LO SBAVAGLIO

...perché le libere opinioni contano

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

I panda

E-mail Stampa PDF

Lo so, lo so, non sono in linea, sono un Giacobino senza pudori, senza il senso dell’ordine e però anche coloro che sostenevano che gli ultimi “accordi”  con gli operai imposti da lor signori  erano un fatto isolato che interessava e solo momentaneamente una parte dei lavoratori, anzichè una strategia atta a distruggere una razza in via di estinzione come i metalmeccanici, ebbene anche i ben pensanti forse dovranno rivedere le loro posizioni. La Fiat non solo vuole riattivare lo schiavismo ma ancor di più vuole portare all’estero le nostre produzioni automobilistiche, perché questo fa moda, fa IN ma soprattutto costa meno, e siccome siamo in un libero mercato dove i padroni fanno i cazzi che vogliono, a lor signori poco importa se mettono sul lastrico centinaia di migliaia di famiglie, significa … niente mangiare, niente scuola, niente che possa assomigliare ad una vita degna di essere vissuta. Accidenti proprio adesso che come dicono Tremonti e Colui … che la crisi stava risolvendosi a beneficio dei pezzenti, l’Europa ha detto che non siamo più stressati e che gli operai della Fiat potranno fare sesso senza problemi di erezione con grande gioia del nostro presidente del consiglio.

Ed anche il nostro presidente della repubblica forse dovrebbe ripassarsi la costituzione poiché quando non ci si occupa di lavoro, si dovrebbe sapere che si colpisce in modo indelebile proprio il fondamento principe della stessa … allora … ripetiamo tutti insieme … La repubblica italiana è una repubblica democratica … democratica?... Ah sì … democratica fondata sul lavoro. Ci hanno spiegato al tempo che fu che ci avrebbe pensato il mercato … e noi profani ci siamo rivolti a lui … il mercato … ma lui era impegnato con le banche, prima le banche e poi … la politica dei due tempi, prima hanno dato i soldi alle banche e adesso pantalone deve ridurre il debito pubblico di governi che hanno dissanguato l’economia, preso per i fondelli il paese e destinato alla mafia il 90% degli appalti statali ma siamo proprio scemi, per non parlare dell’abbandono dei progetti industriali, progetti economici, l’università e la ricerca sono andate a donne di malaffare, il sistema sociale si sta demolendo e si spendono 400 milioni di euro per mandare i ragazzi a morire per il mondo. E mi fermo qui perché non vorrei essere preso per un disfattista. Sì è vero sono proprio di parte. Ora che il progetto Fiat ha mostrato il suo vero volto forse ci vorrebbe maggiore attenzione ai problemi dei lavoratori, ma di ogni categorie, il lavoro è diventato un argomento da eliminare dall’agenda politica dei partiti impegnati a difendere interessi di posti, di posizione di difesa di privilegi e postazioni strategiche … puttane e transessuali … ragazzi non ci siamo.

