Penso che sarebbe giusto che ogni cittadino almeno 2 volte nella vita faccia, lo sforzo immane ma altamente meritorio di leggere la costituzione italiana che non è solo nata dalla resistenza, come si ripete noiosamente da sempre. Essa rappresenta il riscatto,la volontà politica sociale economica civile e democratica di un intero popolo anche se qualc’uno potrebbe osservare, che a realizzarla comunque fu soltanto una parte di esso se pure in quel momento maggioritaria e vittoriosa su un regime che portò alla rovina il mondo intero.
Ma ciò è fortemente relativo in quanto i valori essenziali e la sua struttura portante furono e sono tuttora universali unici e imprescindibili poiché essa, la nostra costituzione, è scuola di alto valore umano e civile a cui ogni uomo deve fare riferimento se realmente intende costruire una società democratica fondata sul lavoro, sul progresso e che abbia un futuro prospero di benessere per le presenti e per le nuove generazioni, che dovranno assumersi l’alto compito di difendere la nostra costituzione se davvero intendono salvaguardarsi il diritto a costruirsi uno stato, una nazione che sia degna di questo nome. Non serve semplicemente scriverla sui muri delle scuole, nelle università, sulle lapidi dei nostri morti, o su quei luoghi e posti che conosciamo se non entra nella coscienza, e nello spirito di milioni di uomini e donne che formano il nostro paese con le brutture, con le sue ingiustizie, con le sue contraddizioni, con le sue prevaricazioni. Un paese dilaniato dalla presenza del malcostume, che a causa di governanti inetti, assoldati dal grande capitale, e da forze esterne, soggiogati dalla presenza nell’economia di forze abbiette, dedite alla droga, alla prostituzione, alla corruzione, agli affari più loschi, dove lo stato nei suoi uomini peggiori è coinvolto sino al punto da non esitare a fare affari commerciali e non solo con le cosche mafiose, che hanno ormai infettato il nostro paese, la nostra economia in tutte le sue forme e strutture con l’odiosa collusione dello stato, QUESTO STATO!, sino al punto che oggi è “ Lo stato “ attraverso i partiti, e le stesse sue strutture a chiedere “Aiuti e favori” per le campagne elettorali, per la scelta degli uomini e appalti, gli importi, e le stesse aziende che devono partecipare alle gare decidono le cupole mafiose su chi deve vincere o perdere. E non solo sempre con il bene placido dei ministri, porta borse, e dei lacchè sono entrati ormai da tempo nella sanità, nella giustizia, nella finanza, nella economia di mercato nazionale ed internazionale. Tutto questo mentre la classe politica e i rappresentanti dello stato si sono prodigati e dedicati alla caccia alle streghe, ed a emanare leggi contro gli strati più poveri, contro la democrazia CONTRO SE STESSO! Autentici demolitori e anti stato loro stessi, contro la scuola contro la civiltà. A favore delle grandi evasioni, delle speculazioni, della mafia e leggi ad personam, del malcostume come regola di vita. Lo stato, sì Lui dovrebbe essere la sintesi della struttura, la spina dorsale di un paese, dentro di esso devono svilupparsi tutti gli istituti e le strutture per garantire al proprio popolo il lavoro, la giustizia, l’uguaglianza il benessere delle sue popolazioni, deve garantirne la cultura e la sua crescita umana e civile, tutto ciò al di fuori di quella che che è la vita dei partiti delle loro scelte, delle loro ideologie lo stato deve essere esempio di rettitudine di onestà e di giustizia, sociale; ma in questo paese non è così e non ci si può meravigliare quindi se certi comportamenti vengono imitati e dappoi portati agli eccessi in tutti gli strati delle nostra società. Ed è suo dovere garantire ai più poveri ai più indigenti una condizione di vita dignitosa. Ciò riferito agli anziani, ai malati, alle donne, i bambini, e a tutti coloro che per sventure nella loro vita non sono in condizioni di poter vivere sotto un tetto o chissà dove, ai disoccupati ai senza reddito o a redditi al di sotto della necessaria soglia di sopravvivenza. LA NOSTRA COSTITUZIONE E’ CHIARA ! E’ GIUSTA E’ UMANA E’ DEMOCRATICA.
