Ciò che sto per dire lo dico con tutto il rispetto che si deve a tutti coloro che professano una fede, un credo religioso e che hanno fatto di ciò la loro ragione di vita per l’impegno nel sociale che hanno profuso e profondono, nelle lotte condotte con coscienza e spirito di sacrificio, nelle società per il miglioramento delle condizioni sociali dei loro simili ed in particolare dei lavoratori e dei diseredati che sono numerosi ed abbisognano ancora di migliore e diversa emancipazione sociale culturale e politica. Penso anche che il mondo cattolico possa e debba ancora dare a questo fine grandi contributi.
Occorre a questo punto però riuscire a scindere due momenti fondamentali della chiesa. Il primo riguarda il potere temporale della chiesa in quanto stato ed il secondo riguarda più propriamente la fede religiosa in quanto tale, ciò al fine di evitare confusioni e mistificazioni da parte di tutti, anche di coloro che cattolici non lo sono e non per questo possono o devono essere necessariamente agnostici, atei o quant’altro (anche se ad esserlo non c’è proprio nulla di male, anzi si contribuisce a sviluppare un dibattito lungo ormai di due mila anni).
Non credo, almeno che la mia annosa ignoranza non mi tradisca, che si sia mai parlato di STATO DEL VATICANO SPIRITUALE O DELLO STATO DEL PADRE ETERNO o peggio ancora di governo temporaneo del Papa RE.
Si è sempre parlato dello stato del Vaticano con le sue leggi, con una sua magistratura, con un suo servizio segreto, con i suoi servi e i suoi re, che come tutti i regimi nella storia di questa umanità hanno governato e sgovernato a proprio piacimento. Lui, il Santo padre, ha sempre fatto il Re e non mi pare che in duemila anni di storia in Vaticano vi siano stati grossi cambiamenti dal punto di vista delle istituzioni. Il suo potere quindi è sempre stato un potere di regime ed il capo di questo stato è sempre stato un Re, mai un presidente, mai semplicemente un capo nè tanto meno un parlamento che in qualche modo potesse rappresentare il mondo della chiesa nelle sue sfaccettature. Un consenso quindi che è sempre stato acquisito a divinis, ponendo l’autorità del Papa al di sopra di tutti e di tutto, imponendo nei momenti difficili la discriminante astorica e sciocca delle infallibilità del Papa. Domanda .. ma il Papa da chi è stato generato? Questo è pagano!
Forse non tutti sanno che le origini storiche del cristianesimo sono pagane e che lo stesso Gesù proveniva da una setta religiosa, e che solo in seguito è diventato quello che sappiamo e la sua evoluzione teologica è avvenuta sulla base di esperienze fatte sul territorio e sulla gente che egli per forza di cose ha dovuto frequentare, di conseguenza molti riti della chiesa passata e presente provengono da una religiosità antica e pagana. Bisogna comunque ammettere ad onor del vero che nell’arco dei secoli è stata brava, intelligente ed opportunista, in quanto è riuscita a conservarsi praticamente intatta, inserendosi nei meandri del potere, sostituendo ed integrando al suo interno tutte o quasi quelle forze che per diverse motivazioni a carattere religioso tentavano di rinnovarla o cambiarla, rivendicando il ritorno al pensiero e alla reale teologia cristiana. Vedi Francesco e diverso altro. Questo non accadeva solo con gli Innovatori, ma anche con gli integralisti religiosi che facevano del potere temporale della chiesa il loro ronzinante di battaglia; a causa di ciò le lotte intestine e pagane della chiesa e nella chiesa portarono a guerre e conflitti le cui ragioni sono ancora scritte nelle biblioteche vaticane e che annoverano morti bruciati, uccisi in tutti i modi. E per non farci mancare niente, per mantenere il loro potere temporale eleggevano papi componenti di famiglie ricche per accedere al potere politico ed economico che con la religiosità non avevano nulla a che fare. Questo è pagano.
E la fede direte voi, tranquilli ogni tanto si faceva santo qualche figlio di famiglia ricca e tutto tornava normale e poi per par condicio si faceva santo qualcuno che moriva di fame, si faceva parlare o piangere qualche madonna e la fede rimaneva là come monolite a spiegare che sì la vita è dura … ma pazienza.
Ma che c’entra la fede in tutto questo? E sì qui sta il punto, credulità popolare, buona fede e fede religiosa che occorre rispettare, perche questi sono i veri religiosi con cui si può e si deve lavorare. La religiosità quando è vera ed è un sevizio all’uomo va rispettata e sostenuta, e penso anche che sia trasversale in tutte le società e di questo occorre tenerne conto. In una società come la nostra l’affermazione di una religiosità vera non è un fatto semplice, soprattutto perché in una società capitalista il senso di solidarietà, di uguaglianza, di fratellanza, di diritto umano sono concetti molto labili e sensibili di diverse valutazioni e interpretazioni. Il fascino del potere e dei soldi a tutti i costi, della indifferenza, dell’individualismo modifica i valori e i concetti stessi della vita e addirittura della morte. E questa chiesa, con questi uomini, con questi papi e con questi santi sono incastrati che a loro piaccia o no in questo puzzle, gli uomini sono uomini con qualsiasi abito si vestano. Ed è proprio il modo con cui la struttura della chiesa si insinua nelle pieghe della società civile, sociale, politica ed economica che la rende addirittura fragile e facile bersaglio. Dal caso Marcinkus al Banco Ambrosiano, ai dubbi sulla morte di questo o quel papa, sino ai giorni nostri con l’odiosa storia dei preti pedofili. Con ciò si dimostra la gestione pagana della chiesa. Dobbiamo chiedere alla chiesa di rompere questo legame con l’economia di mercato, con il potere costituito con le forze che l’appoggiano comunque e con un sociale che non intende perdere i propri privilegi.
