Ma chi ha detto che siamo tutti uguali, che siamo fatti tutti allo stesso modo? La natura nella sua meravigliosa complessità regala “doni” che sono inconcepibili alla cosiddetta normalità. Il nostro D.N.A è rimasto tale per milioni e milioni di anni e per altri tanti lo rimarrà ancora e per chissà quanto tempo. La sua modifica avviene ogni milione di anni ma è impercettibile, solo dello 06%. Ed è riscontrabile nei mitocondri che si trovano all’interno del genoma e sono gli unici in grado di modificare le cellule del D.N.A. Questo impercettibile cambiamento che avviene nel nostro sistema informativo serve a trasmettere i dati necessari per la nostra identificazione genetica, manda particolari segnali ogni tanto a individui al momento in minoranza ma che tendono ad aumentare in misura rispettabile, segnali di cui ci si rende conto solo dopo anni o periodi relativamente lunghi. Ci sono individui, persone la cui sensibilità raggiunge livelli impensabili per la normalità corrente: esprimono pensieri, concetti su cose persone e fatti che a volte superano anche la più fervida fantasia.
Questa sensibilità non è mai latente. Con l’individuo interessato si presenta immediatamente subito dopo la nascita e nessuno ci vieta di pensare che ciò avvenga durante la gestazione o magari prima, cioè nello stesso momento o durante la preparazione diciamo così delle informazioni genetiche, tutto avviene normalmente, meno che in punto preciso di una sequenza, un’unica sola sequenza che per qualche motivo si è evoluta per qualche motivo e da qualche parte sino al punto di diventare un elemento determinante per la crescita mentale e psicologica dell’individuo, questa evoluzione tende a far aumentare sensibilmente le capacità percettive e sensoriali e a condizionare per sempre la sviluppo e la crescita dello stesso soprattutto in termini psicologici e sensoriali quasi sempre incontrollabili e incontrollati. I così detti ricordi ancestrali per i bambini indaco non hanno mai un significato figurato, del solito luogo comune, ma per questi individui assumono sempre un significato preciso riferiti ad eventi percepiti come vissuti e sofferti sino a paventare una sorta di vita e di esperienze già vissute in quelli che molti scienziati affermano come precedenti di vite vissute. Non intendo per questo affrontare la tesi della reincarnazione, tema che ci porterebbe molto lontano e fuori dal tema che intendo affrontare, ma il fatto che i bimbi indaco sentono continuamente sensazioni di angoscia e di colpa per eventi passati che neppure conoscono ma che investono situazioni, luoghi e persone dei loro conoscenti, oppure di eventi di là a venire, dimostrano che hanno un livello di percezione incompatibile con le cosiddette persone normali. Non so a quante persone sia capitato, ma succede a queste persone, di passare per una strada, un luogo, una casa e di sentire una strana sensazione di odore particolare ed acre che assume anche una dimensione di vibrazione particolare che solo loro sono in grado di percepire e scoprire dopo che in quel posto in un momento qualsiasi è avvenuto un incidente, un morto o un fatto particolarmente grave e se è parente o estraneo questo non ha alcuna importanza la sensazione di angoscia e di impotenza si ripete e dura diverso tempo. Loro hanno un rapporto diverso con lo spazio, il tempo, le dimensioni conosciute e la vita comune e “ reale”; si tratta però di decidere che cosa s’intende per reale. Probabilmente la memoria non risiede tutta nel cervello anche perché credo che con la morte dell’individuo scompaiano gran parte delle memorie che noi conosciamo e che sono alla nostra portata, ma che attraverso i nostri avi noi assumiamo per mezzo dei nostri geni una diversa e particolare memoria assunta da eventi particolari che ci hanno traumatizzato e segnati in modo particolare come una tragedia universale, come una guerra, un terremoto oppure un fatto di famiglia molto grave, una scomparsa per una malattia, un assassinio, un suicidio e molte volte eventi di questo tipo possono incidere sino ad entrare e non si sa come nel nostro sistema genetico magari nel tentativo di nasconderci in qualche modo il dolore e la sofferenza , la vergogna, le paure. Certo è un modo originale per tramandare oltre alle storie, anche le sensazioni e i pensieri, ma non dimentichiamoci che siamo esseri umani, non un’altra cosa. Una memoria genetica tramandata come se fosse un pensiero o una memoria vissuta tramandata di generazione in generazione. I bambini indaco vivono questa esperienza già nel grembo materno sino a condizionare i comportamenti della gestante, attraverso una trasmissione di sensibilità verso situazioni di pericolo o visioni improvvise e stati di angoscia apparentemente ingiustificati o ancora attraverso sogni premonitori sino a quel momento mai fatti. Esiste comunque nei bambini indaco una sorta di simbiosi fra i sogni premonitori, i sogni chiamiamoli ancestrali e gli eventi che rientrano nella loro normalità … perché loro hanno una normalità che esce dagli schemi tradizionali, come escono dagli schemi tradizionali i rapporti umani con la famiglia, i conoscenti e l’umanità che gli vive intorno ma di questo ne parleremo nel prossimo articolo.







