(in lode delle rivolte d’inverno)
La zaffata di calicanto
Che improvvisa ti investe
La faccia tagliata dal vento
T’inebria e ti scioglie
L’inverno
Mesi prima che il croco
Buchi la terra
Intirizzita
Langue nel corpo
La vena
Palpitante
Di primavera
Come mina vagante
Imperscrutabile
All’occhio canaglia
Dell’esperto
Inaspettato
Si leva intenso
Profumo di
Mutamento
Nelle piazze purificate
Dalle ceneri degli immolati
Stupore
Di piedi d’argilla
Smottati
Dalla marea
Di rami di calicanto
Fioriti d’un tratto
Su apparente
Spoglio grigiore
Umile calicanto
Che ognuno dimentica
Nel gelo della mente
Invernale
Pallido giallore
Che fiammella
Diventa e accende.







Commenti
Discussioni accese si ... nemici mai.
che fà esattamente l'opposto di quello che vorrebbe. Un vero peccato
E' un fermento sottile ma crescente che viene dalle piazze, dalle donne, da mille iniziative, dagli uomini che sfidano le proprie "ataviche" paure delle loro compagne e, per una volta, dopo anni di silenzio, si schierano al loro fianco. Le piazze, anche se apparentemente vuote, brulicano di gente come Pina, come oi, come noi. Sarà così!
ti volevo mandare un saggio scritto dal sociologo Adel Jabbar sulle rivolte in Nord Africa e Medio Oriente. E' di 5 pagine quindi troppo nlungo per postarlo qui ne Lo Sbavaglio. Come faccio a fartelo avere? Non credo di avere il tuo indirizzo
melo. Il mio indirizzo, quando lo vorrai, potrai richiederlo sempre a...Pino Ipp.
Ho iniziato a leggere anche qualcosa di quella raccolta di saggi e pubblicazioni, con cui collabori.
Grazie ancora.
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