LO SBAVAGLIO

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Religione e laicità

L’importante è crederci

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Riporto a nome e per conto di Morfeo, quanto una sua fan gli trasmette via mail. Stanca di sentirsi dire che tutte le colpe del mondo debbano ricadere sulla povera gente. Poiché  anche durante  una presunta apparizione o vera che sia, fanno risalire tutte le ingiustizie, e le catastrofi del mondo ai presunti peccati che ognuno di noi compie durante il corso della propria vita. Se ne deduce  che pure le richieste del Grande Vecchio, o  dei suoi messaggeri celestiali, quando scoppia una guerra, un'epidemia, una catastrofe, come quella dell’undici settembre, o una crisi economica come quella che stiamo vivendo, essi, quelli che amministrano il paradiso, chiedono ai diseredati di pregare, per il fatto che se ciò accade è tutta colpa dei metalmeccanici, dei disoccupati, degli studenti dei precari che pregano troppo poco, (dimenticandosi che la stessa sofferenza è preghiera) e delle donne che ormai la concedono a prezzi modici o quasi persino ai governanti e restano in attesa di una sistemazione anche provvisoria in televisione o al comune di S. Giorgio a Cremano o magari perché no come lottatrice di sumo a Kioto, non  ha importanza dove, ancora meno  quale  sia il tipo di lavoro, l’importante è il lavoro, ed anche la paga come sempre è un particolare insignificante, tanto come tutti sanno e lo sa anche il nostro redattore c’è sempre la divina provvidenza, il cui rappresentante in questo momento è impegnato in una causa per pedofilia alla corte di giustizia europea. Ma noi confidiamo (deriva da fede) che tutto finisca a tarallucci  e vino e poi è l’unico al mondo ad avere  protezioni ancora più in alto di  altri che si devono accontentare dei soliti mortali, potenti solo sulla terra almeno così si dice … ma Morfeo non ci crede.

 

 

Libertà politica e tolleranza religiosa

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La Redazione de Lo Sbavaglio è venuta in possesso di uno straordinario documento che, dobbiamo dirlo con la necessaria franchezza, testimonia senza alcuna ambiguità del rapporto di grande rispetto e tolleranza che la Chiesa Cattolica ha avuto fin dal dopoguerra nei riguardi della politica e dei partiti, anche se di sinistra. Non solo, il documento che stiamo per rivelarvi è anche la prova che la politica di attenzione verso il mondo cattolico inaugurata dal Migliore (e proseguita poi incessantemente dai suoi successori ed eredi) è stata sin da subito riconosciuta e ricompensata.

Tante, forse troppe, volte abbiamo polemizzato con le gerarchie ecclesiastiche per la loro supposta ingerenza negli affari interni italiani; questa volta, senza fatica, ne vogliamo riconoscere i meriti e la lungimiranza.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Settembre 2011 18:04
 

In nome di Dio

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In nome di dio, per un periodo superiore a cinque secoli, la chiesa cattolica ha imposto con la violenza la sua influenza politica, eliminando “fisicamente” ogni oppositore della sua dottrina.
Si tenterebbe oggi, attraverso un revisionismo storico , di cancellare il crudele sterminio di milioni di persone, tentativo presumo irrealizzabile, esistendo di fatto concrete prove storiche di tutte le stragi compiute dalla chiesa… sempre e comunque…. “ in nome di dio”, specialmente attraverso i famigerati tribunali della “santa inquisizione”.

 

L'evoluzione dell'anima

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Nella mia ingenuità razionalistica, ritengo  che la teoria dell'evoluzione formulata da Charles Darwin con la pubblicazione de “L'origine delle specie” nel 1859, abbia ricevuto innumerevoli riconoscimenti e prove concrete di assoluta validità da parte dell’intera, o quasi, comunità scientifica internazionale. Esistono ancora persone che insistono nel ritenere veritiero il cosiddetto “creazionismo”, vale a dire un intervento diretto di una o più entità metafisiche che avrebbe determinato l’esistenza della Terra, della vita, dell’uomo e dell’Universo intero. Le  posizioni creazionistiche sono sostenute soprattutto da coloro che insistono sulla necessità di un’interpretazione letterale del “libri Sacri”, in primo luogo della Bibbia – nelle parti contenute nell’antico Testamento – ma anche del Corano e, in modo molto più sfumato, perfino dei Veda. Alcuni, addirittura, insistono nel ritenere che la Terra abbia circa 6.000 anni mentre le più moderne misurazioni scientifiche stimano in circa 4,65 miliardi di anni l’età del nostro pianeta e del sistema solare a cui appartiene. Differenza di poco conto e, naturalmente, opinabile. Una versione più aggiornata della superstizione “creazionista” è il  disegno o progetto intelligente (creazionismo evolutivo o creazionismo scientifico), secondo cui l’evoluzione sarebbe frutto di un processo pilotato, sempre da una divinità, che smentirebbe la selezione naturale. Non mi interessa addentrarmi nella pretesa e assolutamente ipotetica “scientificità” di questa bizzarra teoria ma vorrei evidenziare un altro punto.

