LO SBAVAGLIO

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Il guerriero

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Soffia il vento,
gradatamente soffia
fino a raggiungere
l’ intensità massima…
e accendere il fuoco,
il fuoco della protesta
che si leverà,
presto;


il fuoco della protesta
che dilagherà,
presto,
e cancellerà l’ipocrisia,
tutta.
Il fuoco della protesta
travolgerà
tutto.
Cancellerà i privilegi,
i privilegiati li castigherà,
tutti;
è per costoro ignobili
esseri,
indegni di vivere,
pagheranno i deboli,
ancora.
Il fuoco della protesta
dilagherà
non si tornerà indietro.
Tu debole,
incastrato nel presente,
cercherai i deboli,
e ti fortificherai
pensando al futuro,
ricordando il passato
non resterai inerme
ad aspettare… la fine
ma troverai la forza
per combattere
e combatterai.. sempre
perché sei nato
……guerriero.

Agosto 2011 melopoli

 

 

Commenti  

 
0 # pinoipp 2011-08-28 09:29
Più volte, ora anche in versi, con Carmelo, e non solo con Carmelo, si e' evocata su queste pagine la protesta, la rivolta.
Appare, con sempre maggiore frequenza ed evidenza, quanto insopportabile sia il peso delle ingiustizie e come risulti inadeguata ad affrontarle l'intera classe politica italiana ed europea.
Penso anch'io che si avvicini il tempo della rivolta ma saranno gli ultimi del pianeta, non noi pigri e pasciuti cittadini europei, a scatenarla. Anzi e' bene capire che noi ne saremo travolti.
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0 # CARMEN 2011-08-28 13:58
Non lasciamoci travolgere senza capire e partecipare individualmente e collettivamente .
Lo so che sembrano parole vuote, ma in ogni rivoluzone c'è stato chi ha fatto da traino...per poi divenire, tutti, attori protagonisti. Sogni e speranze..., forse, ma non sottovalutiamol i!
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0 # Morfeo 2011-08-28 14:10
CONCORDO ... IO M SENTO GIA' COINVOLTO DA UN BEL PEZZO, MA LUI PINO ADESSO E' COINVOLTO DA ALTRO ABBI PIETA' DI LUI, NON SA QUELLO CHE FA :roll:
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0 # Pinoipp 2011-08-28 16:17
Una vena ambigua e' ineliminabile dalle nostre parole (non solo da quelle direbbe forse Miro' ed io con lei/lui). Capita non di rado di non condividere l'interpretazione che date del mio penskero. Voi liberi di interpretare. Io libero di smentire.
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0 # Morfeo 2011-08-28 17:27
HO CAPITO IL SENSO ESATTO DELLE TUE PAROLE SEMPRE MISURATE, E PRESENTI SUI FATTI, MA SENON FACCIAMO COSI' ... COME FACCIAMO A RENDERE UN PO MENO AMARA UNA REALTA' CHE PER CAMBIARLA ... DAVVERO OCCORRE AVERE SEMPRE UN BRICIOLO DI SOGNO E UN PO' DI SENSO UMORISTICO E SE NON LO SI FA CON UN CAPO CON CHI LO SI PUO' FARE CON BRUNETTA? '( E NON E' UN PARAGONR NON MI PERMETTEREI MAI) :P
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0 # Mirò 2011-08-28 21:50
In Calabria c'è un patto fra generazioni che di solito si rinnova alla fine di agosto, quando tutti collaborano alla preparazione e conservazione del futuro sotto forma di salsa di pomodoro. Vecchi e giovani insieme, e costellazioni intermedie di zie, cugini e commari, si impegnano a condividerlo e ritrasmetterlo, il senso del futuro. Il futuro comincia quando lo progetti: fin da Ferragosto si stabiliscono strategie, si pianificano acquisti, si distribuiscono cariche. Il futuro si acquista in cassette da dieci chili, scelte una per una perchè non si può improvvisare, nè il proprio nè quello degli altri. Al futuro devono collaborare tutti: chi pela i pomodori, chi li fa bollire, chi lava le bottiglie, chi manovra la meravigliosa leonardesca macchina dei tappi. I vecchi ci mettono l'esperienza, la conoscenza dei tempi esatti e del clima, dei procedimenti e dei riti. I giovani l’entusiasmo, il vigore, forza fresca. Il lavoro comune e armonioso sostenta tutti. Il futuro, rosso e profumato, bolle piano nel pentolone.
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0 # Pinoipp 2011-08-28 22:53
Ecco si' ricordo ... C'eri anche tu quel giorno che Sara nego' il marchese, di rosso si tinse la bollitura e mille bottiglie furono perse!
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0 # FB 2011-08-29 18:08
Non per rompere questa atmosfera di antica e sana tradizione, ma sento la necessità di rappresentare che questo vecchio rito è praticamente andato perduto in Calabria. Non ha, appunto, la caratteristica di un rito come lo era un tempo: oggi manca proprio quella spartana divisione dei compiti tra vecchi e giovani e il pomodoro, quando si fa, non si sa come, si prepara in modo sbrigativo. Il rito di cui parliamo rappresentava la Calabria di un tempo: paziente, seria, rispettosa delle gerarchie familiriari, aveva il significato del giusto rapporto tra l'uomo e il tempo. Per capire la Calabria di oggi si deve guardare alla libertà dei suoi giovani e al cambiamento radicale dei costumi dei suoi abitanti.
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0 # Morfeo 2011-08-28 10:32
I LADRI DEI SOGNI