Non è facile per nessuno e conosciamo anche il peso ed il potere che molti prelati hanno nei territori e con i baroni e i notabili del posto, per non parlare dei legami con la mafia e con le stesse lotte che molti sacerdoti conducono rischiando la vita. Questo dimostra che comunque esiste un conflitto all’interno stesso della gerarchia ecclesiastica. E che noi come laici dobbiamo sostenere chi nella chiesa dà un servizio e combattere chi si schiera con il potere a prescindere. Non a caso i nostri politici fanno a gara per farsi fotografare con il prelato di turno e questo lo fanno anche i mafiosi e i criminali; qualcuno si fa anche seppellire nelle chiese del Vaticano, chissà magari lo fanno santo. È da questa ambiguità che occorre uscire o si sta col potere con tutto quello che ne consegue o si sta con DIO … o SI È PAGANI.
Anche perché è meglio ricordarlo, voce di popolo voce di Dio.
O si sta coi bambini o coi pedofili. Rimarrà comunque ancora aperta la questione annosa del concordato che concordato non è in quanto questo accordo pende solo da una parte, in buona sostanza è la chiesa che può intervenire nei fatti di stato italiani, sulle leggi, sulla morale e su l’etica entrando a piedi uniti su scelte che devono essere dello stato in quanto tale mentre il nostro stato deve chiedere il permesso al Vaticano per condannare uno di loro che sul nostro territorio commette qualunque tipo di reato.
In pratica il Vaticano ha diritto di ingerenza negli affari di stato. Questo è pagano. MODIFICARE QUESTO CONCORDATO IN POSITIVO PER IL NOSTRO STATO E CHIEDERE CHE ALMENO L’80% DELL’8X1000 VENGA RICONSEGNATO AL GOVERNO ITALIANO PER FARE LE SCUOLE PROFESSIONALI, GLI ASILI E DARE LAVORO AI GIOVANI. QUESTA È RELIGIONE … O SBAGLIO?
Ma è poi così vero che in Italia il 90% sono cattolici … io penso per comodità … e per chiedere favori … e poi Dio ha bisogno di chiese d’oro, vedi S. Giovanni Rotondo con tutti i poveri che ci sono ...







Commenti
In altre parti del suo discorso credo invece che abbia tratto alcune conclusioni o fatto alcune affermazioni a mio avviso quantomeno troppo affrettate o sommarie.
La prima riguarda le origini pagane del cristianesimo, tema ripreso da francesco barbaro con l'accenno al mito di Osiride.
Io non condivido questa tesi, che oltretutto ha il limite di prescindere dalla specificità del contenuto originario del messaggio cristiano, ma data la natura e l'entità delle fonti che abbiamo a disposizione per ricostruire ciò che accadde in Palestina duemila anni fà, non pretendo naturalmente che le tesi in materia che a me paiono più convicenti abbiano maggiore dignità di quelle sposate da catalano o da barbaro.
Credo tuttavia che dell'esistenza di posizioni problematiche si debba dar conto, e che dare per scontate conclusioni che al contrario sono oggetto di vivaci discussioni sia in ambito laico che in ambito religioso non sia corretto.
La specificità originaria del cristianesimo dal punto di vista dei contenuti è il comandamento dell'amore.
Non vi sono antecedenti storici in rapporto di causa-effetto tra la predicazione di Gesù Cristo su questo tema e chi lo ha preceduto.
C'è una misteriosa rottura tra un messaggio come quello delle beatitudini, o dell'amore per il prossimo, o della non violenza, o dell'essere una cosa sola "perché il mondo veda", e il pensiero dell'uomo e delle religioni prima di quel messaggio.
E c'è una misteriosa rottura tra quel messaggio e l'istituzione, la Chiesa Cattolica, che più di ogni altra nella storia ha rivendicato di esserne l'interprete e il custode.
Io non sono credente, ma della rivoluzionaria originalità di questi contenuti originari della predicazione e della prassi di Gesù Cristo, ampiamente testimoniata dalla prassi delle prime comunità cristiane, devo dare atto.
Una seconda affermazione che mi ha sfavorevolmente colpito è quella secondo cui "voce di popolo voce di Dio".
Sono ben lontano dalla mistica della volontà popolare, che tra l'altro ai nostri giorni vede tra i suoi massimi fautori l'attuale presidente del consiglio italiano.
Una società che consenta alla "voce di popolo" di esprimersi e contare è più libera e giusta ma non è al riparo dall'eventualità che la voce di popolo dica sciocchezze.
Grazie al cielo ci sono ancora la maggioranza dei preti che fanno riferimento al Vangelo e lo annunciano, mentre la gerarchia ascolta solo i galli che cantano.
Inoltre val la pena di considerare quanto segue sulla cosiddetta novità storica del cristianesimo, tratto da it.wikipedia.org/wiki/Amore
“La definizione di "amore" nel buddhismo è il volere che gli altri siano felici. Questo amore è incondizionato e richiede molto coraggio e accettazione, sia degli altri che di sé. Il nemico dell'amore vero è qualcosa che può sembrargli simile ma è invece il suo opposto: l'attaccamento, che deriva dall'amore di sé inteso come preoccupazione per il proprio benessere. L'amore nel buddhismo è perciò qualcosa di molto differente da quello che s'intende comunemente in italiano (attaccamento, relazione e sesso), che quasi sempre richiede un certo amor proprio. Nel buddhismo si riferisce al distacco e alla cura del benessere degli altri senza alcun interesse verso se stessi.
Ovviamente considerando che Gautama Buddha vive tra il 566 e il 486 a.C.
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