Un problema di inaudita gravità, un atto di inciviltà cosmica, una strepitosa capacità di avvelenarsi e avvelenare i mari, la terra, l'aria, l'acqua e le popolazioni presenti e future della Calabria, basterà a lasciarci sgomenti per il resto dei nostri giorni.
Il ritrovamento del relitto della nave "Cunski" adagiato su un fianco sul fondo marino a circa 17 miglia al largo del porto di Cetraro a circa 500 metri di profondità, con un ampio squarcio a prua che testimonia di uno scoppio proveniente dall'interno della nave e dal quale fuoriescono sinistramente due bidoni che presenterebbero le indicazioni tipiche dei contenitori ad alto rischio di contaminazione,
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