Per chi ancora non lo lo avesse capito noi non siamo solo il paese delle porcherie e delle ingiustizie. Noi siamo il paese di Portella delle ginestre, siamo il paese delle bombe sui treni, di piazza Fontana, di piazza della Loggia, siamo stati e torneremo ad esserlo, partecipi delle oceaniche manifestazioni dei lavoratori, dei metalmeccanici, delle donne e dei giovani, pensionati, il paese dell’austerity, un intero popolo libero unico e democratico. Siamo il paese che ha ricacciato indietro la vergogna sanguinaria delle brigate rosse e dell’estremismo di destra, riportato in auge e legalizzato proprio dall’innominabile. Siamo il paese dell’arte e della cultura. Ma dobbiamo capire e studiare bene come e perché siamo arrivati a questo punto di non ritorno. Non si è fatto quanto scritto nella nostra Carta sin dagli anni cinquanta: tutti i governi succedutosi, non hanno operato per il bene comune, ma si sono adoperati per appropriarsi del potere, con ogni mezzo in modo da averne il massimo dei profitti o personali o di partito e poco a me importa se di destra o di sinistra; è mancata nei comportamenti e non solo la VIGILANZA DEMOCRATICA se pure occorre sempre fare le debite differenze. Se in sessanta anni di repubblica , non si è sviluppato come si sarebbe dovuto lo spirito di democrazia, di solidarietà, di civismo in tutte le coscienze, o in gran parte di esse occorre dire che grandi responsabilità l’hanno tutti coloro che hanno fatto del nostro paese una vera e propria colonia, dal nord al sud, facendo diventare quella che una volta era la “semplice questione meridionale “, una vera e propria EMERGENZA NAZIONALE con le politiche che sono state applicate, le idee su cui si sono forgiate, e posate e sviluppate checché se ne dica con consensi che mai sarebbero dovuti venire da una opposizione incapace di fare il proprio lavoro, e di riflesso in maniera preoccupante è avanzato inevitabilmente un concetto che è presente da sempre negli strati, più poveri di cultura, e che vive e vegeta nei quartieri ghetto di tutto il mondo. La cultura del sottoproletariato, E QUESTA SOTTOCULTURA E’ QUELLA CHE IL NOSTRO GOVERNO MOSTRA ED APPLICA NELLE SUE SCELTE IDEALI, ECONOMICHE , POLITCHE E CULTURALI e a conferma di ciò basta analizzare i cosi detti valori che infestano la nostra società, sul lavoro, sul benessere, sull’onestà, nel rapporto con le donne sui sentimenti sul concetto stesso della vita. A ben altri livelli occorre rapportarsi nel campo della cultura,dello studio, nelle analisi, e con i luoghi comuni si fa poca strada. Noi generalmente siamo portati a fare delle giuste analisi dando poi risposte puntualmente sbagliate che incancreniscono il male ma non danno soluzioni e la cura rischia di divenire più dannosa del male. E no … non ci siamo io credo, anche se il mio giudizio conta poco o nulla, ma non abbiamo bisogno di andare in America per prendere lezione dai lestofanti miliardari americani, e non mi pare che sia proprio l’ideale prendere lezione da un banda di puttanieri statunitensi, che vanno in giro a prendere per i fondelli i soliti boccaloni americani e italiani e perché no di tutto il mondo andando a dire … “Non chiedetevi cosa il vostro paese può fare per voi ma chiedetevi cosa Voi potete far per il vostro paese,” per poi mandare a morire centinaia di migliaia di giovani americani in Vietnam, drogandoli, facendoli morire come bestie in una guerra ingiusta e inutile come tutte le guerre … ma di che cosa si sta parlando? Del sesso degli angeli?. E non mi soffermo come in quel generoso e democratico paese ancora oggi si trattano le minoranze di colore e non solo i neri che nella maggioranza dei casi vivono in condizioni inumane … per favore …
Se la nostra gente quella del nord, del sud, del centro, è quella che noi tutti conosciamo, le ragioni sono ben altre da quelle che tanto generosamente elencate, e sono da ricercare almeno nelle parti più gravi dal fatto che “ Lo stato italiano” è sempre stato l’oggetto misterioso, assente, e mai congruo, presente solo quando deve essere oppressivo e punitivo nei confronti dei soliti noti, ma comprensivo, e generoso con i potenti, copioso quando a trattare con loro, sono i ricchi le banche , mafie, i lacchè, i padroni. Caro signore il pesce si dice al mio paese puzza dalla testa e non è facendo le multe a chi fa le puzzette in ascensore che si risolve il problema della cattiva educazione e del menefreghismo occorre cultura, maturità democratica, senso di responsabilità e buon esempio da parte del capo famiglia … ma a proposito quale famiglia? Noi tanto per essere chiari abbiamo avuto ed abbiamo tuttora grandi pensatori che non hanno nulla da invidiare a nessuno al mondo, noi oltre ad essere i paese di Aldo Moro , siamo anche il paese di Gramsci, Benedetto Croce su cui non sono d’accordo ma pazienza e tanti altri ma non abbiamo necessità esterofile e nemmeno troppo brillanti. Santificati dai benpensanti disinformati e pigri di spirito e dai “Democratici dell’ultima ora”.
