cosa dalla Gelmini certamente ignorata) ma ha scritto anche una poesia che, inevitabilmente , lo condanna ad una rigorosa censura. Io, però, mi ci ritrovo in questi versi, suscitando probabilmente feroci critiche da parte di Bobo e del mio amico Pinoipp.

Lamento per il sud
La luna rossa, il vento, il tuo colore
di donna del Nord, la distesa di neve...
Il mio cuore è ormai su queste praterie,
in queste acque annuvolate dalle nebbie.
Ho dimenticato il mare, la grave
conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
le cantilene dei carri lungo le strade
dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,
ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru
nell'aria dei verdi altipiani
per le terre e i fiumi della Lombardia.
Ma l'uomo grida dovunque la sorte d'una patria.
Più nessuno mi porterà nel Sud.
Oh, il Sud è stanco di trascinare morti
in riva alle paludi di malaria,
è stanco di solitudine, stanco di catene,
è stanco nella sua bocca
delle bestemmie di tutte le razze
che hanno urlato morte con l'eco dei suoi pozzi,
che hanno bevuto il sangue del suo cuore.
Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,
costringono i cavalli sotto coltri di stelle,
mangiano fiori d'acacia lungo le piste
nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse.
Più nessuno mi porterà nel Sud.
E questa sera carica d'inverno
è ancora nostra, e qui ripeto a te
il mio assurdo contrappunto
di dolcezze e di furori,
un lamento d'amore senza amore.

Salvatore Quasimodo, da “La vita non è sogno” - 1949
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0 # Carmen 2012-01-27 20:10
Condivido l'amarezza e la lacerazione di un "lamento d'amore
senza amore" che non esclude un sentimento di coesistenza
di "dolcezze e furori". Mi sembra una dimensione umana e reale per qualsiasi esule del Sud.

