Rasoiata del profilo vitreo dell'ala in volo
o dello strido della vampa del brioso tizzo che muta
in voce il gelo muto della sorda lacca;
nota argentina nell'urlo che svela ma non dice
la corsa celere dei passi corti e rotti
nei dentelli stretti nella lampo della tela;
rima regina della maliarda attesa nei viluppi
del tempo morto a galla come osso su e giù
nella spola del pelo crespo del mare mosso;
del cronotopo alla pesa il conto non torna,
Giano siamese dallo sguardo violato slabbrato
nella stretta degli scatti schietti di un tango stregato.






