In questo autunno
che sa di caldarroste
e si confonde
con l’acre odore
di una nebbia fitta,
c’è chi cammina
in cerca di una luce,
floscia e lontana,
come una vecchia meta
nascosta fra i cappotti della gente,
dentro i cappotti non ci trovi niente.
C’era una volta e adesso non c’è più
la voglia matta di fare due risate
il gusto vero di una passeggiata
una ragazza … e passi la serata.
I vecchi tigli sedati dall’autunno.
I pioppi alti che perdono l’orgoglio
legati dal catrame di città.
Fra vecchie case grigie come il fumo
dove passando all’ora delle streghe
un bus fantasma apre le sue porte
ed entra solo il vento e qualche foglia.
La vecchia gente vestita da lavoro
sta sotto i ponti a ricercar ristoro,
l’unica immagine che dà serenità
è il cartellone della pubblicità.
Che dice a un vecchio che muore
su una panca, se bevi birra …
Avrai felicità.







Commenti
Non canta più nessuno
a la stazione …
nemmeno i freni
che fischiano l’arrivo
dei fantasmi
abbandonati qui.
Mille illusioni
lasciati nei vagoni
legati con lo spago dei cartoni.
Gente impiccata ai sogni
del futuro , per non morire
dentro in primavera.
Seccando lentamente
come fichi che stesi al sole
stentano a morire
Ed i vocii dei bimbi sono
un eco in festa
per un treno
che parte e arriva
lasciandomi
da sempre ancora qui
come se fossi un sogno …
o solo un ombra …
tenuto in piedi dalla dignità
GRAZIE CARMEN PER CARMEN
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