Che brutto esperimento

ci hanno imposto

in una notte

in cui ci hanno distratto.


Ci hanno messo altri sogni in testa

hanno spiegato che i sogni veri

son quelli senza cuore,

che il vero amore era un'altra cosa

e che l'indifferenza

poteva regalarci l'emozione,

di cancellare i campi di stermino

dalla memoria dell'umanità.


Di non sentire la voce dei fratelli

in cerca di giustizia e libertà.


D'essere cechi ai colpi di cannone

e di fucile, sparati addosso

a tutti gli indifesi che si ribellano

senza alcun timore.


Perché da perdere

v'è rimasto poco.

Soltanto un sogno

che viene dal futuro, che avverte tutti

e dice urlando all' umanità,

non dare tregua ai ladri di futuro

che son vestiti di falsa umanità

di falsi sogni di falsa libertà
Pubblicato da Morfeo a 16:22

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0 # Morfeo 2011-08-28 10:35
BRAVO CARMELO DAI CHE CI FACCIAMO UNA BELLA GARA D'ARTE RIVOLUZIONARIA IO NON POTRO' ANDARE IN MONTAGNA, PER VIA DELLE ARTROSI HO, :roll: LE COLLINE QUI VICINO PENSI CHE VADA BENE UGUALE? :P
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0 # Carmelo Garipoli 2011-08-28 14:40
E’ povero il sud
dai tempi dell’unità
è povero il sud.
Si, tutto ci presero
con le tasse
che riversarono al nord
sotto forma di spese.
Vogliamo riprendere
il nostro,
ci appartiene
è nostro…
è povero il sud.
Melopoli
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0 # FB 2011-08-28 14:59
Che la poesia diventi un pericolo per il potere!
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0 # CARMEN 2011-08-28 16:38
Io ho paura del contrario..., che il potere diventi un pericolo per la poesia...
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0 # Morfeo 2011-08-28 16:43
E ALLORA SIA LA RIVOLTA ... A FARSI SENTIRE COME COME UN INNO DI MORTE SULLE INUTILI SPOGLIE DEGLI UOMINI INGIUSTI ... E PER NOI CIO' DIVENTI POESIA
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0 # CARMEN 2011-08-28 16:44
:P
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0 # CARMEN 2011-08-28 17:00
Qesta faccina era di commento a me stessa,...bando alle ambiguità!
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0 # Morfeo 2011-08-28 17:32
E' DAVVERO UN PECCATO CHE UN DORRISO COSI' DOLCE E CARINO VENGA SPRECATO METTENDOLO IN ONDA FRA NOI UOMINI ( O QUASI ) RUDI DELLO SBAVAGLIO :roll: :roll: :roll: :roll: :roll:
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0 # Morfeo 2011-08-28 16:15
LE LANTERNE DEL POPOLO PERDUTO
Vanno raminghi... senza orizzonti,
i popoli cechi stanno...
perdendo la loro dignità ,
hanno nascosto, i loro occhi stanchi,
dietro le bende della, stupidità...
Non hanno colpe?

Si stanno disperdendo
...greggi allo sbando vaganti ,
nel deserto del'incultura del'umanità.

C'è una canea di indegni conduttori,
che vuole farli propri ad ogni costo,
come se fossero carne da macello,
per farli macellare essi stessi.

In questa notte si massacra il senno
che non riesce a darsi una ragione,

di questi obbrobri ai danni della gente
non serve manco l'idea della speranza
lasciata negli mani agli oppressori, giudici
infami, e servi del potere...

E i falsi? ! ci fanno
camminare per arrivare sempre
alla miseria,
meta infamante indegna della vita
e riempiono le menti di menzogne.
Delle vergogne che hanno commesso loro.