Tra l’altro ( e qui mi gioco il posto nello sbavaglio) è necessario capire che a mio modesto parere esiste un solo modo per eliminare la povertà , alcuni pensano che occorre eliminare tutti poveri, già e poi chi lavora! chi consuma così anche i ricchi scompaiono (non sarebbe una grave perdita). Io invece penso che la povertà si elimina riducendo e non di poco le ricchezze spropositate sia nelle loro quantità ingiuste che nel modo stesso di accumularle e realizzarle. Gli amici cattolici devono entrare in una diversa dimensione della lotta alla fame, e alle ingiustizie, cari amici , cari fratelli, i poveri non hanno bisogno di elemosine elargite da ricchi e meno ricchi, questo può e deve servire in primo momento, ma poi hanno bisogno di lavoro, di dignità, di civiltà a basso prezzo e non pagata con vite umane e con sfruttamento al di fuori della cosi detta civiltà e la qualità della vostra battaglia per quanto pregevole e importante deve elevarsi su un diverso terreno più politico e pratico sino a predicare la rivolta contro le vergogne del mondo. Il nostro papa sarebbe anche ora che la finisca di fare il santo e cominci a fare l’uomo, a chiamare per nome cognome i responsabili di questa infamia. Che già la chiesa fra Potenza, per la Claps, la tomba regalata al capo della Magliana, a Roma il rapimento in Vaticano di una quindicenne, preti che scopano con le suore e si sentono Gesù cristo, e i pedofili e chissà quante altre schifezze a parte Marcincus è davvero sistemata bene e sì, che volete E’ IL TERZO STATO. Sì questa repubblica a parte la costituzione è quanto meno da cambiare. La democrazia è come obbiettivo della RIVOLTA DEMOCRATICA che occorre realizzare per salvare il paese. E’ ora di farlo e perché no assieme a tutti quelli delusi, offesi, con quelli a cui si è chiesto il voto di scambio per farli vivere nelle menzogne e nei ricatti e mai è stato chiesto un parere, a chi voleva fare qualcosa per il proprio paese e gli è stata tolta oltre che la dignità anche gli strumenti, il diritto e il potere per farlo fra cui le strutture, la cultura ma anche il diritto della parola negando ai figli il diritto alla scuola, al lavoro al futuro.
Falso e vergognoso moralismo, certo, se anzi che gettare per terra i pezzettini di carta buttassimo a mare questa classe polita becera e corrotta sarebbe meglio ma bisogna proporre un mondo nuovo, che non sia la solita minestra riscaldata dei menscevichi di turno, vero? … Ogni riferimento a fatti e persone veramente o quasi vive è puramente voluto. SIAMO NOI L’ALTRA FACCIA DELLO STATO, siamo la faccia pulita.







Commenti
In verità, specialmente qui al sud, abbiamo conosciuto solo e sempre uno stato quello “ oppressivo e punitivo “ forse perché, l’altro stato, quello “comprensivo e generoso “ è stato sempre regolarmente assente, latitante, non c’è mai stato da noi al sud.
E’ una grande idea “ la rivolta democratica “ così come lo è l’unione dei “ delusi, degli offesi…. dei poveri “ che si mettono assieme per lottare con lo scopo ben preciso di vincere la guerra e non soltanto una battaglia.
E se noi ci sentiamo “ l’altra faccia dello Stato, la faccia pulita “ non dobbiamo perdere tempo. Cominciamo, da subito, ad organizzarci per la rivolta. In concreto, cosa suggerisci ?
Che tutte le regioni vengano messe in condizioni di poter presentere un progetto per il lavoro che tenga conto delle realtà economiche ponenendo al centro la politica del lavoro verde per la salvaguardia del territorio, agricortura a chilometri zero, sviluppo delle tecnologie regionali per lo sviluppo delle fonti energetica rinnovabili, creazione di asili e scuole materne all'interno di caseggiati utilizzando anche donne e uomini disoccupati, oppure giovani, progetti regionali per la qualificazione professionali dei nuovi e vecchi laureati sono decine le piccole e medie imprese che ricercano giovani per i loro corsi,un coordimento nazionale che contenga tutte le proposte che provengono dalle regioni . Mettere in questo modo al centro la questione del lavoro come elemento principe coinvolgendo aziende e banche per il loro finanziamento e tanto altro come il riconoscimento dei prodotti agricoli del sud con progetti consoni . E lavorare a che un progetto comune su queste basi diventi obbiettivo di lotta. Utilizzando come mezzo di informazione divulgazione lo strumennto della rete. Ed anche se saremo tacciati di comunismo pazienza. Sono solo alcuni esempi e ancora molto di più ma qui non si può dire tutto , la prima rivolta è per il lavoro
Bisogna proprio cominciare ex novo, tutto! Partendo dal presupposto che ereditiamo un fardello pesantissimo che è il debito pubblico.
Nondimeno non dimentico le scelte e le logiche politiche che portarono agli artt. 7 e 8, errori che si pagano ancor oggi come Morfeo ci ricorda nella parte finale della sua lunga e appassionata analisi.
RSS feed dei commenti di questo post.