Si manca di strategie di aggressione della crisi, in questo paese non è mai esistito un vero e proprio stato, perché se così fosse uno straccio di progetto di diverso sviluppo lo si sarebbe potuto quanto meno abbozzare, sia pure, vista la profondità della crisi, a lunga scadenza. Ma ahi noi siamo messi proprio male, il governo ma anche l’opposizione sono assenti anche solo dal dibattito parziale sui temi dell’economia e del lavoro in particolare, sono entrambi, anche se su terreni diversi, complici del baratro entro il quale è entrato questo paese sciocco e sfortunato. Lo stato, l’economia, il lavoro, il paese vanno programmati, progettati e su questo indirizzare gli investimenti, selezionarli, indirizzarli e devono essere mirati con progetti di sviluppo indirizzati sui temi della salvaguardia del territorio e del sistema ecologico in grave crisi, nuove fonti di energia rinnovabili e non mi dilungo ma vi sarebbero decine e decine di opportunità. Ci sarà pure una questione del nord, una questione del sud ma tutti diventano questioni parziali rapportati ad un realtà di fondo di questo paese “democratico” che non è in grado di garantire alcunché alla maggioranza del paese, il quadro così detto democratico non potrà resistere più di tanto se non si affronta con un progetto organico che investa tutti i settori dell’economia , esiste ed è urgente LA QUESTIONE LAVORO. Perciò resto preoccupato e basito quando le nuove forze politiche che intendono schierarsi a sinistra non riescono a fare del lavoro il cavallo di battaglia, per la loro prospettiva politica sento e credo che si manca di analisi reale sul nuovo modo di concepire il lavoro, le nuove tecnologie, il nuovo mercato, le nuove professionalità, il nuovo rapporto che deve nascere tra il sindacato, i nuovi lavoratori e la società, il tipo di sindacato nuovo da realizzare, diverso da quello tradizionale, studiare e capire se non sia il caso di porsi il problema di rifondare il sindacato con una diversa e più ampia concezione unitaria, sino al punto di verificare la necessità di rilanciare la battaglia ideale e politica per IL SINDATO UNICO di tutte le categorie di lavoratori, certo compito arduo, difficile, il che vuol dire in particolare per il S.E.L. realizzare un legame più congruo con i sindacati di categoria e di tutti i sindacati, cominciare a credere che siano davvero i lavoratori artefici per un progetto ampio democratico, per gettare le basi per un sindacato che davvero sia gestito dai lavoratori attraverso i propri eletti, senza legami  e cinghie varie, che diventi strumento di lotta ma anche di progettazione per la creazione di un paese orientato verso un progresso programmato, elaborato assieme ai lavoratori e alla sua organizzazione. Un altro elemento che deve farci riflettere riguarda il tema della lotta all’evasione fiscale: qui occorre un progetto di rinnovamento del sistema fiscale. Poi vi sono altri aspetti che una forza di sinistra deve affrontare sia pure soltanto a livello di discussione come la scuola, i giovani, l’università, la ricerca e una cosa di cui non dobbiamo dimenticarci la partecipazione e la democrazia troppe volte presa a calci dagli stessi partiti “democratici”, una nuova e diversa e più ampia concezione della democrazia partecipativa e decisionale, in buona sostanza quello che dico quanto pesa e quanto conta. Non vorrei che anziché fare un partito nuovo si faccia un nuovo partito. E di un nuovo partito non ne abbiamo bisogno … ma soprattutto grinta ragazzi, grinta ed orgoglio ... se pure siamo ancora numerosi quanto i Panda e ricordarsi dei lavoratori soprattutto non fa male alla salute ma diamo un contributo serio e positivo al paese. W I PANDA!

Commenti

avatar Pino Gangemi
0
 
 
Non si tratta di “non essere in linea” – con che cosa, poi? – o di sentirsi e dichiararsi un “Giacobino senza pudori”. Frasi come “… La Fiat non solo vuole riattivare lo schiavismo ma …”, risultano inutili e, addirittura, controproducenti favorendo, chiaramente, il gioco degli avversari. Tirare poi in ballo, per l’ennesima volta e senza nessun costrutto serio, il Presidente della Repubblica che “… forse dovrebbe ripassarsi la costituzione …” non sarebbe neppure da commentare. Sono certo che Napolitano, al contrario di molti fra noi, La Costituzione (con la "C" maiuscola, grazie) la conosca a memoria e sappia bene come farla rispettare, nell’ambito dei poteri che la stessa gli attribuisce. Sarei curioso di sapere – scusate la mia ignoranza – chi, in Italia, ha dato i soldi alle banche, quando e, magari, anche di che cifre stiamo parlando. Per il resto, ho già scritto in “Non è un paese per la sinistra” come la penso. Lo ribadisco:

Quale potrebbe essere, dunque, il “cosa” del PD? Semplicemente il lavoro, una strenua difesa dei principi fondamentali della nostra Costituzione e la questione morale.

Non ho cambiato parere.
Nome *
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
Cancella
avatar Morfeo
0
 
 
la questione morale così come posta e affrontata diventa un falso problema se non ci si pone il problema di cambiare l'attuale struttura dei partiti che altro non sono che un concentrato di centrali d'affari, organizzati, gestiti e diretti da uomini che entrano in poltica per mandare avanti i loro interessi economici, semplici comitati di affarri ed ora uscire da questi meccanismi, significa scompararire, peccato che indirettamente e senza colpa vengono coinvolti ignari, onesti elettori che credono ancora nei partuti come strumenti di lotta. lo domostra la lotta nei partiti per il raggiungimento dei cadreghini e dentro ci stanno un po tutti, non sono un moralista ma quando è troppo e troppo
Nome *
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
Cancella
avatar Francesco
0
 
 
E' possibile che Pino Gangemi abbia ragione nell'indicare come obiettivi qualificanti dell'azione politica del PD il lavoro, la difesa dei principi costituzionali e la questione morale.

