Nel silenzio quasi generale dei mezzi di informazione e nel disinteresse del nostro governo si sta consumando in queste ore una nuova tragedia ai danni di centinaia di cittadini eritrei. Le autorita' libiche hanno infatti deciso la loro deportazione dal centro di Misratah, sulla costa della Tripolitania, a quello di Sebha, all'estremo sud del paese, dove le condizioni di vita sono assolutamente disumane. Molti di questi eritrei si trovavano nel centro di Misratah dopo uno dei tanti respingimenti in mare frutto dell'accordo con il governo di Gheddafi di cui va tanto fiero il nostro Ministro dell'Interno. L'Italia ha perciò una speciale responsabilità in questa tragedia.
La redazione de "Lo Sbavaglio" invita tutti i suoi lettori a indirizzare al Presidente della Repubblica, attraverso https://servizi.quirinale.it/webmail/ (ignorate la notifica che il certificato di sicurezza del sito del Qurinale è scaduto e procedete comunque), il testo che segue:
Sig. Presidente,
conto sulla sua autorevolezza morale e istituzionale per cambiare la politica di respingimento praticata dal nostro Governo contro minoranze in fuga dai loro paesi in guerra. In particolare mi riferisco al respingimento in Libia dei migranti provenienti dal Corno D'Africa, vieppiù illegittimo perchè si tratta di persone che hanno diritto all'asilo politico. Le volenze, le deportazioni, le incarcerazioni arbitrarie e prolungate perpetrate sul suolo libico vengono continuamente confermate e sono state oggetto di interrogazioni parlamentari che non hanno fino ad ora avuto una risposta che non sia stata meramente burocratica. Sono notizia recente ulteriori scontri tra profughi eritrei e polizia libica che hanno portato a uccisioni ed espulsioni verso l'Eritrea di persone che fuggono da quelle zone di guerra. Non sono casi isolati, si tratta di una sofferenza collettiva che finora non ha smosso la coscienza della politica. Voglio che Lei sappia che questa politica antiumanitaria non mi rappresenta in quanto cittadino italiano ed europeo e faccio appello alla Sua sensibilità e al Suo ruolo di garante dei Diritti Costituzionali.
Distinti saluti.







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