Grazie a PG...per aver reintrodotto così "brutalmente" un grande poeta, tanto sapientemente inserito, d'autorità senza autorevolezza, nelle liste di proscrizione dei Grandi a salvaguardia della roccaforte dell'ignoranza Padana.
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0 # pinoipp 2012-01-26 15:09
Forse avrai le rampogne di quell'equivoco figuro, certamente non le mie!
Anche questa struggente lirica, a dispetto del suo ritornello, chiama, invoca il ritorno a Sud.
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0 # pinoipp 2012-01-26 15:54
Maria Stella non ha dimenticato solo Quasimodo. Anche Pirandello (altro premio Nobel), Tomasi di Lampedusa,Scias cia, Bufalino, Brancati ... tutti siciliani! E poi Croce, Alvaro, Serao, De Filippo, Repaci, Calogero ... con le mie scuse per chi in questo momento (e sono certo in tanti) mi sfugge.
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+1 # Morfeo 2012-01-26 19:36
Questa caro Pino non te la perdono! ti sei dimenticato di me ... vai a fidarti dei terroni ... :P
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0 # pina piccolo 2012-01-26 16:50
La Deledda, altro premio Nobel, dai chiamiamola delle nostre, l'isola della sardegna è lunga e a qualche grado di parallelo apparterrà al Sud.
A parte gli scherzi, avete visto quell'articolo ne Il Manifesto, il 24 mi pare, che compara l'attuale rivolta a mucillagine?
Non so che cosa stia succedendo a quel quotidiano.
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0 # Morfeo 2012-01-26 19:41
La cultura, la conoscenza della storia e della sua analisi la si sta dimenticando a favore di una storia ad economia di mercato, e la cosidetta sinistra che si offre al fascino indiscreto del'analisi reazionaria della storia e della vita stessa. i soliti conati di vomito dei servi del potere che hanno invaso aeree sino a ieri di cultura socialista e marxista stanno buttando il bambino e l'acqua sporca ... bontà loro
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0 # pinoipp 2012-01-26 21:38
Non ho letto quell'articolo; tuttavia, cara Pina, non riesco a scorgere nelle attuali manifestazioni né i prodromi di una rivolta del Sud né quelli di una rivolta sociale, in grado, in nessuno dei due casi, di offrire lo sbocco possibile e auspicabile di una Italia più giusta e più libera.
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0 # Morfeo 2012-01-26 22:56
purtroppo hai ragione caro Pino anche perchè le nostre opposizioni non hanno nulla che faccia pensare anche solo ad una protesta di educande in perizoma ... i soliti buffoni
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0 # FB 2012-01-27 14:13
Interessante. Fa specie l'iniziativa dell'INPS che svende i produttori al pescecane finanziario. Uno dei tanti aspetti di quella economia che, con molta lucidità Marx indicava come separata dalla società. D'altronde, se pensiamo alle politiche economiche europee più che di economia separata si può parlare di economia surreale, basata sulla distruzione e lo spopolamento delle campagne, in vista di assetti utopistici, altro che comunismo! Questo servizio ripropone, con il pericolo di noiose ricadute, la questione meridionale. A tal riguardo, dovremmo provare almeno a ragionare senza tabù di sorta. Va bene che il cittadino deve fare il proprio dovere e assumersi, per quanto possibile, oneri ulteriori che coinvolgono la propria coscienza sociale e civile, ma il problema è dello Stato come struttura burocratica che lo deve risolvere. Per affrontare il problema secolare, occorrerebbero anche misure incompatibili con il sistema generale di garanzia ora impensabili, tipiche degli Stati autoritari. Diversamente ne parleremo ancora per secoli.
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0 # pinoipp 2012-01-27 14:52
Troppo pessimismo, caro FB! Non abbiamo bisogno di una dittatura!
Per risollevare il Sud sono necessari: il ripristino della legalità che è compito dello Stato come come competono allo Stato nazionale e alla Comunità Europea gli investimenti in infrastrutture, una maggiore autonomia come quella invocata (invano e ben prima della Lega Nord) per decenni dopo l'unità, l'impiego delle nostre migliori energie. Non è utopia. E' quanto è già in gran parte avvenuto in alcune aree del Mezzogiorno.
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0 # FB 2012-01-27 21:33
Mah, in questo tipo di questioni credo che non c'entri nulla nè il pessimismo, nè l'ottimismo.
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0 # eugenio 2012-01-27 20:17
Ho l'impressione che noi meridionali restiamo schiacciati,sem pre,tra i potentati romani e quelli locali, nonostante legittime rivendicazioni, con il rischio concreto di venire,ogniqual volta,usati e strumentalizzat i dagli esponenti di interessi forti che non hanno a cuore i problemi del meridione.
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+1 # Carmen 2012-01-27 20:51
Confesso di aver in merito le idee non molto chiare ,forse perchè poi la realtà di questo movimento non si discosta molto da quella definizione di "mucillagine" data dal Manifesto
e, così invisa a Pina.
A me pare che dentro ci sia di tutto, tranne che forti idealità e ragioni profonde che sopratutto coinvolgano la collettività e ne intercettino bisogni comuni. Vedo, piuttosto, la difesa ad oltranza di piccoli privilegi e furberie di categorie e corporazioni, niente a che vedere con la difesa del bene comune o con la sacrosanta lotta per i diritti.
Naturalmente non è così nettamente demarcato il fenomeno, ma non mi piace questo far riemergere la testa quando sono intaccati solo i propri interessi mentre tutto quel che, da tempo si sommuove in termini di diritti negati e malaffare, corruzione e illegalità rimane ai margini, un grido di pochi.
Le accise sulla benzina e i pedaggi autostradali non sono tasse dell'ultimora, soltanto a giugno scorso con l'omnibus e con le milleproroghe del governo Berlusconi, erano sanciti questi aumenti, ma nessuno ha alzato la voce, tant'è che molti nostalgici berlusconiani si rappresentano e trovano posto, invece, in questa protesta. Comprensibile la rabbia di alcuni, pochi, ma, se fossero rose, sboccerebbero e prenderebbe forma un movimento compatto che facilmente e giustamente susciterebbe interesse e slancio meridionalistic o.
La questione meridionale non è ancora l'interesse di tutti i meridionali.
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