Tuttavia se ha ragione significa che siamo piuttosto lontani dall'essere una democrazia matura (e in effetti mi pare evidente) e che solo quando lo saremo sarà possibile darsi degli obiettivi "di sinistra".

Perché la difesa dei principi costituzionali e la questione morale non sono né di sinistra né di destra, ma sono un prerequisito della democrazia.

Nel senso che tutte le forze politiche devono essere fedeli alla costituzione e morali, a prescindere dalle ricette che promuovono per cambiare la società.

Se questo non avviene, va benissimo che la sinistra lotti per costruire una democrazia matura, basta che sia consapevole che una politica di sinistra è comunque altra cosa, un passo ulteriore.
Nome *
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
Cancella
avatar pinoipp
0
 
 
Capisco e concordo sulla gravità del momento storico nel quale è richiesta la difesa delle istituzioni democratiche. Tuttavia la sinistra, se vuol battere le destre, non può accontentarsi di un programma di difesa della legalità repubblicana (per quello lo ripeto fino alla noia bastano quel poco di destra legalitaria che esiste nel Paese) ma deve essere capace di rappresentare e far prevalere un nuovo modello di società, buono per la maggioranza dei cittadini.
Nome *
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
Cancella
avatar CARMEN
0
 
 
Qui non si tratta più di mantenere in piedi quello che è già in bilico, puntellandolo soltanto, si tratta di essere promotori di un cambiamento radicale che, come dice Pino, si traduca in un progetto concreto di modello di società, più giusta, più umana, meno razzista, più aperta, più etica.
Questi sono stati da sempre valori portanti della politica di sinistra, altrimenti non ci saremmo trovati tra le mani il vuoto e il malcostume che abbiamo difronte!
Cosa significa matura oggi, visto che vengono a mancare i presupposti primari e basilari per la democrazia!
Nome *
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
Cancella
avatar Pino Gangemi
0
 
 
Temo di essere un pragmatico e vivo la politica in modo pragmatico, traducendo il più possibile, valori e ideali in azioni concrete e possibili. La mia banale proposta va considerata nel contesto specifico in cui ci troviamo oggi, e si pone il semplice obiettivo di sintetizzare al massimo un programma che convinca e faccia vincere le elezioni. Dentro la parola "lavoro", poi, sono compresi, a mio parere, TUTTI gli elementi fondamentali che dovrebbero caratterizzare una sinistra moderna, dall'istruzione, ai migranti, dallo sviluppo economico, alle regole del mercato. Per quanto possa apparire una forzatura, riesco a intravederci perfino i temi etici e i diritti civili. Fino a quando non si presenta e non si governa un progetto serio per il "lavoro", tutto il resto, a mio parere, è secondario.
Nome *
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
Cancella
avatar CARMEN
0
 
 
E' chiaro che tutto passa dal LAVORO e si dipana attraverso il Lavoro. Quando abbiamo commentato l'articolo di Aladino, Dell'immigrazione, io ho scritto che non si può arrivare o tentare di arrivarci se non si passa dal lavoro, prerequisito di baseper approdare ad una visione del mondo e della società meno a compartimenti stagno, dove la conoscenza e la "condivisione" sul campo dei problemi sfata molti pregiudizi, molta ignoranza e molta diffidenza ed intolleranza.
Per la connaturata fame di lavoro , per la quale ci si azzanna anche in forma intrarazziale, figuriamoci cosa avviene a livello interrazziale... quindi parlare di integrazione o di democrazia matura senza risolvere il problema LAVORO, è come parlare di Kant ai bambini della prima elementare!
Nome *
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
Cancella
Nome *
Code   
ChronoComments by Joomla Professional Solutions
Invia commento
Ultimo aggiornamento Martedì 27 Luglio 2010 08:55  
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Servizio di informazione FabioNews


Cerca

Statistiche

Utenti : 41
Contenuti : 555
Tot. visite contenuti : 47104