E dei vostri rosari, donne...
del regno dei nulla tenenti...
delle vostre vane preghiere
nei campi di stemino
ne hanno accatastati
per farvi passare meglio dai camini
senza nemmeno una croce.
In nome di un DIO
che era andato
in vacanza per fare
scappar gli aguzzini, altrove..
Così come ora
della vostra pazienza... della vostra speranza
ne han fatto un falò
e nessuno lo racconta.

Sono i figli del cavallo di Troia.

Diamo corpo alle voci, che s'alzano
intorno al silenzio di tomba … assordante.

Portano ombre...
e mai !..mai la luce!
Raminghi nel deserto dell'uomo... del mondo
in questa notte di infamia e di ingiustizia
ridiamo luce alle nostre.. se pure
flebili... stanche, lanterne per una vita
nuova ai popoli spersi
con la lanterna in mano
in cerca di qualc'uno che ci pensi
e quel qualc'uno ormai ci ha già pensato
alla rovina...ci hanno consegnato …

E' ora che il potere sia mutato
pensaci TU che non ci sei mai stato
con la lanterna fai strada ai figli tuoi.
PUBBLICATO DA MORFEO A 13:34
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0 # Carmelo Garipoli 2011-08-28 16:52
Nuovi briganti

Si,
grandi lanterne
illumineranno i volti
e tutti vedranno
i nuovi briganti
che son ritornati
per riappropriarsi
del Sud.

Melopoli
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0 # Morfeo 2011-08-28 18:03
CIGNO IL ROSSO


E c'era un posto, al centro
del mio mare,
un'isola stupenda disegnata
dagli architetti voluti da una dea
che dell'amore era la regina.

E c'era un lago con l'acqua pura e dolce
dove ogni raggio, del sole innamorato
là si specchiava prima d'assopirsi
ed ogni nuvola vestitosi da festa
prima d'uscire e fare passeggiate
faceva a gara di bellezza … ognuna
più vanitosa e bella d'ogni cosa.

E c'era un cigno l'ultimo rimasto,
lui era austero, forte ed orgoglioso,
su questo lago nuotava ad ogni ora,
lui si specchiava,
ed al tramonto per fargli compagnia
giocava il sole con i suoi colori,
era una festa vederlo passeggiare
e tutti quanti ne erano felici.

.Ma venne un giorno che esseri dall'ombra
vennero infami a toglierne il colore
gettarono le piume, rosse come il fuoco
nella menzogna e nella falsità, e dal quel giorno
il cigno rosso ma rosso per amore
rimase vittima delle atrocità.

Poi venne notte e il sole se ne andò
le nuvole divennero più nere
e ancora adesso aspettano in silenzio
che arrivino le frasi più sincere,
anche se il cigno segni non ne dà
da qualche parte un uovo...
ci sarà
PUBBLICATO DA MORFEO A 13:35
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0 # Carmelo Garipoli 2011-08-28 20:46
E noi,
noi da secoli
viviam di menzogne
perché non ci dicon
FRASI SINCERE,
è rimasto….
ma ancora per poco
un tirannello mediocre
anch’egli figlio
della storia sabauda
si morta ma non
ancora sepolta.

melopoli
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0 # Morfeo 2011-08-28 21:26
A PEPPINO DI VITTORIO
E' terra arsa, è terra fatta amara.

Questa mia terra antica ed orgogliosa

ch'è fatta serva dai baroni infami

che voglion solo un signor ... gnor si.

Sempre miseria fame e bastonate

ai figli della terra senza mai pane

e poi trattati a servi della gleba

senza il diritto di stabilire un prezzo

senza contratto per rendere più merce

la propria stima la propria dignità.

Occorre ribellarsi alle bestialità !

all'arroganza, dei grandi proprietari

dalla violenza, dalla povertà,

da questa fame ingiusta e senza senso...

IO QUI LO GIURO .. CHE SINO A QUANDO

AL MONDO SARO' VIVO

NESSUNO PIU' DOVRA' SOFFRIR

LA FAME CONTRO IL POTERE E

LA SOPPRAFFAZIONE

LOTTA PER SEMPRE E PER L'UNITA'


Come ti chiami pezzo di pezzente come ti permetti

alzar la tua voce, davanti a un conte di regia discendenza!?


SONO UN CAFONE MI CHIAMO

DI VITTORIO MA SON MODESTO

CHIAMATEMI PEPPINO

e quan'è cre tutt a fatichè
Pubblicato da Morfeo a 10:15 0 commenti:
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0 # Carmelo Garipoli 2011-08-28 22:38
A FENESTRELLE

E poi venne il giorno
di cambiar divisa
ma… rifiutaron,
eran briganti e
non piemontesi.
A Finestrelle
furon condotti
eran in tanti,
tutti figli del sud e
furon lasciati morire
con la palla al piede
come si convien
ai servi della gleba.
Da Finestrelle
senti ancora le urla,
senti ancora i lamenti
chiari, forti, disumani
che arrivano qui al sud.
Fu carneficina
fu massacro.
E noi ce lo ricorderemo….
sempre… come potremmo
dimenticare.

melopoli
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0 # Morfeo 2011-08-29 01:22
DANZE ANTICHE

Accordi di chitarra ...all'ora tarda

quando le ombre di una sera nana

danzano lontano, sopra i vetri.

e nello stagno crescono i girini

e sono rane, e da lontano

provano armonie le campane.



