Su Il sole 24 ore trovate la recensione di un interessante libro "Che cosa è la coscienza?".
e ancora più interessanti domande finali da parte della editorialista Lara Ricci che vi ripropongo:
E voi che cosa ne pensate? Che cosa è la coscienza? Che cosa ci rende ciò che siamo?
Da parte mia il commento è il seguente:
L'analisi di Goldberg a me appare riduttiva. Che i nostri sensi percepiscano solo una piccola parte di quello che ci circonda lo dice la scienza. Pensiamo solo alle frequenze del visibile che sono solo una piccola entità rispetto al panorama completo. Il fatto di conoscere, o non conoscere, il corpo umano e di riportare al solo conosciuto, il cervello, i ragionamenti su un argomento, la coscienza, di difficile verificabilità mi sembra semplicistico.
"Ci sono più cose in cielo e in terra che non ne sogni la tua filosofia." (Shakespeare, Amleto)
E ammettere che ne sappiamo poco?
Per spiegare l'entanglement quantistico e altre stranezze dell'estremamente piccolo il fisico israeliano Lev Vaidman ipotizza un'interpretazione di molti mondi (MWI Many Worlds Interpretation). Se lo fa un fisico, perché non lo dovrebbe fare un esperto di neuroscienze?







Commenti
Lo spirito dell’uomo che può viaggiare da un posto all’altro del mondo senza muoversi da dove è nato.
Solo assimilando alcuni concetti di vita presenti in altri esseri nati in un ‘altro mondo. Può crescere la coscienza Ma sussiste un rifiuto atavico coltivato dall’ignoranza, e dalla paura di essere fagocitato per così dire dall’uomo nero…e l’uomo nero sono io sei tu…noi ma tutta la scienza del mondo in tutte la sue forme, non è in grado di dare alcuna risposta razionale e no..perché e sempre o quasi sempre fuori dall’uomo ed impegnata a dare risposte al potere…per divulgare il seme della discordia, della violenza, e dell’egoismo. Esiste poi un universo parallelo che è nelle nostri menti che sono arte, fantasia, che ci accompagna, di cui pochi ne conoscono il fascino discreto che è sempre in contatto con noi, attraverso i sogni, attraverso sensibilità diverse e sempre nuove, negate dai più e trattate guarda caso come minoranze etniche per il semplice fatto che o non si conoscono o si rifiutano a priori…ecco un’altra ingiustizia della mancanza di conoscenza dei nostri uguali ma diversi fratelli dell’universo.
Altra cosa è poi, la coscienza collettiva , che ha a che fare con l'etica, la società, le regole , l'esperienza , la cultura , la politica e la legalità, come patrimonio comune che ogni forma di organizzazione umana, ma non solo, si dà come codice di massima cui fare riferimento.
Siamo consapevoli di una sola azione alla volta. Non possiamo essere coscienti contemporaneame nte di due o più azioni. Se leggo e ascolto musica la mia attenzione passa rapidissimament e da uno stato all’altro e mi convinco di poter essere presente a più cose insieme. Il luogo dove hanno sede queste facoltà è sicuramente il nostro cervello…
Avere una coscienza, mettersi una mano sulla coscienza, una crisi di coscienza… La coscienza, secondo questi comuni modi di dire, è forse il luogo dove si colloca il codice etico di una persona, l’insieme delle regole “morali” che ognuno acquisisce con l’educazione e con l’affinamento personale, grazie alla personale sensibilità.
Non so in quale punto del corpo umano questo luogo si collochi. Per il bene di tutti, l’importante è che anche questo tipo di coscienza ci sia, si mantenga ben saldo e sia soprattutto molto diffuso!
è in via di disfacimento, in decomposizione. CURIAMOLO!
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