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Canto

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Canto scorri sotterraneo

senza clamore, conservi

l'afrore del fragore originario,

come il vino di labbra in labbra

custodisce il crudo aroma del mosto.

 

Canto ubriaco vacilli

sopra gli sguardi smarriti,

scarlatto ti apri veloce tra agavi,

dal largo respiro del mare,

dall'aspro sudore e rumore dei sassi.

 

Canto carta incenerita,

acre odore di versi,

rinasci voltato tra le mura

della stanza del trucco

nel chiarore di pupille impazzite.

Ultimo aggiornamento Domenica 18 Dicembre 2011 22:54  

Commenti  

 
0 # Morfeo 2011-12-18 21:47
MOLTO BELLA MI PIACE ... COMPLIMENTI BRAVO.
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0 # pinoipp 2011-12-20 00:36
Singolare canto questo, che resta sospeso tra il reale e l'immaginario, quando non addirittura artatamente soffocato come l'urlo di Munch.
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0 # Carmen 2011-12-20 01:44
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0 # Carmen 2011-12-20 18:28
...la "morna" è un genere, uno stile musicale di origine portoghese, solo successivamente , di importazione Capoverdiana, Capoverde è un Arcipelago Atlantico di isolette disposte a corona nell'estrema propaggine del continente Africano, vicine alle coste del Senegal.

La morna, di cui Cesaria Evora ne è stata l'interprete più interessante, espressivamente caratterizzata da un tempo musicale lento, scandito, è quindi un canto, che assomiglia più ad un flusso interno di coscienza che, solo a tratti, riesce
a sgorgare nella sua foce naturale, un mare di malinconia... tristezza, struggimento... rimpianto e...desiderio.

In forma lirica, Eugenio esprime un canto personale e univer-
sale insieme, un tempo che è solo latino e africano, di Paesi adagiati sul mare, di "morna", che racconta nel linguaggio della "saudade" un tumulto interiore "senza clamore", intatto nel suo " fragore" originario, di tempo solo soggetti-
vo e inesistente di per sè, il cui profumo acre e selvaggio si apre un varco tra le ampie foglie dell'agave e i "crudo aroma del mosto" in un patto di eternità tetragona, abbandonando il suo respiro lento e ritmato...rivisitato, al dondolio salmastro delle onde.
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