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Che cosa è la coscienza?

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Su Il sole 24 ore trovate la recensione di un interessante libro "Che cosa è la coscienza?".

e ancora più interessanti domande finali da parte della editorialista Lara Ricci che vi ripropongo:

E voi che cosa ne pensate? Che cosa è la coscienza? Che cosa ci rende ciò che siamo?

Da parte mia il commento è il seguente:

L'analisi di Goldberg a me appare riduttiva. Che i nostri sensi percepiscano solo una piccola parte di quello che ci circonda lo dice la scienza. Pensiamo solo alle frequenze del visibile che sono solo una piccola entità rispetto al panorama completo. Il fatto di conoscere, o non conoscere, il corpo umano e di riportare al solo conosciuto, il cervello, i ragionamenti su un argomento, la coscienza, di difficile verificabilità mi sembra semplicistico.

"Ci sono più cose in cielo e in terra che non ne sogni la tua filosofia." (Shakespeare, Amleto)

E ammettere che ne sappiamo poco?

Per spiegare l'entanglement quantistico e altre stranezze dell'estremamente piccolo il fisico israeliano Lev Vaidman ipotizza un'interpretazione di molti mondi (MWI Many Worlds Interpretation). Se lo fa un fisico, perché non lo dovrebbe fare un esperto di neuroscienze?

Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Luglio 2010 12:44  

Commenti  

 
0 # Morfeo 2010-07-11 18:17
La coscienza dovrebbe essere la conoscenza, almeno di alcune cose che ci rendono diversi, dai cosi detti animali che il più delle volte si dimostrano più umani di noi che a volte la coscienza la ripudiamo, per difetti di comprensione, d’informazione, che non sempre si trovano nel mondo dei cosi, detta cultura ufficiale, ma dalle esperienze che si fanno, nel proprio mondo, e nei rapporti umani che al proprio interno si sviluppano. Penso anch’io che in fondo vi siano diversi mondi in ognuno di noi, e per ogni essere esistente su questa nostra terra, e in qualche modo comunicano fra loro con messaggi, particolari che a volte si colgono e a volte no. Si convive con diverse coscienze alcune sono virtuali altre alla luce del de sole ma galleggiano fra sogni e realtà e pensano che la vita dell’uomo sia nascere, crescere e riprodursi e che tutto il resto sia inutile. E poi ci sono sempre qui mondi paralleli, che incontrano, si scontrano non si riconoscono si combattono per pregiudiziali che sono solo nella mente ma che in realtà non esistono ma sono solo strumenti culturali inseriti nella mente dei disadattati culturali presenti nelle strutture del potere che usa le debolezze della cultura di massa per inserire in tarli dell’egoismo della guerra e delle diversità se pure le diversità sono stati da sempre strumenti di sviluppo dell’uomo. .L’insieme delle conoscenze delle diversità la loro assimilazione è la coscienza.
Lo spirito dell’uomo che può viaggiare da un posto all’altro del mondo senza muoversi da dove è nato.
Solo assimilando alcuni concetti di vita presenti in altri esseri nati in un ‘altro mondo. Può crescere la coscienza Ma sussiste un rifiuto atavico coltivato dall’ignoranza, e dalla paura di essere fagocitato per così dire dall’uomo nero…e l’uomo nero sono io sei tu…noi ma tutta la scienza del mondo in tutte la sue forme, non è in grado di dare alcuna risposta razionale e no..perché e sempre o quasi sempre fuori dall’uomo ed impegnata a dare risposte al potere…per divulgare il seme della discordia, della violenza, e dell’egoismo. Esiste poi un universo parallelo che è nelle nostri menti che sono arte, fantasia, che ci accompagna, di cui pochi ne conoscono il fascino discreto che è sempre in contatto con noi, attraverso i sogni, attraverso sensibilità diverse e sempre nuove, negate dai più e trattate guarda caso come minoranze etniche per il semplice fatto che o non si conoscono o si rifiutano a priori…ecco un’altra ingiustizia della mancanza di conoscenza dei nostri uguali ma diversi fratelli dell’universo.
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0 # pinoipp 2010-07-11 21:52
Non prendo posizione sulla localizzazione fisica di ciò che chiamiamo coscienza nel nostro corpo. Mi pare più interessante richiamarne la funzione e le derivate conseguenze. Ciò che chiamiamo coscienza, meglio ancora autocoscienza, è caratteristica essenzialmente unica dell'animale uomo venuto al mondo da lunga, casuale e necessaria, catena evolutiva. L'autocoscienza, la consapevolezza del nostro esserci, è la causa principale della volontà di potenza con la quale l'homo sapiens sapiens ha conquistato il pianeta (senza fare prigionieri!) ma anche della paura della malattia e della morte per sconfiggere la quale l'uomo ha creato dio (e non viceversa). Quest'ultima è certamente tra le più feconde creazioni della mente umana rivelandosi utile, di tanto in tanto, a dare spiegazione e conto di ciò che non conosciamo.
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0 # Misogino 2010-07-12 22:23
Ma anche ... dell'animale DONNA!
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0 # CARMEN 2010-07-11 22:41
Io penso che ci siano divese forme di coscienza, quella individuale che, naturalmente, è ciò che "forma" l'individuo nel suo essere e divenire ed è un processo costante e variabile come stato dinamico; è ciò per cui tu sei tu e, così via, un viaggio personale, indipendente da DIO, più o meno "fortunato".
Altra cosa è poi, la coscienza collettiva , che ha a che fare con l'etica, la società, le regole , l'esperienza , la cultura , la politica e la legalità, come patrimonio comune che ogni forma di organizzazione umana, ma non solo, si dà come codice di massima cui fare riferimento.
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0 # Francesco 2010-07-12 03:13
Nell'ultima frase di pinoipp c'è un "certamente" di troppo, in quanto posto in un ambito "che non conosciamo"
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0 # Aladino 2010-07-12 11:22
Ho imparato a suo tempo che uno stato di coscienza è ciò che ci rende consapevoli di quello che stiamo facendo in un preciso momento.
Siamo consapevoli di una sola azione alla volta. Non possiamo essere coscienti contemporaneame nte di due o più azioni. Se leggo e ascolto musica la mia attenzione passa rapidissimament e da uno stato all’altro e mi convinco di poter essere presente a più cose insieme. Il luogo dove hanno sede queste facoltà è sicuramente il nostro cervello…
Avere una coscienza, mettersi una mano sulla coscienza, una crisi di coscienza… La coscienza, secondo questi comuni modi di dire, è forse il luogo dove si colloca il codice etico di una persona, l’insieme delle regole “morali” che ognuno acquisisce con l’educazione e con l’affinamento personale, grazie alla personale sensibilità.
Non so in quale punto del corpo umano questo luogo si collochi. Per il bene di tutti, l’importante è che anche questo tipo di coscienza ci sia, si mantenga ben saldo e sia soprattutto molto diffuso!
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0 # francesco barbaro 2010-07-12 14:35
Cos'è la coscienza? Nella migliore delle accezioni possiamo definirla come risorsa individuale o collettiva autonoma nel rispetto dei beni e delle persone al cospetto di leggi e convenzioni, anche religiose, o come solidarietà, sensibilità, ecc.; nella più estrema delle accezioni può significare anche consapevolezza di dovere agire gravemente in nome di qualcosa, in un determinato momento, imponendo aggravi e sacrifici ai propri simili (ma non pensate subito alla manovra econimica di Tremonti). Sul fatto che la coscienza debba necessariamente appartenere all'uomo ho qualche dubbio. Il Dalai Lama ha disquisito qualche tempo fa sulla natura biologica e animale della coscienza.
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0 # PG 2010-07-12 22:26
Banalmente: la capacità di discernere il bene e il male, scegliendo il primo piuttosto che il secondo. Come fa sempre ESSO.
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0 # CARMEN 2010-07-13 00:27
Per questo ritengo che ESSO sia sicuramente DOTATO di una coscienza soggettiva o individuale, ...l'altra, quella collettiva
è in via di disfacimento, in decomposizione. CURIAMOLO!
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0 # morfeo 2010-07-13 01:51
una volta per curare le ferite si bruciavano, ho un'idea ad ESSO diamogli fuoco, fuoco ma lentamete così non fà fumo e non inquina
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0 # ciccio 2010-07-13 13:25
Intendi il fuoco come metafora della vivacità dialettica ovviamente, spieghiamolo ai lettori che non ti conoscono come poeta verbalmente licenzioso. Propongo pure un'altra metafora letteraria calabrese: nci sparamu ca merda, se non mori pa botta mori pa puzza.
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0 # Piromane 2010-07-14 22:26
Chi porta la benzina?
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