Propongo, considerata l’attuale miserrima condizione del Paese e della sua classe politica, di raccogliere le firme per un referendum che riporti al potere Sua Altezza Reale, il Principe di Venezia e di Piemonte, Emanuele Umberto Reza Ciro René Maria Filiberto di Savoia. Possiede, senza alcun dubbio, le innumerevoli doti indispensabili per far uscire l’Italia e l’Europa dalla crisi devastante di cui non si intravede la fine. Giovane, dinamico, sportivo, sobrio, elegante, poliglotta (compreso un po’ di italiano parlato), diplomato e grande diplomatico (ha perfino frequentato l'Università di Ginevra, non si sa bene con quali risultati), economista di valore internazionale, consulente finanziario e creatore, a soli 26 anni, del fondo d'investimento Altin, vincitore di un’edizione di “Ballando con le stelle” e immortale testimonial negli spot pubblicitari dei sottaceti Saclà. Mi appare come la perfetta e complementare sintesi dell’attuale e del precedente Presidente del Consiglio. Compagni, ci vogliamo solennemente impegnare per la raccolta delle firme e poter così ritornare, finalmente, ad una sana e robusta Monarchia, sia pure edulcorata dallo Statuto albertino?
Caro PG 54.... . Condivido in tutto per tutto la tua analisi sul principino juventino che pretendeva 260 milioni di euro dalla Repubblica italiana quale risarcimento dei "danni" patiti dalla sua regale famiglia, omettendo di indicare quelli, enormi, inflitti dai Savoia al popolo italiano, in morti, distruzioni, sofferenze indicibili per milioni di persone. Un'errore, storico, venne compiuto anche a sinistra consentendo il rientro in patria degli inqualificabili Savoia, ma , all'epoca, circa 10 anni fa, in pochi colsero l'aspetto miserabile dell'operazione. Mi è piaciuta l'ironia, amara, che connota il tuo pezzo, ma mi chiedo cosa c'entri con l'Albero della Libertà giacobino, eretto nel 1798 a Rivoli dalla prima municipalità repubblicana della storia della nostra città. Ricordare quegli avvenimenti non significa auspicare il ritorno della nobiltà, oggi sostituito dalla casta dei grassatori della società (evasori fiscali, politici corrotti e strapagati), anzi . Ricordare i fatti di oltre 200 anni fa serve a farci comprendere che sempre c'è stato e sempre ci sarà chi si batte per un mondo migliore. Carlo Zorzi, Rivoli
Carlo, come tu stesso hai scritto, la mia era solo un'amara considerazione da contrapporre al ricordo di quanto accaduto oltre 200 anni fa. Dopo due secoli l'Italia è diventata ciò che vediamo oggi, nonostante ci siano state - e ci siano ancora, per fortuna - tante persone che hanno fatto e fanno di tutto per cambiare in meglio quello che ci circonda e ci avvilisce.
Evidentemente riconosciamo all'attuale Repubblica poco o niente dei valori e della idealità che la contraddistinsero in epoca giacobina. Ci ricorda, piuttosto, una odiosa monarchia (recente passato Berlusconiano) con trapasso attuale verso una oligarchia.
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Condivido in tutto per tutto la tua analisi sul principino juventino che pretendeva 260 milioni di euro dalla Repubblica italiana quale risarcimento dei "danni" patiti dalla sua regale famiglia, omettendo di indicare quelli, enormi, inflitti dai Savoia al popolo italiano, in morti, distruzioni, sofferenze indicibili per milioni di persone.
Un'errore, storico, venne compiuto anche a sinistra consentendo il rientro in patria degli inqualificabili Savoia, ma , all'epoca, circa 10 anni fa, in pochi colsero l'aspetto miserabile dell'operazione. Mi è piaciuta l'ironia, amara, che connota il tuo pezzo, ma mi chiedo cosa c'entri con l'Albero della Libertà giacobino, eretto nel 1798 a Rivoli dalla prima municipalità repubblicana della storia della nostra città. Ricordare quegli avvenimenti non significa auspicare il ritorno della nobiltà, oggi sostituito dalla casta dei grassatori della società (evasori fiscali, politici corrotti e strapagati), anzi . Ricordare i fatti di oltre 200 anni fa serve a farci comprendere che sempre c'è stato e sempre ci sarà chi si batte per un mondo migliore.
Carlo Zorzi, Rivoli
(recente passato Berlusconiano) con trapasso attuale verso una oligarchia.
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