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Il bus n.60

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In questo autunno

che sa di caldarroste

e si confonde

con l’acre odore

di una nebbia fitta,

c’è chi cammina

in cerca di una luce,

floscia e lontana,

come una vecchia meta

nascosta fra i cappotti della gente,

dentro i cappotti non ci trovi niente.





C’era una volta e adesso non c’è più

la voglia matta di fare due risate

il gusto vero di una passeggiata

una ragazza … e passi la serata.



I vecchi tigli sedati dall’autunno.

I pioppi alti che perdono l’orgoglio

legati dal catrame di città.



Fra vecchie case grigie come il fumo

dove passando all’ora delle streghe

un bus fantasma apre le sue porte

ed entra solo il vento e qualche foglia.



La vecchia gente vestita da lavoro

sta sotto i ponti a ricercar ristoro,

l’unica immagine che dà serenità

è il cartellone della pubblicità.



Che dice a un vecchio che muore

su una panca, se bevi birra …

Avrai felicità.

 

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Settembre 2011 16:13  

Commenti  

 
0 # pinoipp 2011-09-14 15:24
Il miglior Morfeo, quella della poesia, è qui in questi struggenti paesaggi della Torino anni '60.
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0 # eugenio 2011-09-14 18:23
Un ritratto suggestivo in cui si affacciano le prime incrinature del rapporto natura- uomo che può preservare quest'ultimo dalle spinte centrifughe insite nella nostra società.
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0 # piero314 2011-09-14 18:43
Struggente nella sua melanconia. Molto bravo l'autore.
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0 # Carmelo Garipoli 2011-09-14 21:49
Chi beve birra campa cent’anni, era questo lo slogan in voga a quei tempi. Ma… campare da leone o da pecora? E nessuno mai si domandava in che modo bisognava campare… bevendo la birra. Quale fosse la strada per la felicità era una incertezza allora; lo è anche adesso. Morfeo…coraggio .. combattiamo sempre!!!
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0 # Carmen 2011-09-14 23:22
Bellissime immagini in bianco e nero, Morfeo, sembrano dei fermo-immagine o una pellicola d'epoca, un pò malandata ma, proprio per questo,integra in tutto il suo fascino, proiettata da un vecchio gigantesco proiettore in una sala cimatografica di periferia, rigorosamente dai toni spenti e dove, sogni e sentimenti sono sospesi tra nuvole di fumo in una perenne attesa che non rimanda a un futuro...
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0 # gustavo 2011-09-15 19:26
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0 # Carmen 2011-09-16 01:02
Potenza evocativa della poesia! Bello, Gustavo.
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0 # Morfeo 2011-09-15 23:30
IL CANTO …
Non canta più nessuno
a la stazione …
nemmeno i freni
che fischiano l’arrivo
dei fantasmi
abbandonati qui.

Mille illusioni
lasciati nei vagoni
legati con lo spago dei cartoni.

Gente impiccata ai sogni
del futuro , per non morire
dentro in primavera.

Seccando lentamente
come fichi che stesi al sole
stentano a morire

Ed i vocii dei bimbi sono
un eco in festa
per un treno
che parte e arriva
lasciandomi
da sempre ancora qui
come se fossi un sogno …
o solo un ombra …
tenuto in piedi dalla dignità

GRAZIE CARMEN PER CARMEN :-)
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0 # CARMEN 2011-09-16 09:44
...e per GUSTAVO
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0 # Morfeo 2011-09-16 12:53
GIUSTISSIMO CONCORDO :-)
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0 # gustavo 2011-09-16 11:10
un po di ottimismo...

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