 


In un certo momento della vita, sulla Terra compare la prima specie del genere Homo,  l'Homo habilis  a cui seguono, semplificando, l’Homo erectus, l’Homo neanderthalensis,  l’Homo sapiens e, infine,  una sottospecie di quest’ultimo, l’attuale Homo sapiens sapiens (Linneo, 1758), chiamato anche essere umano. Mi pare che questa sequenza temporale sia accertata ed accettata da tutti, scienziati seri e fautori del creazionismo evolutivo.

Prescindendo dalle modalità con cui è avvenuta l’evoluzione (selezione naturale darwiniana o frutto di un “progetto intelligente”), deve esserci stato un momento in cui il genere Homo è stato caratterizzato dalla peculiarità di possedere “un’anima”. La definizione precisa di quest’ultimo termine non è banale e risulta, spesso, piuttosto controversa. Ammettendo la mia assoluta ed ingiustificabile ignoranza sull’argomento, insisto nella semplificazione, premettendo che accetterò qualunque precisazione o correzione di clamorosi errori che potrei commettere da qui in avanti. Ritengo però condivisibile la definizione secondo cui l’anima, se davvero esiste, rappresenta la parte spirituale di un essere vivente, o, più precisamente, consiste della coscienza e della personalità di un essere umano. Dunque, secondo una mia personale interpretazione, un uomo possiederebbe un’anima nel senso di avere la capacità di distinguere il bene dal male e, grazie al libero arbitrio, di esercitare l’uno o l’altro durante la sua vita terrena.

Molti sono convinti che il concetto di anima sia “un’invenzione” del cristianesimo: non è così, è di molto precedente ma acquisisce, tramite questa religione, una particolarità molto speciale. I cristiani credono nella resurrezione dei corpi per cui la separazione dell’anima, dello spirito, al momento della morte fisica rappresenta una specie di “esilio”, nell’attesa della riunificazione con il corpo risorto. In ogni caso, esiste un distacco e dunque un qualcosa che, sia pure  momentaneamente, abbandona il corpo come viene  affermato dallo stesso Gesù Cristo che, prima di spirare sulla croce, dice: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» (Luca - 23,46). Dimenticando per un momento l’ingenua rappresentazione riportata dalla Genesi la cui esegesi - o, se preferite, l'ermeneutica, intesa come tecnica per la corretta interpretazione dei testi sacri – fa spesso venire in mente la decodifica, a posteriori, delle criptiche ed esilaranti profezie di Nostradamus, riprendiamo, invece, il tema dell’evoluzione. Quello che mi incuriosisce è tentare di capire QUANDO l’uomo sarebbe diventato, per intervento divino, un inscindibile amalgama di corpo e di anima, di carne e di spiritoL'Homo habilis  aveva già un’anima? E l’Homo erectus o quello neanderthalensis, avevano un’anima? Gli individui che hanno fatto parte delle civiltà Mesopotamica, Egizia, Greca, Etrusca, Olmeca. Azteca, Tolteca, Maya, Chibcha o Inca, avevano un’anima? Ricordiamo che i sacrifici umani, compresi quelli di bambini innocenti, hanno costituito un aspetto importante di tutte, o quasi, le culture e le religioni precolombiane.

Mi domando infine, con neppure troppa ironia, cosa ci possa essere di intelligente in un progetto evolutivo che ha comportato la presenza, nell’Italia dei nostri giorni, di due nuove sotto specie, L’Homo berlusconensis e l’Homo padanensis. ESSO e Umberto, secondo voi, hanno anche loro un’anima che li distingue dall’ominide Australopithecus afarensis?

Ultimo aggiornamento Sabato 06 Agosto 2011 17:02
 

La nostra missione

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Se un abitante di un pianeta lontano, un alieno, osservasse la nostra terra con un telescopio e incominciasse l’osservazione con bassi ingrandimenti per andare via via a ingrandimenti maggiori penso vedrebbe qualcosa di questo genere: dapprima vedrebbe una debole luce simile a una stella di infima grandezza immersa in tante luci più brillanti intorno.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Aprile 2011 23:18
 


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