LO SBAVAGLIO

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Restauri e tarocchi

Lucio Fontana

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Rasoiata del profilo vitreo dell'ala in volo

o dello strido della vampa del brioso tizzo che muta

in voce il gelo muto della sorda lacca;

nota argentina nell'urlo che svela ma non dice

la corsa celere dei passi corti e rotti

nei dentelli stretti nella lampo della tela;

rima regina della maliarda attesa nei viluppi

del tempo morto a galla come osso su e giù

nella spola del pelo crespo del mare mosso;

del cronotopo alla pesa il conto non torna,

Giano siamese dallo sguardo violato slabbrato

nella stretta degli scatti schietti di un tango stregato.

Ultimo aggiornamento Martedì 14 Febbraio 2012 20:41
 

Paesaggio

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La rude mola della brezza contromano, spersa,

striscia e svasa briosa sul mare; volta e dilegua

il torpore della quieta lena della vasta stiva,

si spande a picco nelle lenti funi del gelato abisso.

 

Tracima e sale brilla una stramba luce,

allegra spuma vacilla nel largo fiato in petto al monte,

sul calvo dorso delle aspre rocce, scavato

dal fatuo fuoco nella lente del corpo vitreo.

 

Sciame di tinte torte nelle scosse delle molle in bilico

nella marea gassosa, nello scatto nel tornio tondo della retina,

che scrolla la muffa dell'inceppo croio

nel rocchetto smunto del temprato oblio.

 

Canto

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Canto scorri sotterraneo

senza clamore, conservi

l'afrore del fragore originario,

come il vino di labbra in labbra

custodisce il crudo aroma del mosto.

 

Canto ubriaco vacilli

sopra gli sguardi smarriti,

scarlatto ti apri veloce tra agavi,

dal largo respiro del mare,

dall'aspro sudore e rumore dei sassi.

 

Canto carta incenerita,

acre odore di versi,

rinasci voltato tra le mura

della stanza del trucco

nel chiarore di pupille impazzite.

Ultimo aggiornamento Domenica 18 Dicembre 2011 22:54
 

Vincent V.G.

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Su e giù fra dune come gobbe mobili

gonfie di luce, senza guida

sbandi,come uno sciame

a zonzo senza olfatto;

nella sabbia la morsa del tuo esilio

né il conforto di un'orma o

l'ombra del respiro, solo spettri

nella calda pasta dei colori;

Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Ottobre 2011 08:28
 

Stringa sonora

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Lassù salda e nuda nella tua luce,

al riparo sui rami dall'insidie,

stringa sonora, generi lesta

ferme e solerti cadenze,

come martelletti sul timpano dell'opaco

silenzio, della veste dorata della calura.

 

Capolinea del celeste affanno, torretta blasfema,

la tua ciarla come un dubbio cupo

e tenace, sospeso sopra il presagio di leggi

oscure; un'allerta senza inganno

nell'ultimo responso dalla gola di un motore

immobile nell'incanto di un cielo inerte.

 

Corda invisa vali un'estate

quanto il sole, più del mare.

Ultimo aggiornamento Martedì 11 Ottobre 2011 13:39
 


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