Commenti
cordialmente
Roberto Giacobbo
le propongo una mia partecipazione gratuita alla sua interessante, bellissima e rigorosamente scientifica trasmissione “Voyager”. Vorrei trattare un mio breve saggio, riguardante un argomento che certamente la interesserà: la teiera celeste. In breve (tratto da it.wikipedia.org/.../...):
«Se io sostenessi che tra la Terra e Marte c'è una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un'orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi, purché mi assicuri di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata, sia pure dal più potente dei nostri telescopi. Ma se io dicessi che - posto che la mia asserzione non può essere confutata - dubitarne sarebbe un'intollerabile presunzione da parte della ragione umana, si penserebbe con tutta ragione che sto dicendo fesserie. Se, invece, l'esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità ed instillata nelle menti dei bambini a scuola, l'esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all'attenzione dello psichiatra in un'età illuminata o dell'Inquisitore in un tempo antecedente.»
Ne approfitto anche per ribadire la domanda che, tante volte, le ha posto Maurizio Crozza: com’è possibile che Lei sia diventato vicedirettore di Rai Due?
Cordiali saluti.
Per la verità non so se si tratti di fantascienza o di magia o di qualche altra esoterica disciplina. Per parte mia do scarso credito, anzi nullo, a tutto ciò che non sia stato convalidato da metodi scientifici. Tuttavia non mi è parsa questa, e non mi pare tuttora, una buona ragione per non pubblicare un intervento che non contravviene ai principi che questa comunità si è data e che testimonia, semmai, della varietà e della ricchezza dei contributi dei suoi autori.
Mi è capitato di seguire la puntata di Voyager e ho capito che i bambini indaco sono dotati di una particolare sensibilità che è oggetto di attenzione da parte degli studiosi.
1. www.youtube.com/.../
2. www.youtube.com/.../
Penso sia, oltre che rispettoso e più coerente con lo spirito pluralistico che ci accomuna, anche meno aplombista e bacchettone, “aprire” alla creatività e alle diverse sensibilità presenti.
Tanto meno penso che ciò possa in alcun modo “deviare” l’interesse di ciascuno di noi da un dibattito come quello su POMIGLIANO-FIAT-POLITICA DEL LAISSEZ FAIRE, di gran parte delle forze della sinistra e sindacali.
Ritengo che certe tematiche, uscite dalla porta, se mai lo fossero state, possano tranquillamente rientrare dalla finestra, magari in veste diversa o in maniera indiretta , sicuramente uguali nella sostanza. Le cose accadono e, i tempi di maturazione e di riflessione individuali seguono un orologio biologico, non mediatico.
Per quanto riguarda l’articolo in questione, penso sia l’elaborazione personale di Antonio di qualcosa di visto o letto, quindi già solo per questo, apprezzabile, anche se non condivisibile.
Non ce l'ho fatta, per ragioni tecnologiche, il Direttorissimo comprende...
Ad Antonio rivolgo l'invito ad approfondire, se lo vuole, il tema affrontato, io ti leggerò, quindi hai già una committente!
E mi dispiace perché sento che questo mi ha fatto perdere qualcosa di importante.
Non ho perso la puntata di Voyager sui bambini indaco, pertanto sono informato, e mi ha un po' stupito l'articolo di Morfeo che conosco e apprezzo personalmente. Morfeo, persona generosa, impegnato in politica, poeta, pittore, ricco di idee e di iniziative. A mio avviso giustamente si sente speciale, diverso dagli altri.
A mio avviso un po' tutti sono bambini indaco: le capacita' umane sono molto piu' ampie di quanto l'uomo riesca ad esprimere e di quanto gli altri di solito apprezzino.
Su wikipedia c'e' una breve descrizione:
it.wikipedia.org/.../...
Piu' che indaco si dovrebbe parlare di unicità della persona: infatti ogni persona è unica e irripetibile: i talenti che ha sono unici ed è chiaro che scoprendo a poco a poco i propri talenti unici se ne prenda atto. Questo non significa sia indaco, rosso, giallo o che abbia poteri diversi da un suo simile.
E' vero che ci sono persone, come Rhol ora scomparso, che sono dotati di poteri sorprendenti, ma non per questo sono diversi da altri.
E' mia opinione che la realta' che ci circonda e' piu' complessa di quello che appare ai nostri sensi e noi siamo piccoli esseri viventi, che vivono un istante di tempo, in questo mondo su uno scoglio disperso nell'universo (e' la definizione di un mio amico che a me piace e di cui mi sono appropriato).
Cosi' come Pico della Mirandola riusciva a parlare non so quante lingue ed avere una memoria eccezionale.
Sono persone uniche, ma uniche sono anche le persone che incontriamo, che ci donano un sorriso, un broncio, che sono immerse nei loro pensieri o che in qualche modo ci parlano, o ci comunicano il loro pensiero magari su un blog: questo.
Tra unicità della persona e persone indaco francamente preferisco i primi. I secondi sono nati dalla fantasia di Carroll, Lee and Jan Tober (1999) con il libro
The Indigo Children: The New Kids Have Arrived
che dovevano in qualche modo "valorizzare" l'arrivo di un nuovo secolo, come d'altra parte Roberto Giacobbo che ha portato l'attenzione del pubblico sull'oggetto di questo libro per doveri professionali.
Non conoscevo la storia della teiera sig. Russel, grazie per l'imbeccata. Qualcosa mi dice che lei ha la barba (non indaco ma tendente al bianco).
RSS feed dei commenti di questo post.