Fantasmi di passioni ormai sopite

al ritmo antico di canti di paese

s'alzano le gonne nel ballare.


Ed ogni abbraccio, un bacio

è un rito antico che si ripete sempre.

Non ha stagione la voglia dell'amore ...

quando è amore

Quando dal bosco avanza ormai

la bruma e dorme il cervo.

E mentre dorme ... deve stare attento.


Gatti randagi che se pure al freddo

piangono alla luna e stanno fuori

più tosto che sentirsi fare servi.


Danzano in piazza le figlie e i figli

nati dalla rabbia e dall'amore

di quella terra che non li vuole eredi

lanciano in cielo le mani

verso l'alto per prendere la luna

e regalarla ad una terra che troppe

volte è amara, e poche volte è dolce

ma quasi sempre agra.


E son lontani i suoni di chitarra

echi di flauti, e battiti di mani,

e dopo passi di danze

che vengon da lontano

da terre antiche, e genti pitturate

e corpi si trasformano in poesie

in liriche e canti, facce da teatro,

e dopo urla di soldati antichi, rumori

d'armi, e pianti di dolore.

Raggi di luna ... e dopo nasce il sole.


E poi le madri, le figlie del passato

con lunghe braccia invitano a danzare

donando i seni al vento che li bacia

le bocche rosse ricche di passione

formando con le braccia nella danza

un grande sole luce del futuro

mimando lotte per vincere la fame.
Pubblicato da Morfeo a 18:41
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0 # Carmelo Garipoli 2011-08-29 06:03
riprenderemo a suo tempo la nostra gara RIVOLUZIONARIA, comunque, i poeti son poeti e tu Morfeo sei un poeta.
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0 # Morfeo 2011-08-29 08:17
Io sono quello che le nostre terre ci hanno insegnato ad essere uomini liberi orgogliosi e giusti, e tu come tanti compagni ed amici calabresi hanno insegnato anche me tante cose, e tu sei uno di quelli che pure attraverso questo divertente confronto mi ha insegnato molto.Fra noi mai gare nessun viincitore ma solo e sempre fratelli e compagni di vita e amicizia Devo ringraziarti per la tua stima e amicizia GRAZIE ... e come dicev :roll: a una mia amica Dai che ce ne facciamo un'altra
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0 # Carmelo Garipoli 2011-08-29 12:39
Morfeo, caro amico e compagno meridionale, non tutti come te, come me e come altri rimangono legati al sud. Molti, invece, eppena emigrati tradiscono....parlano fin'anche cil "ne",
Ho visto la mostra dei tuoi quadri; anch'io dipingevo e quindi posso dirti: " SEI UN ARTISTA ", complimenti Compagno con la C maiuscola. Ti saluto, a presto.
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0 # Morfeo 2011-08-29 13:29
UN Modesto ma doveroso moaggio alla gente del nostro Sud, e alle bellezze naturali della nostre terre e delle nostre genti, riccche di storia cultura e civiltà, e nonstante colonia del potere, con tanta voglia di VIVERE E LOTTARE PER L'UNITA' DELLA NOSTRA PATRIA

venerdì 17 settembre 2010
AMARA TERRA
E' terra amara
ma è la terra mia
è terra amara si ma non avara
nei suoi silenzi,
c'è musica e poesia,
cieli turchini e nuvole di ovatta
che è stata messa
in alto dai bambini
prima di nascere in questo paradiso
seni di donne le colline in fiore
assai sinuose verdi
e ricche di profumi
di fantasie, con doni
frutti, amori ancora in erba.
Occhi di mare e di tizzoni spenti
dipinti dai pittori e mai uguagliati
tanta è la bellezza del paesaggio,
abbandonato si ma tanto amato
che volerei sopra una locusta
e nel momento
in cui si posa sopra diventa
all'mprovviso una farfalla perchè
chiunque viene in questa terra
arriva brutta e se ne va più bella.

Pubblicato da Morfeo a 16:33
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0 # Carmelo Garipoli 2011-08-29 21:06
Sei un artista che usa contemporaneame nte la pittura e la poesia, e, la poesia e la pittura. Per me sei un compagno poeta/pittore ma, pur sempre un compagno ed anche un merdonale accorato
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